Da Tim a Banca Carige fino al dossier Bce tutte le partite aperte che attendono il prof

Mercoledì 6 Febbraio 2019
Paolo Savona
Lo scontro per il controllo di Tim tra Vivendi e la cordata Elliott. La scalata mancata a Mediaset da parte della stessa Vivendi, con seguito di inchiesta penale tuttora aperta. Il crack di Banca Carige, impedito in extremis grazie all'intervento del governo ma con probabile coda di esposti alla magistratura. Inoltre, argomento di grande delicatezza, la questione della disclosure bancaria in relazione alla diffusione delle informazioni sugli stress test della Bce, che anche di recente hanno provocato uno sconquasso in Borsa per una maldestra lettera inviata dalla Vigilanza ai vertici del Montepaschi.
MONITORAGGIO
Vi è poi il monitoraggio della Mifid 2, la normativa europea a tutela dei risparmiatori che disciplina gli investimenti finanziari, la cui applicazione sta creando non pochi problemi soprattutto in riferimento al nuovo regime di trasparenza dei costi per la consulenza. Infine il tema Fintech, destinato a rivoluzionare il mondo della finanza, e l'impatto dell'intelligenza artificiale nell'attività di vigilanza che sicuramente richiederà un profondo riassetto interno. Ebbene, possiede Paolo Savona i titoli per affrontare tutto ciò nel suo nuovo incarico di presidente della Consob? La risposta è nel suo cursus honorum. Non è casuale che le sole contestazioni alla sua designazione riguardino un paio di ostacoli tecnici, peraltro facilmente superabili. Il suo curriculum è talmente lungo e ricco da ammutolire chiunque. Anzi, si può dire che con l'approdo in Consob, Savona assume uno dei pochi incarichi non ancora ricoperti nei quasi sessant'anni che lo hanno visto protagonista sia nel pubblico che nel privato. Allievo prediletto di Guido Carli, poco dopo la laurea in economia fu assunto per concorso al Servizio Studi della Banca d'Italia diventando direttore dell'Ufficio Mercati Finanziari. Sterminato l'elenco dei titoli di cui si fregia, compresa la frequentazione dei corsi di Franco Modigliani al Mit di Cambridge (Usa) che lo ha portato, tra i pochi italiani, a collaborare con la Special Studies Section della Federal Rerserve. Vinto il concorso a cattedra, nel 1976 lasciò la Banca d'Italia per insegnare Politica economica prima all'università di Cagliari e poi alla Pro Deo, che contribuì a rifondare come Luiss. Lo stesso anno Carli diventò presidente di Confindustria, Savona lo seguì quale direttore generale.
Innumerevoli le pubblicazioni di valore scientifico alle quali ha collaborato, per non dire dell'insegnamento in numerose università. Segretario generale per la Programmazione Economica presso il ministero del Bilancio all'inizio degli anni 80, diviene ministro dell'Industria con delega al riordino delle Partecipazioni statali nel 1993 con la nascita del governo Ciampi, nei mesi in cui prendeva corpo il progetto della moneta unica. Nel biennio 2005-2006, durante il governo Berlusconi, Savona è stato a capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie di Palazzo Chigi e coordinatore del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona. E' stato anche ceo della Bnl, presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, della Banca di Roma e di alcune principali aziende come Impregilo, Gemina, Aeroporti di Roma.
TEORIA E PROFESSIONE
Insomma, una carriera di grande prestigio, e sempre a metà tra teoria economica e impegno professionale. Con una caratteristica: ha sempre detto e scritto ciò che pensava contro ogni conformismo, poco incline ai compromessi fino a sconfinare nella brutalità (a proposito della zoppia dell'Unione monetaria e del ruolo debordante della Germania in Europa). E' questa la ragione prima alla base della profonda diffidenza che ha spinto il Quirinale a bloccare la sua nomina a ministro dell'Economia. Una diffidenza che però si è liquefatta di fronte all'ipotesi di un Savona alla Consob dove, proprio in virtù del carattere volitivo del professore, i temi lasciati in sospeso da Mario Nava potranno essere affrontati con l'energia necessaria. Uno in particolare: la promozione di Marcello Minenna, in relazione alla quale Savona avrà modo di dimostrare la sua vera tempra.
  © RIPRODUZIONE RISERVATA