Berlusconi: «Non scappo dai giudici»
Buzek: gli dedicherò un paio di minuti

Il premier Silvio Berlusconi
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Lunedì 12 Settembre 2011, 09:17 - Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 22:52
ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi definisce un'assurdit l'ipotesi che domani si rechi a Bruxelles e Strasburgo per evitare l'interrogatorio con i pm di Napoli.



«Grazie al comportamento della nostra opposizione e dei suoi giornali - spiega il premier intervenendo a La telefonata di Maurizio Belpietro su Canale 5 - si è creata intorno alla nostra manovra molta confusione e si sono indotte le autorità e le istituzioni europee a pensare che il governo volesse fare passi indietro rispetto alla manovra che aveva approvato e che insomma noi non fossimo seriamente intenzionati a fare quei sacrifici che ci porteranno al pareggio di bilancio nel 2013». «Quindi si è posta come una necessità, suggerita soprattutto dai nostri uomini a Bruxelles, Antonio Tajani e il nostro presidente del Gruppo e altri ancora, di confortare gli interlocutori europei per chiarire come invece fosse tutto il contrario».



«Ho cercato quindi di avere un appuntamento con il presidente del Consiglio dei capi di Stato e di governo Van Rumpuy, con il presidente della Commissione Barroso, con il presidente del Parlamento Buzek, non è stato possibile averlo oggi, è stato possibile averlo per domani e ho ritenuto che fosse urgente che mi recassi a Bruxelles e a Strasburgo per spiegare, carte alla mano, la vera situazione di questa manovra e l'assoluta volontà del nostro governo e della nostra maggioranza di raggiungere il pareggio nel 2013». «Non sono preoccupato. Volete che abbia timore di incotrare dei magistrati da testimone in un caso dove ho aiutato una famiglia in difficoltà?». Così Silvio Berlusconi ha risposto ad una domanda sul caso Tarantini.



«Non c'è spazio per cambiare la manovra, non credo. Io credo che questa manovra verrà varata entro mercoledì e che sia la manovra giusta. Per la prima volta in 135 anni a questa parte manterremo i saldi in pareggio», ha poi aggiunto il premier.



Il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, martedì potrà vedere Berlusconi «per un incontro di cortesia di un paio di minuti». Lo ha detto gelido lo stesso Buzek in aula rispondendo a una richiesta di chiarimento sulle modalità dell'incontro di domani presentata dal capogruppo dell'Idv, Niccolò Rinaldi.



«Chiarisco a tutti quanti la questione - ha detto Buzek alla plenaria dopo una serie di interventi tra l'ironico ed il polemico -. Come ha detto il collega Rinaldi, non c'è alcuna richiesta formale ufficiale per una visita del premier al Parlamento europeo. Lui sarà presente domani. Se ci sarà, è possibile che sia un incontro di cortesia di un paio di minuti. Questo non lo posso escludere. Ma non c'è alcuna richiesta formale di un incontro ufficiale, ve lo dico chiaramente. Torno a segnalarvi - ha continuato il presidente del Parlamento europeo - che domani accoglieremo il presidente della repubblica polacca. Sarò occupato il pomeriggio nell'ospitarlo. Quindi, in questo momento, non ho possibilità di inserire nel mio programma alcuna visita di lunga durata del premier

italiano».



Domani intanto sarà consegnata alla procura di Napoli una memoria scritta del premier. La notizia è stata anticipata al procuratore Giovandomenico Lepore dall'avvocato Michele Cerabona che oggi ha depositato, per conto del premier, un atto per spiegare le ragioni dell'impedimento di Berlusconi a rendere ai pm dichiarazioni domani a Palazzo Chigi sulla presunta estorsione di cui sarebbe vittima.



I legali di Berlusconi, a quanto si è appreso, intendono evitare con la presentazione di questa memoria l'interrogatorio in qualità di parte offesa del premier. «Leggeremo la nota e faremo le nostre valutazioni», ha commentato il procuratore. Gli inquirenti riterrebbero comunque importante la testimonianza diretta di Berlusconi, in quanto, a loro parere, in un procedimento per estorsione va ascoltata in ogni caso la vittima del presunto reato.







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