GOVERNO

Legge elettorale, referendum bocciato. Giorgetti (Lega): «La Corte favorisce l'ingovernabilità»

Venerdì 17 Gennaio 2020 di Alberto Gentili

Onorevole Giorgetti, la Consulta non ha dato «la parola al popolo» come la Lega aveva invocato. Per Salvini «è una «vergogna». Per lei?
«E' un peccato per la democrazia italiana, speriamo non mortale. Sarà mortale se la maggioranza porterà a compimento, come temo, il proposito di tornare alla preistoria della politica con il proporzionale. Abbiamo fatto un tentativo, un tentativo doveroso per il bene del Paese. Ci è andata male. Ci dispiace per l'Italia: per noi non cambia nulla, prima o poi toccherà alla Lega governare. Questo governo e questa maggioranza possono fare tutte le leggi elettorali che vogliono, ma sono morti che camminano».

Secondo Salvini è il vecchio sistema che si difende. D'accordo?
«Beh, leggendo i commenti degli esponenti di Pd e 5Stelle che esultano perché così possono congegnare nel chiuso dei palazzi una legge elettorale che possa permettergli di limitare i danni e di perpetuare un potere che esercitano senza il consenso popolare, direi proprio di sì. Le conseguenze per il Paese saranno gravissime».

Legge elettorale, il proporzionale è più vicino. Il governo: «Riforma avanti senza strappi»

Ritiene che la Consulta abbia deciso anche in nome della stabilità del sistema, paventando il pericolo che il referendum si trasformasse in un plebiscito pro o contro Salvini che con il maggioritario avrebbe potuto ottenere i pieni poteri invocati?
«Non lo so. Ma so che il plebiscito per Salvini sarà nelle urne qualunque sistema elettorale potranno congegnare. Qui in gioco non è la stabilità, ma la governabilità. Invece quelli stanno attaccati alle poltrone per non decidere, rinviare, lasciare il Paese nel limbo dell'inconcludenza».

Quindi quella della Corte sarebbe una sentenza politica?
«E' una sentenza con conseguenze politiche che non fanno danno alla Lega, che vincerà come dimostrano le simulazioni, anche con il proporzionale. Questa sentenza rischia di condannare il Paese, i cittadini e le imprese italiane se la maggioranza andrà avanti con il Germanicum, all'ingovernabilità permanente anni 80 con vertici infiniti e inconcludenti».

Il proporzionale per il Pd e i 5Stelle serve ad evitare che Salvini possa governare da solo.
«Salvini governerà se gli italiani lo voteranno. Io propongo, l'ho fatto già con una proposta di legge costituzionale, che la nuova riforma elettorale non entri in vigore nella legislatura successiva, ma in quella dopo. Così si eviterebbe che ogni maggioranza si faccia una legge pro domo sua. Chi governa adesso si rende conto perfettamente di non avere il consenso popolare, per questo vuole restare in Parlamento per altri tre anni e si inventa un sistema elettorale per limitare i danni. Ma in un mondo globale le democrazie che hanno sistemi efficienti di governo se ne avvantaggiano, chi invece ha un governo paralizzato da partitini e veti incrociati, arriva sempre in ritardo sul pallone e quando prova a giocare, la palla l'hanno già presa i Paesi concorrenti».

Prima della sentenza avete rilanciato il Mattarellum che avevate cancellato con il Porcellum. Continuerete a battervi per questo sistema che è un mix di maggioritario e proporzionale?
«Sì. Il Mattarellum è la legge che ha dimostrato di funzionare meglio, perché ha dato governabilità e ha permesso attraverso il sistema dei collegi di far entrare in Parlamento una classe dirigente di buon livello».

Si spieghi meglio.
«La mia proposta, personale, è di mettere in Costituzione che nessuno si può fare una riforma elettorale per il proprio interesse a danno dell'interesse generale, utilizzandola nelle elezioni successive per provare a conservare il potere. Dunque propongo alla maggioranza: non volete il Mattarellum a questo giro? Okay, ma approviamolo e facciamolo entrare in vigore nel 2027 o 2028. Così si evita di condannare il Paese all'ingovernabilità e all'impotenza. Chi vince le elezioni deve poter governare e i partiti devono dire prima del voto con chi vogliono stare, non possono dirlo dopo. La gente questi trucchi non li capisce».

Non c'è però il clima per un accordo di questo tipo.
«Certo che non c'è. Tutti guardano all'oggi, mai al domani. E la maggioranza è abbarbicata alle poltrone».

Ritiene che sarà accidentato il percorso della legge proporzionale in Parlamento, chiamerete la piazza?
«La piazza non serve, non ha senso su questo tema. Ma di sicuro non sarà facile per la maggioranza approvare la sua porcheria, visti i distinguo e i numerosi voti segreti. Tanto più che sospetto che partono male e finiranno peggio: faranno scendere la soglia di sbarramento al 4%».

Lei mercoledì ha detto che era che la Lega era il Sassuolo e Franceschini, che è sponsor del proporzionale, la Juventus. Si aspettava la bocciatura?
«Se vai a giocare fuori casa allo Stadium è complicato. La sconfitta ci sta. Ogni tanto Davide batte Golia, questa volta non è finita così. E certamente nella Consulta non giocavamo in casa, questo è pacifico».

Ultimo aggiornamento: 19:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA