Cucchi, rinviati a giudizio i 5 carabinieri coinvolti nell'inchiesta: sono accusati di omicidio preterintenzionale

Lunedì 10 Luglio 2017 di Michela Allegri
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Rinvio a giudizio per i cinque carabinieri coinvolti nell'inchiesta bis per la morte di Stefano Cucchi, avvenuta nell'ottobre 2009. Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco, all'epoca dei fatti in servizio presso la stazione Appia di Roma, sono accusati omicidio preterintenzionale.

Negli atti d'indagine si legge che Cucchi sarebbe stato picchiato selvaggiamente «con schiaffi, calci e pugni», che gli avrebbero provocato gravi lesioni. A causa del pestaggio il giovane, per il pm Giovanni Musaró, avrebbe riportato la rottura di una vertebra e la lesione delle radici posteriori del nervo sacrale, con conseguente «ritenzione urinaria e bradicardia giunzionale» che, per l'accusa, avrebbero provocato un'«aritmia mortale».

Altri due militari, sono accusati di falso e calunnia. Si tratta del maresciallo Roberto Mandolini (che comandava la stazione) e Vincenzo Nicolardi, al quale viene contestato solo il secondo reato. Il processo inizierà il 13 ottobre. 

«Faranno un processo come imputati, finalmente faranno un giusto processo e hanno finito di farlo fare ad altri», ha dichiarato l'avvocato Fabio Anselmo, legale della Cucchi. «Finalmente i responsabili della morte dei mio fratello, le stesse persone che per otto anni si sono nascoste dietro la loro divisa, andranno a giudizio e saranno chiamate a rispondere delle loro responsabilità», dichiarato Ilaria Cucchi.

Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 01:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA