M5s in calo, Grillo se la prende con sondaggisti

Mercoledì 11 Dicembre 2019 di Mario Ajello
M5s in calo, Grillo se la prende con sondaggisti

Beppe Grillo cita il politologo Walter Lippmann, e parla degli istituti di sondaggi come di "certe conventicole". Una domanda sorge spontanea. Come mai il fondatore del movimento 5 stelle  attacca il lavoro di queste agenzie solo oggi e non un anno e mezzo fa, quando il M5s era al 32% nelle elezioni politiche e non come adesso al 15, quando va bene, nei sondaggi?

Grillo in un suo blog dice in sostanza che M5S crolla nei sondaggi per colpa di chi li fa. Il post è intitolato "Il salotto dei sondaggi politici". Beppe se la prende con gli istituti di sondaggi, accusati di "sacrificare il rigore metodologico" costruendo un "campione che quasi mai rappresenta adeguatamente la popolazione" e "pilotando l'orientamento degli intervistati".

Che, ingannati da domande capziose, non voterebbero più i 5 Stelle. Nel mirino, "agenzie private che interpellano i cittadini tramite i canali telefonico, e-mail e faccia a faccia". Queste società, quantomeno alcune di esse, "scelgono di sacrificare il rigore metodologico ricorrendo soprattutto alla raccolta dati in modalità online e fanno solo confusione nel dibattito pubblico".

Mentre le "risposte" degli intervistati, "molto spesso, sono incerte e talvolta influenzate dagli stessi quesiti formulati". L’insuccesso attuale dei grillini una motivazione profonda deve avercela e Beppe pensa di averla  trovata nel complotto dei sondaggisti, ma ovviamente non è quella.

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