Addio a Topazia Alliata, madre della scrittrice Dacia Maraini: aveva 102 anni

Addio a Topazia Alliata, madre della scrittrice Dacia Maraini: aveva 102 anni
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Martedì 24 Novembre 2015, 15:11 - Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 09:14

Addio a Topazia Alliata, madre della scrittrice Dacia Maraini. La pittrice, scrittrice e gallerista aveva 102 anni ed era stata sposata con lo scrittore, viaggiatore ed orientalista Fosco Maraini (1912-2004), da cui ha avuto tre figlie: Dacia, Yuki Luisa e Kiku Antonella (Toni).



Topazia era nata a Palermo il 5 settembre 1913 ed era figlia del principe Enrico Alliata di Villafranca, duca di Salaparuta, membro di una nota famiglia aristocratica siciliana di origine toscana, proprietario dei vini «Corvo» e ultimo signore delle cantine di Casteldaccia, e dell'aristocratica cilena Sonia Maria Amelia de Ortuzar Ovalle de Olivarez.



Topazia Alliata è deceduta nel tardo pomeriggio di ieri nella sua casa di Roma circondata dall'affetto dei suoi cari. I funerali, come ha precisato Dacia Maraini all'Adnkronos, si terranno domani, mercoledì 25 novembre, alle ore 11 nella basilica romana di Santa Maria del Popolo in piazza del Popolo. Poi la salma verrà trasferita giovedì 26 novembre a Casteldaccia (Palermo), dopo un commiato nella sala comunale del municipio (ore 12). Topazia crebbe in un ambiente familiare ricco di stimoli culturali, in quella che allora era una delle più grandi famiglie dell'aristocrazia siciliana.



Scelse tuttavia di percorrere una strada del tutto diversa da quella che avrebbe voluto la sua famiglia: giovanissima aderisce infatti ad un movimento pittorico d'avanguardia ed espone quadri, non senza dare scandalo alla buona società palermitana dell'epoca. I suoi amici vengono dal popolo, e si chiamavano Nino Franchina e Renato Guttuso.



La famiglia aveva scelto per lei un conte inglese, ma Topazia preferì un allora sconosciuto intellettuale fiorentino che sarebbe diventato uno dei più grandi antropologi ed orientalista del '900: Fosco Maraini, sposato a Firenze nel 1935. Insieme al marito e alle tre figlie, fra cui la futura scrittrice Dacia Maraini, si trasferì in Giappone per studio. Qui, a seguito dei fatti dell'8 settembre 1943, in quanto non aderente alla Repubblica Sociale Italiana, con la sua famiglia fu internata in un campo di prigionia.





Topazia Alliata ha raccontato la tragica esperienza del campo d'internamento giapponese in un diario, pubblicato a cura della figlia Toni Maraini nel 2003 con il titolo «Ricordi d'arte e di prigionia di Topazia Alliata» (Sellerio). Nel 2014 Dacia Maraini ha pubblicato «Love Holidays. Quaderni d'amore e di viaggi» (Rizzoli), in cui racconta i viaggi dei ventenni Giovani Fosco Maraini e Topazia Alliata.



Dopo la guerra, nel 1946, Topazia Alliata tornò in Sicilia, a Bagheria, e con la famiglia si trasferì nella monumentale Villa Valguarnera. Lo stesso anno muore il padre e Topazia gli succedette alla guida delle cantine di Casteldaccia. È stata lei la creatrice del vino «Colomba platino», un bianco ancora oggi prodotto con il marchio «Corvo». In un momento estremamente difficile, nella Sicilia del dopoguerra, fece di tutto per risollevare le sorti dell'azienda di famiglia ma nulla valse a impedirne la vendita, avvenuta nel 1959.



Con lei finì la storia secolare che legava la famiglia Alliata alle cantine di Casteldaccia. In quegli anni Topazia Alliata fu vicina allo scrittore e poeta Danilo Dolci, considerato il padre della nonviolenza e della lotta alla mafia, tuttavia senza mai aderire ufficialmente a nessun partito politico.





Nel 1959 Topazia aprì una galleria d'arte a Roma, in Trastevere, la «Galleria Topazia Alliata», dove espose i pittori dell'avanguardia. In seguito come mecenate prese parte alla fondazione del Museo Guttuso di Bagheria. Come gallerista, Topazia Alliata frequwntò critici come Gillo Dorfles, Giulio Carlo Argan, Fagiolo Dell'Arco, Palma Bucarelli e Peggy Guggenheim. Si dedicò alla promozione di talenti italiani quali Pupinò Samonà e di artisti inglesi e americani. Personaggio dalle mille sfaccettature, dalla memorabile e fiera bellezza e dalla vivace intelligenza, la sua opera culturale è stata raccontata nel libro «Topazia Alliata. Una vita nel segno dell'arte» di Anna Maria Ruta (Kalós Editore, 2010).

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