Ikea, otto bambini morti: l'azienda ritira 29 milioni di cassettiere Malm

Mercoledì 22 Novembre 2017 di Federica Macagnone
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Il ritiro era stato già annunciato, ma adesso Ikea, con un comunicato, torna a ribadire il richiamo di 29 milioni di cassettiere Malm: il ribaltamento del mobile, che non era stato fissato al muro come scritto nelle istruzioni, ha causato la morte di otto bambini, deceduti dopo essere rimasti schiacciati. La decisione di ritirare dal mercato la cassettiera riguarda solo gli esemplari venduti negli Stati Uniti e in Canada. In Italia e nell’intera Unione europea non è stato previsto alcun provvedimento.
 

 

«Vogliamo puntare l'attenzione sul fatto che il miglior modo per evitare il rovesciamento del mobile è eseguirne l'ancoraggio alla parete con gli accessori indicati nelle istruzioni di montaggio» ha dichiarato Lars Petersson, amministratore delegato del colosso svedese dei mobili. Chi aveva acquistatole Malm in Canada e Usa può scegliere se ottenere un rimborso totale o ricevere gratuitamente un nuovo kit per il fissaggio a parete.

Secondo quanto riferito dalla Consumer Product Safety Commission, ci sono stati almeno otto casi di bambini morti a causa del ribaltamento della cassettiera: il primo decesso risale a 28 anni fa, gli altri sono tutti successivi al 2002. La decisione di Ikea di ritirare gli esemplari Malm è arrivato dopo la notizia della sesta piccola vittima, ma, nonostante il clamore, ci sono stati altri due casi di bimbi morti schiacciati dal mobile. L'ultimo caso risale allo scorso maggio, quando Jozef Dudek, un bimbo di appena 2 anni di Buena Park, California, è stato trovato sepolto dalla cassettiera.

Dopo quest'ultima tragedia sono riesplose le polemiche e in tanti hanno puntato il dito contro Ikea per non aver fatto abbastanza per comunicare la pericolosità di alcuni dei suoi mobili: su 29 milioni di cassettiere richiamate, solo 111.642 sono state restituite e altre 192.941 sono state fissate correttamente al muro, secondo i dati diffusi dall'azienda. Dal canto suo Petersson ha assicurato che Ikea ha fatto una «vasta campagna di comunicazione attraverso i social media, il proprio sito e inserzioni in tv e sulla carta stampata», aggiungendo che l’azienda ha inviato 13 milioni di email due mesi fa con i dettagli sul ritiro dei mobili. «In ogni caso abbiamo deciso di ribadire il richiamo - ha concluso Petersson - per raggiungere il maggior numero di persone possibile».

Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 16:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA