Lisbona, una diagnosi sbagliata condanna ragazzo di 13 anni alle sedia a rotelle, ma dopo 43 torna a camminare

Oggi ha 61 anni ed è in grado di condurre qualsiasi attività
di Rachele Grandinetti
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Lunedì 26 Settembre 2016, 15:48 - Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 13:22

A 13 anni gli diagnosticano una distrofia muscolare incurabile e il verdetto lo condanna per sempre alla sedia a rotelle. Un’amara verità per un adolescente: da quel momento Rufino Borrego si è rassegnato a guardare il mondo da un’altra prospettiva. Non avrebbe mai potuto immaginare che dopo 43 anni la vita avrebbe avuto un’andatura nuova e che sarebbe ritornato sulle sue gambe. È portoghese il protagonista di questa incredibile storia. L’uomo è stato vittima di un errore medico: ai tempi, l’équipe dell’ospedale di Santa Maria di Lisbona gli assicurò che non avrebbe mai più camminato. Poi, nel 2010, la scoperta quando un neurologo si accorse del terribile sbaglio: Borrego soffriva di miastenia congenita, una sindrome che provoca debolezza negli arti e nei muscoli; le forme più gravi sono accompagnate anche da difficoltà respiratorie. È bastato assumere farmaci per l’asma, infatti, per recuperare incredibilmente l’uso delle gambe.

Insieme all’euforia di una nuova vita, però, anche il rimpianto di una condanna arrivata troppo presto e ingiustamente: è tornato a camminare ma avrebbe potuto farlo sempre. Il 12 maggio del 2011 Rufino ha passeggiato fino al bistrot vicino casa. Gli amici hanno gridato al miracolo, in realtà è stato sufficiente individuare la terapia giusta per far tornare l’uomo a muoversi e vivere come una volta. Oggi Rufino ha 61 anni ed è in grado di condurre qualsiasi attività; dopo cinque anni di cure intensive può sottoporsi a soli due cicli di fisioterapia annuali. Bisogna considerare che alla fine degli anni ’60 la sua malattia era quasi sconosciuta, magra consolazione per chi si è visto costretto a lottare da seduto per tutto questo tempo.

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