Roma, cyberspionaggio: il pm chiede 9 e 7 anni di condanna per i fratelli Occhionero

Roma, cyberspionaggio: il pm chiede 9 e 7 anni di condanna per i fratelli Occhionero
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Martedì 10 Aprile 2018, 17:48 - Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 18:09

La Procura di Roma ha chiesto di condannare a 9 anni l'ingegnere Giulio Occhionero e a 7 anni la sorella, Francesca Maria, accusati di una presunta attività di cyberspionaggio su vasta scala in danno di siti istituzionali e partiti politici. Il pm Eugenio Albamonte, titolare del fascicolo, contesta agli imputati i reati di accesso abusivo a sistema informatico e intercettazione illecita di comunicazione informatica.

Nel corso della requisitoria davanti al giudice monocratico del Tribunale di Roma, il pm - riconfermato dal procuratore Pignatone dopo una richiesta di astensione avanzata dai difensori dei fratelli - ha affermato che gli Occhionero «hanno gestito un'attività di spionaggio massiva con la creazione di una vera e propria rete telematica che puntava ad infettare circa 18mila pc in modo da carpire dati sensibili all'insaputa del proprietario del computer». Per l'accusa, l'ingegnere avrebbe «concepito, pianificato e alimentato dal 2001 un sistema per l'acquisizione» di un numero enorme di dati. Per gli inquirenti sono oltre tre milioni e mezzo le mail carpite e seimila le persone spiate. Tra i pc presi di mira, anche quelli della Camera e del Senato, del ministero degli Esteri e della Giustizia, del Partito Democratico oltre che di Finmeccanica e Bankitalia.

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