Pablo Neruda, il giallo della morte. «Non morì di cancro»

Sabato 21 Ottobre 2017 di Laura Larcan
1

Pablo Neruda non morì di cancro alla prostata come si è sempre sostenuto. L'annuncio arriva dall'équipe internazionale di scienziati che ha condotto una serie di analisi sul corpo del poeta cileno premio Nobel, riesumato quattro anni fa su richiesta dei familiari. La rivelazione rilancia la pista dell'omicidio politico.

Si riaccende il giallo sulla morte di Pablo Neruda con una vasta eco mediatica che da Santiago del Cile è rimbalzata in tutto il mondo. Secondo gli scienziati, il poeta cileno non morì di cancro, come recita il certificato di morte. Gli esperti hanno annunciato di aver identificato «una tossina nelle ossa che potrebbe aver causato la morte» di Neruda, scomparso il 23 settembre 1973, dodici giorni dopo il golpe di Augusto Pinochet di cui l'intellettuale era un fermo oppositore.

Fino a oggi si è trascinata una versione ufficiale sulla morte di Neruda e cioè che ad ucciderlo fu un cancro. Ma la famiglia è rimasta per anni convinta che la verità fosse un'altra: «Neruda fu avvelenato dalla polizia segreta di Pinochet». Nel corso di una conferenza stampa, i 16 esperti internazionali incaricati dalla giustizia cilena di studiare le cause della morte del Premio Nobel alla Letteratura, hanno rivelato che ad «uccidere il grande poeta e scrittore cileno, è stata una tossina che lascerebbe quindi spazio alla tesi dell'uccisione da parte del regime di Pinochet sostenuta da sempre dalla famiglia di Neruda e dal Partito Comunista». Rivelazioni scottanti, oggi, che comunque hanno spinto gli scienziati a chiedere nuove analisi sui resti del poeta.

Come riportano le agenzie di stampa, uno degli esperti, lo spagnolo Aurelio Luna, ha dichiarato che «al cento per cento il certificato di morte di Neruda non dice la verità sulla causa del suo decesso». Il documento è stato emesso dalla clinica di Santa Maria, dove Neruda era stato ricoverato alcuni giorni dopo il colpo di Stato militare di Pinochet che aveva ribaltato il presidente socialista Salvador Allende, amico del poeta. Nel certificato c'è scritto che Neruda è morto il 23 settembre 1973 a causa delle conseguenze (mancanza di appetito, debolezza, perdita di peso e altro) derivanti da un cancro alla prostata in stadio avanzato. 

«Dall'analisi dei dati - ha aggiunto Luna - non possiamo affermare che il poeta si trovava in una situazione di morte imminente» quando è entrato in clinica. «Se tutto va bene - ha proseguito - entro un anno dovremmo avere una risposta chiara e completa grazie agli studi su un batterio» non canceroso, ritrovato nei resti di Neruda. «A seconda del profilo genomico, se si dovesse trattare di un batterio coltivato in laboratorio, allora sarebbe chiaro la presenza di terzi intervenuti a somministrare il batterio con l'intento criminale di uccidere Neruda», ha chiarito Luna.

Le conclusioni del lavoro degli esperti sono state inviate al giudice Carroza, che l'8 aprile del 2013 aveva ordinato la riesumazione dei resti di Neruda per chiarire i dubbi sulla sua morte. Un procedimento avviato dopo la denuncia presentata dal Partito Comunista, di cui il poeta era membro. Secondo l'avvocato Eduardo Contreras, non ci sarebbero dubbi sul fatto che Neruda sia stato ucciso dal regime di Pinochet.

Tesi sostenuta anche dall'assistente e autista del poeta, Manuel Araya, che gli è stato accanto negli ultimi momenti della sua vita. «Ero con lui quando verso le quattro del pomeriggio del giorno in cui morì (23 settembre), gli fecero una puntura nello stomaco. Mi dissero che si trattava di un farmaco contro i dolori», ha detto Araya, secondo quanto riferiscono i media locali. Poche ore dopo, Neruda morì nella clinica dove era entrato il 19 settembre. Attualmente i resti di Pablo Neruda, dopo la riesumazione, riposano in una tomba a Isla Negra, una piccola località balneare sulla costa del Pacifico, a circa 120 chilometri a ovest di Santiago, dove il poeta aveva una casa.

 

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 16:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Sturni, Stefàno e Frongia: la corsa nel M5S che verrà

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma