Rimpatriata la donna arrestata per aver "bevuto vino in volo": ecco la verità sul caso

Domenica 12 Agosto 2018
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Si chiude senza ulteriori conseguenze la vicenda di una donna svedese arrestata per aver bevuto vino in aere. La donna che, stando alle indicazioni ricevute dagli Emirati Arabi Uniti con un passaporto scaduto, ed era stata accusata di aver insultato un funzionario dell'immigrazione, è stata rimpatriata.

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La signora Ellie Holman e sua figlia - spiega in una nota la Procura generale dell'Emirato - erano arrivate a Dubai con un volo da Londra, ma con un passaporto scaduto in giugno. L'ufficiale dell'immigrazione l'ha informata che avrebbe potuto entrare nel Paese con un nuovo visto temporaneo per un soggiorno massimo di 96 ore e che avrebbe dovuto cambiare il volo di ritorno in base al nuovo visto. Ma la donna - dice ancora la nota - ha rifiutato di pagare le spese per il visto ed ha insultato verbalmente l'ufficiale dell'immigrazione e l'ha fotografato con il suo telefono. Quindi, è stato emesso un reclamo legale e la donna è rimasta con la figlia presso l'ufficio della sicurezza aeroportuale per meno di 24 ore, ma con la dovuta assistenza, si aggiunge. La Procura ha infine deciso di far cadere accuse e di rimpatriarla. Nei giorni scorsi, invece, i media britannici avevano riportato la versione della Ong Detained secondo cui la donna, che vive nel Kent, era stata arrestata e tenuta in carcere per tre giorni insieme alla figlia di quattro anni per aver bevuto vino a bordo dell'aereo.
Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 16:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA