MATTEO RENZI

Open, Matteo Renzi attacca i pm: «Non ci faremo processare in piazza»

Giovedì 12 Dicembre 2019

«Violazione del segreto d'ufficio», «barbarie» e «retate» nella vicenda legata alla Fondazione Open: così si esprime Matteo Renzi in Senato nel dibattito sul finanziamento ai partiti. Nella vicenda legata alla Fondazione Open c'è stata «una violazione sistematica del segreto d'ufficio sulle vicende personali del sottoscritto - spiega Renzi - Io dico "male non fare e paura non avere".

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Ma se nelle stesse ore della perquisizione - sostiene Renzi - si pubblicano con un giornalismo a richiesta dati che solo Bankitalia o la procura hanno siamo consapevoli che le casualità esistono ma c'è un corto circuito tra la comunicazione e la battaglia giudiziaria? Qualcuno dice che la privacy per il politico non esiste. È da Stato etico sostenere che tutto possa essere totalmente privo di qualsiasi limite. Dico no a uno Stato etico che vuole trasformare in processo ciò che è elemento di opportunità politica. E poi diventa stato etilico quello di chi dice che i figli dei politici non hanno diritto alla privacy. Si abbia il coraggio di dire che siamo alla barbarie», conclude. 

«C'è un reato in questa vicenda che nessuno vuole vedere, ex art 326, la violazione del segreto d'ufficio e riguarda vicende personali - ha aggiunto Renzi - Se nelle stesse ore della perquisizione c'è la pubblicazione di dati sensibili che solo la banca d'Italia, la Procura e la Guardia di finanza hanno c'è un corto circuito». 
 

«Chi dice che la privacy vale solo per qualcuno abbia il coraggio di dire che siamo alla barbarie», ha aggiunto. 
 

Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre, 02:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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