Lega-M5S divisi nelle città ma feeling nei ballottaggi

Sabato 9 Giugno 2018 di Mario Ajello

ROMA Il centrodestra, a trazione leghista, si appresta a vincere quasi dappertutto. Il movimento cinque stelle, poco radicato sui territori, molto diviso al proprio interno e non brillante finora nelle sue performance amministrative, si prepara a perdere quasi ovunque. Ecco perché Matteo Salvini è onnipresente nelle città che vanno al voto comunale domani per il primo turno, ed ecco perché Luigi Di Maio sta mettendo meno la faccia rispetto all'alleato-rivale in queste elezioni in cui 7 milioni di italiani stanno per pronunciarsi, da Nord a Sud. E il Pd? Teme come la peste i ballottaggi, del 24 giugno. In quell'occasione la coalizione nazionale giallo-verde, divisa al primi turno, si riprodurrà spesso a livello locale per sbaragliare i dem. Questo può accadere, ad Imola, per esempio. Città rossa per eccellenza, nell'Emilia-Romagna in cui la Lega è sempre più forte come ha dimostrato il 4 marzo alle politiche, Imola per resistere alla ruspa leghista (ma anche un po' grillina) ha riunito addirittura renziani e bersaniani in un'unica coalizione.

La geopolitica italiana potrebbe uscire trasformata da questo voto in 761 comuni. E cambieranno anche gli equilibri interni alla maggioranza di governo nazionale. A tutto vantaggio della Lega. Che con l'aiuto di Forza Italia, e il supporto degli elettori grillini, può togliere Vicenza al centrosinistra e perfino Siena e Pisa. Mentre i cinque stelle dove governavano - per esempio a Ragusa - a causa di faide e congiure non ripresentano il proprio sindaco e si sono estromessi dalla partita. A Siena e a Vicenza, dove lo scandalo bancario potrebbe farli votare, i pentastellati sempre per lotte intestine neanche sono arrivati a presentare il simbolo e via così.

STRANEZZA
Sono elezioni strane queste. Perché Salvini è leader di due coalizioni opposte: a livello nazionale capeggia (con Di Maio) i giallo-verdi, a livello locale guida i verde-azzurri (mentre Berlusconi è personalmente assente dalla partita). Dunque, questo voto su cui Salvini sta investendo assai - al punto che ancora non si è davvero insediato al Viminale e che lascia Conte da solo con Di Maio pur di correre ai comizi da Nord a Sud - serve al leader lumbard per consolidare sia la sua forza a Palazzo Chigi sia il suo ferreo comando, ormai non più incrinabile, in quello che un tempo era il centrodestra targato Berlusconi.

PEPPONE E DON CAMILLO
Occhio, si vota a Brescello, il paese di Peppone e don Camillo, commissariato per mafia. Si vota a Pomezia, dove il sindaco grillino Fucci non lo hanno voluto ricandidare - solite beghe - e si presenta come un Pizzarotti per i fatti propri e non sarà più pentastellata questa importante cittadina laziale. I grillini aiuteranno, con ogni probabilità, il centrodestra a Brescia: dove la berlusconiana Vilardi andrà probabilmente al ballottaggio contro Del Bono, del Pd. Altre situazioni così sono ampiamente prevedibili. Del resto all'inizio del Contratto di governo fra Lega e M5S c'è scritto tra l'altro che le due forze non si faranno i dispetti nelle occasioni elettorali. Questo delle amministrative è il primo test per dimostrare la concordia promessa. E tutto fa pensare che i grillo-leghisti saranno fedeli al matrimonio stipulato. Infatti a Ivrea, città adottiva di Casaleggio padre e dove Casaleggio figlio e la sua corte sono di casa, se il candidato pentastellato Massimo Fresc arriva al ballottaggio, scatterà il soccorso verde. E Ivrea, la città di Adriano Olivetti, potrebbe diventare una capitale grillina. Come Roma, ma si spera meglio di Roma.

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