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Grillo tende la mano ai secessionisti veneti: «Se fate un referendum, sono con voi». Poi accusa Napolitano: «Ha violentato la Costituzione»

Beppe Grillo durante il suo show a Padova
3 Minuti di Lettura
Venerdì 11 Aprile 2014, 22:34 - Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 20:30

Omaggio di Beppe Grillo ai secessionisti veneti: il leader 5 Stelle arrivato sul palco del Palafabris di Padova manovrando a mano un "tanko" di cartone, che spara coriandoli.

«No ghe volemo stare più in 'sto Stato de mona, va ben!» ha gridato Grillo, «C'è un diritto alla secessione, se fate un referendum sono con voi. È un'autodifesa. Mentre in Veneto arrestavano le "macchiette" dei secessionisti, il nostro Capo dello Stato riceveva un condannato in via definitiva. È questo lo stato delle cose». Beppe Grillo è alla tappa di Padova del tour "Te la do io l'Europa".

Poi Grillo ha scherzato: «Il nostro movimento è nato il 4 ottobre, il giorno di San Francesco, siamo il primo movimento francescano, "perchè nessuno rimanga indietro". Anche Bergoglio si è iscritto al nostro blog».

«Napolitano cattivo, ha violentato la Costituzione» Pesanti accuse da parte del comico contro il Presidente della Repubblica: «Napolitano lo pensavo un saggio, invece è cattivo, è un uomo che ha violentato la Costituzione. Sono andato a parlargli due volte e mi ha fottuto come un pivello».

«Senza voto di preferenza non c'è democrazia» Grillo ha poi parlato della questione della legge elettorale: «Se non c'è il voto di preferenza, non c'è democrazia. Lo capite o no? Ditemi se sono pazzo... Hanno fatto una legge elettorale che è una bellezza. Si vota e si va al ballottaggio, ma Berlusconi arriva dietro. Al ballottaggio andiamo noi e loro, però vinciamo noi, è sicuro. Pensavano di avercela messa in quel posto..».

«Renzi è diventato cinico» «Quando sono andato da Renzi, io ci volevo parlare a quel ragazzino, mi sembrava un ragazzo ancora un pò brillante...». Così Beppe Grillo, nel suo show a Padova, è tornato sul contestato streaming con Renzi prima della nascita del governo. «Berlusconi - ha aggiunto - ci credeva nelle palle che diceva, le sublimava. Renzi invece lo vedi che fa del cabaret, si gira, distoglie lo sguardo, è diventato cinico perchè per dare 80 euro ad una famiglia bisogna essere cinici».

Poi Grillo ha proseguito ricordando gli istanti che hanno preceduto lo streaming, con Renzi che - ha sostenuto - non voleva la diretta tv. «Poi, prima di sedersi lì davanti - ha proseguito Grillo - mi dice: "Caro Grillo, ciao, io non voglio chiederti nulla, non voglio la fiducia, ma solo che tu mi stia ad ascoltare mentre ti dico delle cose". Io mi siedo e ascolto il mio programma, perchè sono uguali - ha proseguito Grillo - e quindi avrei dovuto annuire per dieci minuti mentre Renzi ripeteva le mie cose, senza avere minimamente il senso per farle. Allora io mi sono detto: "Ma chi cazzo è questo qua?". Quale è il rapporto tra me e questo qua che una settimana prima aveva detto "mai al governo senza le elezioni", ed era al governo?. Che cosa rappresenta? io bene o male sono il capo politico di un movimento, perchè ho dovuto scriverlo per presentarlo alle elezioni. E allora, se io sono un capo politico che rappresento nove milioni di persone, tu chi cazzo rappresenti? E devo stare ad ascoltare te?».

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