Schianto sulla Flaminia, l’sms di Francesco: «Mamma parto ora». Poco dopo muore a 21 anni

Giovedì 28 Dicembre 2017
Francesco Tridenti, il giovane chef morto in un incidente. L'sms alla mamma poco prima dello schianto

Voleva diventare un grande chef e aprire un giorno un ristorante tutto suo. Creatività e passione non gli mancavano. Aveva mani d’oro e grande sensibilità ai fornelli. Era pronto a sacrificarsi per inseguire un sogno che si è infranto nella sera di Santo Stefano tra le lamiere aggrovigliate della sua auto. Un’ora prima aveva scritto un sms alla mamma: «Sto partendo da Civitanova, ci sentiamo dopo».

Era andato a prendere un collega arrivato in treno da Lucera (Foggia). Insieme erano diretti a Saturnia, in Toscana: avevano trovato lavoro per la stagione invernale in un ristorante stellato di Montemarano (Grosseto), ieri avrebbero dovuto cominciare i preparativi per il veglione di Capodanno. Volevano fare esperienza, crescere come cuochi. Ma alle 21,50 alle porte di Spoleto, in Umbria, la Mini Cooper su cui viaggiavano lungo la Statale 3 Flaminia ha perso aderenza, ha sbandato, si è adagiata su un fianco e ha invaso l’altra corsia, dove è stata centrata in pieno da una Fiat 500. Un impatto terrificante. Per Francesco Tridenti, 21 anni di Sirolo, e Davide Vitale, 20enne pugliese, non c’è stato nulla da fare. I vigili del fuoco e il 118 hanno impiegato un’ora per liberarli dall’inestricabile ammasso di lamiere in cui sono rimasti intrappolati. 

Alla guida c’era Francesco, figlio di noti ristoratori della riviera: d’estate lavorava col papà Giorgio Tridenti alla Locanda Rocco di Sirolo, storico hotel-ristorante accanto al teatro comunale. La mamma Isabella, figlia di Vittorio Fabiani, indimenticato volto dell’imprenditoria sirolese, gestisce invece il resort NoveCamere, alle pendici del monte Conero. Francesco, che si era diplomato all’istituto alberghiero, soprannominato “Sharà” perché tifoso del Milan e dell’attaccante El Shaarawy, da qualche anno viveva con la mamma e la sorella più piccola in via Giulietti. Amava la vita, il divertimento, il mare, la compagnia degli amici e della fidanzata. Ma era anche un lavoratore serio, a dispetto dell’età: trascorreva l’estate in cucina nell’attività di famiglia e a ottobre era stato assunto al ristorante Da Caino, uno dei più rinomati d’Italia, a una decina di chilometri dal centro termale di Saturnia. Il collega Davide, invece, stava svolgendo uno stage nello stesso locale. Si erano dati appuntamento a Civitanova alle 20 del giorno di Santo Stefano. 

A metà percorso, all’ingresso di Spoleto, poco dopo lo svincolo per Eggi, in un punto maledetto dove la Flaminia si riduce da 4 a 2 corsie all’uscita da una semicurva, la Mini Cooper di Francesco ha sbandato, forse per colpa dell’asfalto viscido, e si è schiantata contro una Fiat 500 su cui viaggiava una coppia di Assisi: illeso il marito, ferita in modo non grave la moglie 48enne (S.C.). Sull’incidente indagano i carabinieri di Spoleto, coordinati dal pm Iacone che ha disposto il sequestro dei veicoli e accertamenti tecnici sui corpi delle vittime. Davide è morto prima ancora di arrivare al Pronto soccorso di Spoleto, mentre Francesco, era in vita quando i vigili del fuoco l’hanno liberato. Il suo cuore ha smesso di battere all’ospedale di Terni, dove ieri i genitori si sono dovuti sottoporre al drammatico rituale del riconoscimento del figlio. Isabella, la mamma, l’aveva salutato un’ultima volta a casa, prima che si mettesse in viaggio. Lui, premuroso, le aveva scritto un messaggio da Civitanova dove era andato a prendere il collega. Un’ora dopo, una telefonata da un numero sconosciuto. Pensava fosse il figlio, invece erano i carabinieri, costretti a comunicarle cose che mai una madre vorrebbe sentirsi dire. 
 

Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 08:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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