Coprifuoco, Gelmini: «Al tavolo fino alle 22, nessuna multa tornando a casa»

Zona gialla, Mariastella Gelmini: «Al ristorante fino alle 22 e nessuno sarà multato»
di Marco Conti
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Domenica 25 Aprile 2021, 00:06 - Ultimo aggiornamento: 26 Aprile, 09:13

Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, la faticosa messa a punto del Recovery segnala l’esistenza di qualche problema nella maggioranza?
«Il Recovery Plan è stato riscritto in poco più di un mese: non mi pare che questo sia un segnale di difficoltà della maggioranza, anzi. Piuttosto c’è un problema più ampio di credibilità del nostro Paese in Europa, perché per anni non abbiamo fatto le riforme che servivano: dalla concorrenza alla burocrazia, dalla giustizia alle semplificazioni. Forza Italia, dentro la maggioranza, farà di tutto per dare il suo positivo contributo, e una personalità come il presidente Draghi si rivelerà determinante per superare la diffidenza dell’Ue».


Sulla governance del Recovery temete di non risultare determinanti?
«Il premier ha assicurato il pieno coinvolgimento del Parlamento, delle Regioni, degli enti locali. Le risorse del Recovery appartengono al Paese e sono destinate ai nostri figli. È chiaro che un volume così rilevante di investimenti, in grado di cambiare volto al nostro Paese, non si gestisce tutto da Roma. In questi giorni mi sono spesa affinché tutti i livelli di governo siano realmente protagonisti nella fase di implementazione e di applicazione del piano».


Non pensa che nei partiti, non parlo solo di FI, si fatichi a tenere presente il carattere emergenziale di questo governo?
«Tutti hanno ben a mente gli obiettivi che abbiamo di fronte: superare l’emergenza sanitaria e quella economica per far ripartire l’Italia. Forza Italia, con il presidente Berlusconi, è stata il primo sponsor di questo governo, e ogni giorno ci battiamo per il lavoro, per le imprese e per le famiglie».


Domani molte regioni riaprono ma ancora in molti contestano l’ultimo decreto del governo. Era il massimo che si poteva fare?
«Si poteva fare di più, ma qualcuno voleva fare molto di meno. Le riaperture sono una vittoria per gli italiani. Quasi tutta Italia è in zona gialla, i nostri ragazzi tornano a scuola, ripartono tante attività economiche. C’è stata qualche polemica sul coprifuoco e sulla difficoltà per i ristoratori ad erogare i propri servizi la sera. Ma voglio chiarire un punto: chi va a cena fuori può stare tranquillamente seduto al tavolo fino alle 22 e poi, una volta uscito dal locale, far ritorno a casa senza alcun rischio di ricevere sanzioni».


Lei ha detto che tra quindici giorni si farà una verifica delle misure. C’è quindi da attendersi un nuovo decreto?
«I dati dei contagi stanno migliorando costantemente e la campagna vaccinale è entrata ormai nel vivo: ormai siamo quasi a 400mila inoculazioni al giorno. Se continua il trend positivo a metà maggio si cambia il coprifuoco, e il nostro obiettivo è quello di abolirlo, e si riaprono nuove attività».


Chi potrà giovarsene?
«Dal primo giugno vogliamo i ristoranti al chiuso aperti anche a cena, vogliamo che riparta il settore del wedding e va risolto l’incidente sui centri commerciali che devono poter aprire anche durante i week end».


Il rapporto con le amministrazioni regionali è diventato più complicato. Qualcuno parla di un uso politico che viene fatto della Conferenza delle Regioni. Condivide?
«Non condivido questa lettura. Il rapporto del governo con le Regioni è positivo e proficuo, lo era con Bonaccini, lo è con Fedriga, neo presidente dei governatori. Ci si confronta, a volte in modo anche ruvido, ma poi si trova sempre la quadra e si va avanti. Anche sulla scuola, dopo momenti di tensione, siamo andati incontro alle esigenze dei territori».


Salvini insiste sulle riaperture, pensa che sia un modo per tenere unito il centrodestra di governo con il pezzo che è all’opposizione?
«Tutti vogliamo riaprire, il prima possibile. Con lo scorso governo l’eccessivo rigorismo ha creato situazione complicate per il Paese. Adesso stiamo lentamente riportando l’Italia alla normalità. Ma tutto deve essere graduale, il virus è ancora tra di noi e non possiamo correre il rischio di sciupare il buon lavoro fatto sinora».


È più faticoso trovare sintesi con il M5S o con la Lega o il Pd?
«Con la Lega siamo alleati in una coalizione politica che governa 14 regioni in Italia e che per tanti anni ha guidato il Paese. Pd e M5S sono gli avversari di ieri, saranno gli avversari di domani, e sono compagni di strada temporanei. Forza Italia cerca di dialogare con tutte le forze politiche della maggioranza, e la sintesi riusciamo a trovarla».


Questo governo è a buon punto con le vaccinazioni e a breve presenterà a Bruxelles il Recovery. Dopo le due missioni compiute si prosegue sino a fine legislatura?
«Noi andremo avanti fino a quando non rimetteremo in carreggiata il Paese, non resteremo un minuto in più del tempo necessario per farlo. Dopodiché si tornerà ai naturali schieramenti e alla normale dialettica politica».


Resisterà il governo tecnico-politico di Draghi?
«Il presidente Draghi è un fuoriclasse, non deve resistere. Deve fare Draghi, in Italia e a livello internazionale. Tutto qui».


Ad ottobre si vota per le amministrative, pensa possa rappresentare un problema per la tenuta della maggioranza?
«I passaggi elettorali rappresentano sempre un momento di assestamento durante la vita di una legislatura. Forza Italia vuole ovviamente primeggiare, insieme al centrodestra, in tutte le gradi sfide che ci saranno. Ma non penso che le nostre vittorie avranno ripercussioni sulla stabilità del governo».
 

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