Rieti-Terni e Salaria a Micigliano:
la procura ferma ancora i lavori
Per infiltrazioni della mafia

Martedì 23 Febbraio 2016
RIETI - «Lasciante ogni speranza voi che imboccate questa strada: vederla terminata sarà un’impresa». E’ il nuovo cartello che comparirà all’uscita della galleria Valnerina sulla Rieti-Terni, prima dello scavalco del Velino, e lungo le gole di Micigliano, nel cantiere della Salaria per Ascoli, le due grandi opere stradali in fase di lavorazione nel Reatino. A firmarlo la Direzione distrettuale antimafia di Catania che ha ieri estratto il cartellino rosso per la Tecnis spa, la società di costruzioni edili impegnata nella realizzazione dell’ultimo tratto umbro della Rieti-Terni e, nella nostra provincia, lungo la Salaria per Ascoli, tra Micigliano e Posta.

La procura della Repubblica siciliana, su richiesta della Direzione distrettuale che ha coordinato le indagini dei carabinieri dei Ros di Catania, ha ieri disposto l’amministrazione giudiziaria e il sequestro delle quote e delle azioni della Tecnis spa, nominando contemporaneamente un amministratore giudiziario per sei mesi, ulteriormente rinnovabili, al fine di risanare e reimmettere nel mercato l’azienda, in modo che possa operare nel rispetto delle regole e al riparo da interventi della criminalità organizzata.

Traduzione: per un anno almeno non si muoverà una ruspa sulla Rieti-Terni e analoga situazione si vivrà a Micigliano, dove analogo inciampo si verificò anche cinque anni fa, con l’impresa dell’epoca - la Safab - che fu raggiunta da un’interdittiva antimafia e l’Anas applicò la risoluzione del contratto di appalto. Un «giochino» che costò al cantiere oltre un anno di stop. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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