Stefania, 17enne veneta, prima donna in azzurro al Mondiale boscaioli

Martedì 17 Luglio 2018 di Claudia Borsoi
Stefania, 17enne veneta, prima donna in azzurro al Mondiale di motosega per boscaioli
Un viso acqua e sapone, incorniciato da due lunghe trecce, e uno sguardo dolce. In costume tirolese, tra gli animali dell'azienda agricola di famiglia, potrebbe essere scambiata per Heidi, più che per una boscaiola da precisione. E invece Stefania Geronazzo, 17enne di San Vito di Valdobbiadene (Treviso), sarà la prima donna italiana a partecipare al Mondiale di motosega che si disputerà, dal 2 al 5 agosto, a Lillehammer in Norvegia. Insieme ad altri quattro boscaioli, tutti uomini e con un'età ben maggiore, rappresenterà il nostro Paese al mondiale che in questa edizione, per la prima volta, apre alle donne. Ventotto i Paesi rappresentati da 132 concorrenti, di cui 15 donne. «Anche se arriverò ultima, sarà già un traguardo per me, per la mia famiglia e per tutte le donne» ammette la giovane.



CAMPIONESSA D'ALPE ADRIA - Stefania è una ragazza con passioni semplici, dal sassofono  alla cura delle mucche, e nessun grillo per la testa. Iscritta all'istituto agrario Della Lucia di Feltre, nel bellunese, a settembre frequenterà l'ultimo anno. Ed è proprio a scuola, con l'aiuto dei suoi professori, che è riuscita a coltivare le sue abilità nell'uso della motosega, tanto da salire un anno fa sul podio delle Olimpiadi forestali Alpe Adria disputatesi nella cittadina croata di Slavonski Brod, sbaragliando concorrenti austriache, slovene, croate, bosniache, serbe, ceche e ungheresi, oltre che italiane. Una vittoria con cui Stefania non si è montata la testa, ma con cui si è fatta conoscere nel panorama mondiale, in particolare quello norvegese dove si tengono i Mondiali.

E così, quest'anno, eccola nel team della Federazione Italiana Boscaioli pronta a volare in Norvegia. «Non nascondo che mi sento una grande responsabilità dice perché sarò la prima donna italiana al mondiale e perché l'esperienza femminile in questo campo è ancora di nicchia». Papà Carlo non ha mai ostacolato la sua bambina. Anzi. È stato lui, imprenditore nel campo agricolo, a introdurre Stefania in questo mondo da sempre maschile. «È stato mio papà a insegnarmi come utilizzare la motosega ricorda oggi la 17enne -. Noi abbiamo una cantina e sono cresciuta in mezzo agli animali. Sono una grande appassionata della natura, della montagna e del mondo agricolo». Per Stefania è stato dunque naturale iscriversi ad un istituto agrario. E qui, a scuola, sono iniziati gli allenamenti e le prime gare. «Papà è rimasto stupito della mia determinazione e anche la mamma è molto contenta che mi impegni in questo sport, anche se molti non lo considerano tale prosegue -. La mia famiglia mi supporta, mi accompagna alle gare e agli allenamenti. E io ricambio impegnandomi nello studio e a casa, dando una mano nei campi e nella stalla». Stefania con la sua determinazione testimonia che anche una donna può fare la boscaiola, e di precisione. «Serve mano, occhio e poi conoscere bene la propria macchina» dice.

La motosega che si porterà a Lillehammer sarà la stessa impiegata alle Olimpiadi. «Si chiama Susi. A scuola viene dato un nome ad ogni motosega, un rito scaramantico. Il mio tecnico Flavio me la preparerà anche per questa gara». Cinque le prove sulle quali Stefania si dovrà cimentare  e confrontare con le altre 14 donne in gara: precisione, combinato, abbattimento, cambio catena e sramatura.

«Mi sento più sicura sul cambio catena ammette -, mentre temo la sramatura. Ho iniziato solo da qualche mese ad allenarmi in questa prova e continuerò ad insistere ora che parteciperò all'allenamento con il resto della nazionale». La gara di precisione prevede che l'atleta tagli una rondella di un tronco posato sopra ad una tavola di compensato ricoperta di segatura. La bravura sta, oltre che nel tagliare la fetta di tronco perfettamente perpendicolare, nel non toccare con la lama la tavola che sta sotto. Il taglio combinato, invece, prevede che il taglio eseguito su due tronchi, posti con un'inclinatura di sette gradi e in modo opposto, finisca per farli combaciare. Prove di altissima precisione, che richiedono concentrazione, oltre che tanto allenamento.

«Mi sento di avere poco tempo a disposizione. Sto facendo tre-quattro allenamenti a settimana. Ammetto che ho un po' di ansia. Vado per far bene, non per vincere». Stefania, accompagna da un'amica, partirà per Lillehammer il 1.agosto. «Da qualche mese racconta sono a caccia di sponsor che mi sostengano in questa nuova sfida. Tra viaggio e pernottamento, materiale e attività di preparazione, ho stimato che mi servono circa 2mila euro. Qualcuno, come la Cantina Produttori di Valdobbiadene e il bar Locco di San Vito, ha deciso di credere in me e di sostenermi».

Stefania testimonia che per le donne non ci sono confini. «Scacciamo lo stereotipo che il lavoro con la motosega sia solo per uomini rimarca -, possiamo anche noi donne. Certo, all'inizio può fare un po' paura, ma apprese le tecniche, indossai tutti i dispositivi di protezione individuale e una volta presa un po' di confidenza con la macchina, questo sport è davvero bello. E ci sono tante ragazze che come me hanno questa passione». I compagni di scuola, gli amici e tutta Valdobbiadene fanno il tifo per Stefania.
  Ultimo aggiornamento: 22:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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