Genova, il governatore Toti: «C'è chi vuole nascondere il no alla Gronda»

Venerdì 17 Agosto 2018 di Mauro Evangelisti
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dal nostro inviato
GENOVA Giovanni Toti, governatore della Liguria, quale approccio nota da parte del governo?
«Come Regione ci stiamo muovendo in tutti i sensi, ma non mi piacciono le polemiche di queste ore. Le responsabilità, che certamente ci sono, andranno appurate con rigore e perseguite. Ma il primo tema è che tutti quanti quelli che ne hanno la possibilità siano messi in condizioni e spinti a lavorare per il ripristino della normalità. E per la ricostruzione del ponte, la rimozione delle macerie, l'attivazione della viabilità sostitutiva. Di questo dobbiamo parlare, non di questioni ideologiche».

Avere già annunciato il ritiro della concessione è controproducente?
«Andiamo, questo non è il tema del momento. Società Autostrade è appunto una società, all'interno della quale ci sono delle persone che se hanno sbagliato vanno colpite, duramente, ma le deve accertare la magistratura. Così come vanno accertate le responsabilità del ministero delle Infrastrutture che su quelle concessioni doveva vigilare. Bisogna accertare responsabilità personali, ma occorre che tutti quanti, compresa Società Autostrade, siano coinvolti e spinti a dare un contributo per il ripristino della normalità, poi ragioneremo di concessioni e limiti».

Secondo lei il ponte deve ricostruirlo Società Autostrade?
«Voglio essere molto chiaro. L'emergenza sarà finita a Genova solo quando sarà inaugurato il nuovo ponte. Mi auguro entro l'anno. E se per farlo nella massima sicurezza ma anche nel modo più rapido possibile, serve che lo faccia Società Autostrade, allora lo faccia Società Autostrade. Se invece ci sono opzioni differenti, più rapide, siamo pronti ad ascoltarle».

No alla guerra ad Autostrade come sembrano fare i ministri del Movimento 5 Stelle?
«Non va fatta una guerra ideologica, perché non vorrei che fossero cortine fumogene per le responsabilità del passato, per i ritardi che ci sono stati in altre grandi opere che avrebbero reso meno problematica la situazione attuale. Io sono sempre stato favorevole alla Gronda e vorrei vedere partire il cantiere domattina. Questi ritardi e veti non ci hanno aiutato, perché quanto meno ora avremmo una alternativa a Ponte Morandi».

La Lega sembrava accettare la linea indicata da Di Maio.
«Credo che il governo oggi abbia il dovere di essere qua, come ha fatto, e lo ringrazio di lavorare in modo non ideologico per riportare la Liguria, anzi l'Italia, alla normalità. Ricordiamo che questa catastrofe avrà conseguenze certamente sul pil italiano: il sistema portuale di Genova, riguarda più della metà delle merce in partenza e in arrivo nel nostro Paese, riguarda la competitività delle industrie del nord ovest, tutto un mercato dei traghetti e delle crociere, un pezzo della nostra logistica che già aveva problemi. Poi se vuole aprire un ragionamento sulle concessioni ha tutto il diritto di farlo, ma non ora».

Serve un commissario?
«Io ho chiesto il commissario ma anche un altro strumento simile, deve essere chiaro che per agire con rapidità servono provvedimenti normativi speciali che ho già chiesto a Conte che si è mostrato sensibile al tema. Significa procedure più rapide, significa non dovere essere costretti a fare lunghe gare d'appalto come addirittura è successo alle regioni terremotate che sono dovuto ricorrere alle gare d'appalto per la rimozione macerie. Bisogna dare possibilità agli enti locali di spendere i soldi che hanno nel migliore e più rapido tempo possibile».

Il commissario chi sarà?
«Deve essere un rappresentante delle istituzioni locali o un uomo di fiducia delle istituzioni locali».

Lei lo farebbe?
«Se me lo chiedessero, ma con una struttura di sub commissari, una struttura operativa. Più della persona mi interessano i poteri del commissario. Serve un potente ombrello normativo che consenta di agire scavalcando le norme attuali che sembrano create appositamente per bloccare la pubblica amministrazione».

Come ha reagito la Liguria?
«La Liguria non è in ginocchio, chi vuole esserci vicino, continui a venire qui in vacanza. La macchina dei soccorsi sta funzionando e ha funzionato in tutte le sue parti. Ma il tema vero è che affrontata l'emergenza del momento, ci sarà quella del lungo periodo, della quotidianità. Quello che non è tollerabile e non sarà tollerato, è che a fronte della generosità dei soccorritori, una volta passato il momento del dolore e del massimo sforzo organizzativo si finisca nella palude italiana dove tutto deve essere legato e imbrigliato della problematiche della nostra burocrazia».

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