ROMA

Disastro Capitale, Tajani: «Roma in stato di abbandono». Meloni: «Raggi incompetente»

Mercoledì 19 Giugno 2019
Disastro Capitale, Tajani: «Roma in stato di abbandono». Meloni: «Raggi incompetente»
«Condivido l'analisi sul degrado della nostra Capitale del direttore del Messaggero Virman Cusenza. Lo stato di abbandono di Roma è sotto gli occhi di tutti». Così da Bruxelles Antonio Tajani, vicepresidente di FI e presidente uscente dell'Europarlamento, nel giorno in cui la giunta capitolina compie tre anni e il Messaggero denuncia l'incapacità della sindaca Virginia Raggi chiedendo un passo indietro.

«I romani sono esasperati da un'amministrazione comunale che - come rileva lucidamente l'editoriale - ha largamente dimostrato di non essere in grado di governare la capitale d'Italia. Serve cambiare in fretta», continua Tajani. «Tutte le grandi capitali europee, da Parigi a Londra, da Berlino a Madrid hanno una chiara visione del loro ruolo e del loro futuro. Sono sostenute dai rispettivi governi, pronti ad investire nel simbolo dell'intero Paese. Da noi, al contrario, né il Governo, né tantomeno l'Amministrazione comunale - rileva l'esponente di Forza Italia - hanno finora dimostrato consapevolezza dell'importanza del ruolo di Roma e del suo destino. Roma resta tagliata fuori dal federalismo e dall'autonomia e, non viene dotata delle risorse necessarie per una grande capitale di un grande Paese». «Vedere la città dove sono nato - scrive ancora Tajani - in questo stato di caos, con rifiuti ovunque, verde pubblico in stato di abbandono, buche, problemi di viabilità, declino economico e disastro d'immagine, fa male al cuore». «Come il direttore Cusenza e tutti i romani - conclude il vice presidente di Fi - voglio anch'io che la nostra Capitale rialzi la testa e diventi un faro capace di attirare talenti, a cui il mondo guardi con ammirazione. Voglio ridare ai romani la fierezza e l'orgoglio di abitare in una grande e bella metropoli».

«Il Sindaco Raggi si è risentita perché il direttore del Messaggero, Virman Cusenza nel suo editoriale, l’ha definita incompetente», interviene anche Giorgia Meloni. «Eppure è il termine più ricorrente usato in Italia per definire gli amministratori e i Ministri grillini. Invito Virginia Raggi a non prendersela ma a riflettere sul fallimento della sua amministrazione. Roma è allo stremo: dal disastro del trasporto pubblico locale, ai rifiuti, alle strade, al decoro, fino alla pervicace volontà di premiare nomadi e stranieri nell’accesso ai servizi sociali e alle case popolari. L’ultima prova l’abbiamo avuta non più tardi di 48 ore fa con la clamorosa bocciatura in Assemblea Capitolina della mozione di Fratelli d’Italia per impegnare la giunta a rivedere i criteri di assegnazione delle case popolari che ad oggi prevedono un punteggio maggiore per i rom che lasciano un campo rispetto ad esempio ad un disabile o ad uno sfrattato. Quello che è certo è che i grillini, chiamati a interpretare il cambiamento nella Capitale, hanno clamorosamente fallito. Per incompetenza e superficialità».

«Auguri di cuore alla sindaca Raggi per aver portato Roma, in tre anni, allo sfascio più totale», il commento della Lega, in una nota del suo responsabile organizzativo per Roma Capitale Fernando Urciuolo. «Chissà con quale torta e con quali candeline, ma soprattutto dove, festeggerà questo vento di cambiamento evocato tre anni fa e mai avvertito dai cittadini. La grande festa avverrà forse in mezzo a qualche buca, sopra qualche autobus incendiato, in qualche azienda partecipata in pieno dissesto, oppure in qualche scala mobile della metropolitana inceppata o a ridosso dei tanti cassonetti che strabordano di rifiuti in ogni angolo della città? Esattamente mille giorni dopo quel trionfale 67% - aggiungono gli esponenti leghisti - l'M5S nella capitale ha dilapidato ben 200mila voti; segno evidente di un fallimento e di una caduta inarrestabile che solo il primo cittadino continua a ignorare. Se anche in Francia ("Il triste declino di Roma"), in Spagna ("Tutti i rifiuti portano a Roma"), negli Stati Uniti ("Rischio epidemie"), in Inghilterra ("Roma dice basta") e in Giappone ("Buche e cinghiali in città") continuano a parlare male della città, significa che occorre una volta per tutte invertire la rotta attraverso lo scioglimento immediato della giunta e far tornare i romani al voto. La Raggi - conclude Urciuolo - ha adesso la vera opportunità di sbandierare quell'onestà così tanto agitata alla vigilia del voto e che si è invece 'sbriciolata al primo impatto con la realta«, rassegnando le proprie dimissioni da sindaco per manifesta incapacità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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