Rai, nuovi vertici: via libera del Cdm a Carlo Fuortes e Marinella Soldi. L'assemblea degli azionisti nomina il Cda

Rai, nuovi vertici: via libera del Cdm a Fuortes e Soldi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 15 Luglio 2021, 18:13 - Ultimo aggiornamento: 20:09

Scontro aperto nel centrodestra dopo l'elezione dei quattro membri del cda Rai, che ha visto l'esclusione del candidato di Fratelli d'Italia, unico rappresentante dell'opposizione. Giorgia Meloni e gli altri esponenti del partito parlano apertamente di scelte da regime, mettendo nel mirino gli alleati e chiedendo l'intervento del presidente Sergio Mattarella. Uno scontro che si accende mentre il Consiglio dei ministri dà il via libera alle due nomine di competenza governativa per il vertice Rai. Carlo Fuortes, come annunciato da Palazzo Chigi e dal Mef la scorsa settimana, è stato indicato per il ruolo di amministratore delegato, mentre Marinella Soldi è il consigliere designato dal Tesoro, che dovrebbe essere eletta presidente. Il nome di Fuortes è stato comunicato all'assemblea dei soci Rai che si è tenuta subito dopo il consiglio di amministrazione e che, con l'approvazione del bilancio, ha decretato l'atto finale della gestione degli attuali vertici. L'assemblea ha anche indicato il nome di Fuortes al consiglio di amministrazione, che lo nominerà ad nella prima seduta, nella quale sarà inoltre eletto il presidente.

La scelta del Cda Rai spacca i partiti: scontro nel M5S e guerra Lega-FdI


 

La trattativa si sposta ora sulla presidenza della Commissione di Vigilanza, dove siede l'esponente di Forza Italia Alberto Barachini. Anche tra gli azzurri c'è chi, come Elio Vito, si dice favorevole a lasciare all'opposizione «come già avvenuto in passato» quel ruolo. Non tutti nel partito sono però d'accordo con questo scenario e sarebbero pronti a un passo indietro solo se Simona Agnes riuscisse a ottenere la presidenza della tv pubblica. Uno scenario possibile, in teoria, che però sancirebbe uno strappo netto con le indicazioni del governo che vorrebbero Marinella Soldi alla presidenza. Il suo nome, insieme a quello di Fuortes, ha provocato malumori sia in Forza Italia che nella Lega, anche perché non è stato condiviso. Pure i Cinque Stelle, che hanno eletto in cda Alessandro Di Majo insieme alla candidata del Pd Francesca Bria, non sembrano fare i salti di gioia davanti a una figura che dovrebbe essere di garanzia e che loro considerano troppo vicina a Matteo Renzi. Con questo quadro i 27 voti necessari per l'elezione del presidente in Vigilanza appaiono tutt'altro che scontati ed è probabile che, per superare lo scoglio, sia necessario trovare un'intesa più larga che coinvolga altre nomine, comprese quelle per direttori generali, oltre che direttori di rete e testata. A protestare è anche l'Usigrai. «Lottizzazione è compiuta - afferma l'esecutivo in una nota -. Quanto sta avvenendo in questi giorni sul rinnovo del CdA della Rai dimostra che nessuna svolta per il servizio pubblico sarà possibile finché non cambierà la legge di nomina. Al di là degli slogan, al momento della spartizione i partiti dimostrano con i fatti che non intendono togliere le mani dalla Rai».

© RIPRODUZIONE RISERVATA