G7, Mare Liberum: a Catania mille studenti discutono di migranti e legalità

G7, Mare Liberum: a Catania mille studenti discutono di migranti e legalità
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Sabato 27 Maggio 2017, 17:40

C'è un altro G7, a pochi chilometri da Taormina. È quello dei ragazzi, oltre mille studenti che sono arrivati a Catania per parlare di migranti, di legalità, di clima, di sviluppo sostenibile, di religione. Studenti che ascoltano e interrogano altri potenti della terra, come l'ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi. O come l'ex segretario generale della Nato Javier Solana. È questa la prima edizione del Festival di Geopolitica Mare Liberum, organizzato dall'Associazione Diplomatici e dalla rivista Eastwest. Diplomatici è la più importante scuola di formazione italiana per ragazzi che vogliono intraprendere la carriera internazionale. È una ong dell'Onu con status di osservatore in Ecosoc, il comitato economico e sociale delle Nazioni Unite. Ogni anno raduna migliaia di giovani provenienti da oltre cento Paesi nel Palazzo di Vetro a New York per le simulazioni Onu.

Dal 2011, anno di fondazione, sono oltre 30mila i ragazzi che hanno partecipato a New York, Abu Dhabi, Bruxelles, Barcellona e Roma alle simulazioni. «In questi giorni parliamo di futuro, lo facciamo attraverso un filo conduttore, una pietra angolare che è il rispetto delle regole, della tutela del diritto e dei diritti», dice Claudio Corbino, presidente di Diplomatici a margine del Festival. Eastwest è invece una delle più importanti e autorevoli riviste di geopolitica. Suo direttore e animatore è Giuseppe Scognamiglio, ex diplomatico e vice presidente di Unicredit per comunicazione e public affairs: «Oggi c'è l'esigenza di parlare di geopolitica e di farlo nel modo più opportuno. Questo evento è dedicato ai ragazzi che studiano o che si affacciano sul mondo del lavoro. Abbiamo il dovere di far capire loro quest'Europa cos'è e dove va e consentire a questi ragazzi di dire la loro».

Come ha detto il magistrato Giuseppe Ayala rivolgendosi agli studenti, durante l'incontro sulla Legalità in Europa e in Italia, «oltre alla formazione scolastica è necessaria la consapevolezza di essere cittadini» e questo deve necessariamente passare «attraverso il recupero di un corretto concetto di democrazia diretta, che non si sostanzia nell'attuale corsa al click sul computer». Dalla democrazia alla legalità che per il prefetto Tronca- che ha ricevuto il Premio Legalità 2017- «è un dovere e, insieme, una sfida che va assolutamente vinta», al recupero del rapporto tra i «maestri» e i giovani, i «millenials» che saranno la futura classe dirigente. «Il futuro non c'è ancora ma lo stiamo costruendo - dice Stefano, studente liceale - Abbiamo, è vero, sfiducia nella classe dirigente, nella burocrazia e nella politica ma progetti come questo ti consentono di venire a contatto con qualcosa che sui libri non studi: grandi personalità, nomi illustri, esperienze e vite che hanno molto da insegnarci. D'altra parte, come possiamo essere la futura classe dirigente, se non conosciamo ciò che accade oggi e ciò che stiamo vivendo, se non impariamo cosa sia l'integrazione reale?».

Integrazione che passa per la coesistenza tra grandi religioni, tema sul quale sono intervenuti monsignor Gaetano Zito e Abdelhafid Kheit, Imam della Moschea di Catania, ma anche attraverso lo sport, come testimoniato da due campioni come Marco Tardelli e Tania Cagnotto. E poi le sfide per l'economia e le strategie europee per lo sviluppo sostenibile, con il contributo di Enrico Giovannini e il rapporto tra attualità, cooperazione e sviluppo sul quale si è soffermato Piero Fassino. «Una scuola di vita riassunta in tre giorni - commenta Chiara, studentessa universitaria - Noi ragazzi viviamo di speranze, ma spesso non bastano». A dar loro la chiave di lettura il Rettore dell'Università degli Studi di Catania, Francesco Basile: «È difficile avere ideali oggi, ma vanno costruiti: la vita è fatta di credo, di cultura e di ideali. Costruiteli, ragazzi. Perché nessun futuro è possibile senza una nuova idea di leadership».

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