GOVERNO

Forze di polizia, la mossa del governo dopo Salvini: «Più soldi per le carriere»

Sabato 21 Settembre 2019 di ​Cristiana Mangani
Forze di polizia, la mossa del governo dopo Salvini: «Più soldi per le carriere»

ROMA È una promessa non mantenuta, un impegno non rinnovato quello che ha fatto decidere al premier Conte di intervenire in maniera così netta sulle questioni sicurezza, riordino delle carriere per forze di polizia e forze armate. Ieri il presidente del Consiglio ha convocato un tavolo, intorno al quale ha messo i ministri dell'Interno Lamorgese, della Difesa Guerini, della Giustizia Bonafede e dell'Economia Gualtieri, e ha assicurato, per quel che riguarda i correttivi del riordino, il rispetto della scadenza della delega (30 settembre) e soprattutto l'opportunità di individuare ulteriori risorse per completare definitamente la manovra nei termini di legge previsti dalla delega stessa, non oltre il 31 dicembre 2019.

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PROMESSE MANCATE
Nessuno lo ha nominato ufficialmente, ma è sembrato chiaro a tutti, che la riunione convocata a Palazzo Chigi volesse essere una risposta agli impegni non mantenuti dall'ex ministro Matteo Salvini che aveva garantito, quantomeno alla polizia, che avrebbe trovato i fondi per pagare gli straordinari e che, invece, nulla è riuscito a fare. La questione, infatti, è parecchio complicata da risolvere perché la cifra è grossa: i governi Renzi-Gentiloni avevano stanziato per l'intero riordino del comparto un miliardo che oggi si è ridotto drasticamente a poco più di 110 milioni (23 circa per la polizia). I sindacati hanno più volte fatto sentire la loro voce in proposito, e anche il capo della polizia Franco Gabrielli è intervenuto di recente sull'argomento.

Ieri, a conclusione dell'incontro, è stato ribadito che «la sicurezza dei cittadini è al centro dell'agenda politica del Governo: a tale proposito - hanno aggiunto da Palazzo Chigi - è fondamentale prestare massima attenzione alle esigenze delle donne e degli uomini che la garantiscono ogni giorno. Per questo motivo è stata ribadita la necessità di adottare ogni utile iniziativa per il finanziamento anche degli straordinari per le Forze di polizia». Il finanziamento in questione è in arretrato da più di un anno. Ed è per questo che i sindacati, pur manifestando apprezzamento per l'impegno, continuano a sollecitare lo stanziamento di fondi adeguati.
Solo per gli straordinari - viene spiegato - sarebbero necessari almeno cento milioni di euro. Nell'ultimo consiglio dei ministri è stato approvato un decreto legge che contiene, tra l'altro, la misura per l'incremento delle ore di straordinario compensabili a favore dei 7 mila militari impiegati nell'operazione Strade sicure: 4.645.204 euro per il periodo 1 luglio-31 dicembre 2019.

«Piena soddisfazione», è stata espressa dal ministro Guerini. Esulta anche Roberta Pinotti, responsabile sicurezza del Pd. In questo settore, osserva, «il nuovo Governo cambia passo: dalla politica della felpa a quella dei fatti». E il ministro Bonafede su Facebook: «Bisogna prendere atto che per il nuovo governo la sicurezza dei cittadini è una priorità e non ha colore politico. Nonostante il governo sia in carica da appena due settimane, abbiamo deciso di esercitare la delega per difesa e sicurezza nei tempi previsti (entro il 30 settembre) e concludere, come nelle originarie previsioni, il percorso normativo per il riordino di ruoli e carriere del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia».
 


IL CONTRATTO
L'ottimismo che trapela dal governo viene raffreddato dalla cautela dei sindacati, che da tempo aspettano interventi concreti. «Abbiamo posto subito le questioni al nuovo governo - interviene Daniele Tissone, segretario Silp Cgil - Il premier e i ministri hanno risposto anche alla nostra denuncia sugli straordinari, garantendo ogni utile iniziativa per finanziarli. È un buon inizio. Adesso aspettiamo la prova dei fatti. Anche per quel che riguarda il contratto di lavoro dei poliziotti, scaduto da oltre 260 giorni. «Bene l'impegno del Governo sugli straordinari - ribadisce Felice Romano, segretario del Siulp - ma sul riordino l'esecutivo ascolti i rappresentanti del personale perché i tempi non sono l'unica priorità e criticità. Il rischio protesta è incombente».

Cristiana Mangani
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Ultimo aggiornamento: 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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