FABRIZIO CORONA

Fabrizio Corona si arrende e piange:
si è costituito a Lisbona
Video messaggio su Facebook

Mercoledì 23 Gennaio 2013 di Corona e l'auto utilizzata per la f
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ROMA - Fabrizio Corona si è costituito a Lisbona: poco prima ha postato un video messaggio trasformando in un evento mediatico anche la sua resa. «Non sono fuggito, non volevo finire nelle carceri italiani, tempo per la mia vita» ha detto. Sententosi braccato, fa sapere la polizia, Corona ha dato appuntamento agli investigatori in una stazione della metropolitana di Monte Abraham, località Queluz (mappa) e si è consegnato alle autorità. Gli investigatori hanno detto che Corona è apparso in preda a un evidente sconforto, avvilito: Corona ha pianto davanti agli agenti.

Il fotografo dei vip è stato raggiunto nella periferia nord-est di Lisbona, rintracciato anche grazie al Gps della sua auto con la quale, insieme a un amico, da Milano ha attraversato la Francia ed è arrivato a Lisbona, evitando di percorrere autostrade. E' anche rimasto bloccato nella neve mentre cercava di raggiungere la Francia.

Dovrà scontare sette anni e dieci mesi in carcere. «Sono stati bravissimi»: così il procuratore generale del Piemonte, Marcello Maddalena, riferendosi agli agenti della questura di Milano.

La fuga di Fabrizio Corona si è quindi interrotta. Il fotografo dei vip venerdì scorso, dopo essere sparito dalla palestra nel centro di Milano, a poche centinaia di metri da casa sua, aveva fatto perdere le sue tracce: in auto verso la Francia poi si era volatilizzato.

Video messaggio. Corona ha pubblicato sul suo profilo Facebook e sul suo blog Socialchannel un video messaggio in cui annunciava che si trovava a Lisbona e che si sarebbe costituito ( IL GUARDA IL VIDEO MESSAGGIO DI CORONA).

Video

- Il messaggio di Corona

- Il rap dedicato alla sua fuga

Mappa

- L'appuntamento con la polizia in metro

Corona braccato dalla polizia si è arreso. La Polizia di Stato ha precisato che Corona, vistosi braccato, ha anticipato l'arresto consegnandosi alla polizia portoghese. Investigatori della Squadra Mobile erano in Portogallo da alcuni giorni, e stavano già sulle sue tracce. «Più che costituito si è arreso», è il commento dei vertici milanesi della Questura. Il sostituto procuratore generale di Torino Corsi, ha fatto personalmente i complimenti alla dirigente della questura di Milano. Nei giorni scorsi il magistrato si era detto «esterrefatto» dalla fuga del fotografo.

Al momento della consegna, Fabrizio Corona non aveva al seguito né documenti né soldi, indossava un paio di jeans, felpa grigia con cappuccio, una sciarpa in lana marrone ed un paio di occhiali neri. È quanto riferisce la polizia riguardo alla vicenda del fotografo, arrestato in Portogallo. Corona, inoltre, aveva al seguito una borsa da palestra con all'interno tuta e scarpe da tennis con cui era scappato. Corona è stato quindi accompagnato presso gli uffici della «unitad informazion y investigazion criminal de policia judicial» di Lisbona ove, dopo la formalizzazione degli atti è tuttora trattenuto in attesa dell'udienza davanti al« Tribunal da relacao de Lisboa» che si terrà domani alle ore 10. La Questura riferisce infine che sono in corso valutazioni circa la posizione delle persone che tra l'Italia e l'estero hanno favorito la latitanza di Corona rendendosi responsabili del reato di procurata inosservanza di pena.

Fuga preparata due giorni prima: da Milano a Lisbona in auto. Corona è stato individuato anche grazie al gps dell'antifurto dell'auto, una Fiat 500, con cui si era allontanato da Milano. Gli inquirenti sospettano che la fuga era stata preparata almeno con due giorni di anticipo: gli agenti da Torino hanno seguito le ricerche del fotografo. Sembra infatti che un collaboratore di Corona, il mercoledì precedente, gli abbia comperato un Tom Tom per l'automobile usata per il viaggio. Corona non era solo nella fuga, ma era accompagnato da un uomo.

La ricostruzione della fuga da Milano. La mattina di venerdì Corona è entrato in palestra alle 11.30 ma dopo pochi minuti è uscito dal retro dove c'era una persona ad aspettarlo con una Fiat 500. Da Milano si è diretto in provincia di Modena, dove presso l'abitazione di alcuni conoscenti ha atteso l'ufficialità del provvedimento a suo carico.

Nella serata di venerdì è rientrato a Milano, per poi raggiungere sempre in serata la frontiera italo-francese di Ventimiglia, arrivando in Francia nella mattinata di sabato. Era insieme ad un amico: ma una volta arrivati nella località francese di Narbonne i due però si separano e mentre Corona prosegue verso la Spagna e il Portogallo in auto, la persona che era con lui raggiunge in treno Parigi e poi Milano.

In stazione però ad aspettare l'amico di Corona c'è la polizia, che aveva avuto informazioni sul suo rientro. Interrogato sembra abbia fornito i particolari del viaggio con il fotografo fino alla località francese.

L'uomo è stato denunciato per favoreggiamento.

Rintracciato già in Francia. Grazie al Gps gli investigatori erano riusciti a scoprire che era passato da Narbonne, in Francia, dove è stato «agganciato» la prima volta. Per varcare il confine aveva scelto il Colle di Tenda, dove però era rimasto bloccato dalla neve per un paio d'ore e aveva dovuto attendere che la carreggiata venisse liberata.

Aiutato da amici altolocati a Lisbona. A Cascais, una cittadina alle porte di Lisbona,Corona aveva delle conoscenze in una altolocata famiglia portoghese dalle quali, probabilmente, contava per un aiuto. Questa l'ipotesi tracciata dagli investigatori.

Grazie alle informazioni reperite gli investigatori hanno organizzato il dispositivo internazionale, culminato nelle perquisizioni a casa dei conoscenti di Corona, in Portogallo, che gli hanno fatto capire che per lui ormai la fuga era terminata.

Il fratello: scossi, ma contenti stia bene. «Non mi sento di dire nulla, siamo ancora troppo scossi». Cosi il fratello minore di Fabrizio Corona, Federico, commenta l'arresto del fotografo a Lisbona. «L'unica cosa che posso aggiungere - sottolinea Federico - è che siamo contenti che stia bene perché eravamo preoccupati per la sua incolumità».

Corona rischia oltre sette anni di carcere. Inseguito da un mandato di cattura internazionale, dopo la condanna a cinque anni (e un cumulo di pene superiore ai sette) per l'estorsione ai danni dell'ex giocatore juventino David Trezeguet, è stato cercato in tutta Europa.

«Se morissi diventerei un mito?». Secondo quanto riportato da un Giornale l'attore Massimo Emilio Gobbi è stato l'utlimo a sentire Corona prima della fuga. all'amico avrebbe confidato: «Ma se io morissi oggi, se mi togliessi la vita o facessi la fine di Scarface, diventerei un mito?» (continua a leggere).

Tanti gli appelli a Corona da parte della famiglia e di amici. Tutti avevano implorato Corona di costituirsi. Anche la madre di Nica Moric, la modella dalla quale ha avuto un figlio, aveva chiesto a Fabrizio Corona di costituirsi. «Penso che scappare non serva a nulla, Fabrizio deve tornare e consegnarsi alla giustizia, qui lascia un figlio che in questo modo farà soffrire ancora di più» aveva affermato Lele Mora, l'ex agente dei vip. Mora si è lasciato poi andare a una considerazione su Nina Moric, ex moglie di Corona e madre di suo figlio: «Nina sta soffrendo moltissimo perché malgrado tutto è ancora innamorata di Fabrizio e si prende cura di suo figlio, lo adora come una mamma vera, è una donna stupenda».

Un'ultima telefonata da una cabina pubblica alla periferia di Lisbona, per dettare il videomessaggio poi postato sulla sua pagina Facebook in cui annunciava che si sarebbe andato a costituire. È stato questo l'ultimo gesto da latitante di Fabrizio Corona: subito dopo aver fatto la telefonata, infatti, i poliziotti lo hanno fermato. «Era sotto pressione già da ieri sera - racconta il funzionario dell'Interpol che ha partecipato alla cattura, un vice questore della polizia italiana esperto per la sicurezza in Spagna e Portogallo - in quanto eravamo riusciti a localizzarlo in modo abbastanza circostanziato. L'attività d'indagine lo ha messo sotto pressione e questa mattina siamo intervenuti». Corona, dice il funzionario, era in auto quando si è fermato vicino ad una cabina telefonica nei pressi della stazione della metropolitana di Queluz. Il fotografo aveva capito di non poter più scappare ed infatti ha telefonato dall'apparecchio pubblico per annunciare che si sarebbe andato a costituire. Terminata la telefonata e visti gli agenti, si è costituito. Gli uomini della polizia di Milano, quelli dell'Interpol e della polizia portoghese, che già ieri era stata messa al corrente della situazione, gli hanno così immediatamente notificato il mandato d'arresto europeo. «Avevo scelto il Portogallo - ha raccontato Corona agli agenti - perché‚ sembrava il posto più sicuro per ritardare il più possibile il rientro in Italia». Il fotografo è stato poi portato in un ufficio della polizia portoghese dove si trova in custodia.

La stampa straniera. Dalla stampa europea a quella statunitense, il nome di Fabrizio Corona si impone nelle pagine della cronaca di diversi siti stranieri. Il lisboeta «Correio da Manha», tra le più note testate portoghesi, ha parlato questa mattina del «Paparazzo condannato per estorsione, spontaneamente consegnatosi alle autorità portoghesi, che insieme agli investigatori di Milano e all'Interpol, erano già da martedì sulle sue tracce». Alcuni siti francesi hanno diffuso la notizia della cattura di Corona, senza mancare di citare il calciatore francese David Trezeguet, vittima dell'estorsione per cui Corona dovrà scontare cinque anni in prigione. La Bbc ha, infine, lasciato spiegare al proprio inviato a Roma, Alan Johnston, come «the king of Italy's Paparazzi», Fabrizio Corona, fosse una figura di spicco della stampa scandalistica dell'impero mediatico dell'ex-primo ministro Silvio Berlusconi.

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 14:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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