Norman Atlantic, il comandante Giacomazzi diventa l'anti-Schettino

Norman Atlantic, il comandante Giacomazzi diventa l'anti-Schettino
di Roberto Romagnoli
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Lunedì 29 Dicembre 2014, 05:51 - Ultimo aggiornamento: 19:38

Quando tv, radio e canali internet hanno cominciato a diffondere le notizie del traghetto italiano in fiamme nell'Adriatico a tutti è balenato in mente un pensiero: speriamo che il comandante si comporti in maniera diversa dal collega Francesco Schettino. Speriamo di non dover riascoltare l'ormai celebre esortazione del comandante De Falco a quello della Costa Concordia: «Torni a bordo cazzo. Vada a bordo e coordini i soccorsi».


CAPITANO DI LUNGO CORSO

Ma Argilio Giacomazzi, spezzino, 62 anni, capitano superiore di lungo corso, come la maggior parte dei comandanti che solcano i mari, probabilmente sarà l'ultimo a scendere dalla Norman Atlantic. Quasi a voler fare da diga a ogni timore, la figlia Giulia da La Spezia dove vive assieme al papà e alla mamma, mentre il padre si trovava ancora sul traghetto in fiamme in mezzo all'Adriatico affermava di essere certa «che mio padre ha fatto e sta facendo tutto il possibile per mettere in salvo passeggeri ed equipaggio. È un capitano superiore di lungo corso, molto esperto - ha spiegato la figlia, al telefono con l'Ansa -. Ho parlato con lui l'ultima volta ieri sera (sabato n.d.r.). L'ho sentito tranquillo, era tutto a posto. Abbiamo appreso la notizia dell'incendio dai notiziari e su internet, poi dalla società armatrice: da allora abbiamo provato a chiamarlo più volte, ma non c'è segnale». Giulia Giacomazzi sottolinea la serietà e l'esperienza del padre: «Ho molta fiducia nelle sue capacità, la speranza è che la vicenda si risolva senza più gravi conseguenze».

LA MOGLIE PAOLA

Anche la moglie del comamdante, la signora Paola dice di «non avere alcun dubbio che mio marito stia bene operando. È un uomo votato al lavoro, serio. È per mare da quando aveva 21 anni, poi su e giù per gli oceani, acque del circolo polare artico comprese. Si è già trovato in situazioni d'emergenza. Però dalla parte dei soccorritori. Fu lui a trainare una nave in difficoltà e a rimorchiarla in porto. Dove? Non lo ricordo. In questo momento sono frastornata. So, però, che lui è il migliore».

E la “sindrome” Schettino scatena un tifo a 360 gradi su Twitter e Facebook. “Dai comandante che c'e la fai a salvare tutti”. “Forza capitano, massima solidarietà, in gamba nonostante le difficoltà!!“. “Un comandante che si comporta semplicemente da comandante. Forza! Tenete duro!“. “Tieni duro, sei un grande”. “Forza comandante siamo con te e preghiamo per voi”. “Lei si che è un comandante...salud,y larga vida!!!”. “Orgogliosi e fieri, forza comandante”. “Un capitano con la “c” maiuscola”.

Insomma, Argilio Giacomazzi sembra destinato a divenire il simbolo della rinascita della marineria italiana. Siamo già passati dal dopo Schettino al dopo Giacomazzi, chiudendo l'“era” 13 gennaio 2012 - giorno del naufragio al Giglio della Costa Concordia - 27 dicembre 2014. Da oggi osservando una nave in porto, scrutandola all'orizzonte o trovandocisi a bordo in mente ci verrà il nome di Argilio Giacomazzi, il comdandante che ha fatto suo dovere.