COVID

Dpcm, Conte: «Stop a feste e sagre, locali aperti fino alle 24». Azzolina: «Lezioni in presenza»

Domenica 18 Ottobre 2020
Dpcm, al via la riunione Governo-Regioni: dallo sport agli orari, le novità in arrivo oggi

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte spiega in conferenza i punti salienti del nuovo Dpcm: «I sindaci possono chiudere le piazze. Sono misure per scongiurare lockdown generalizzato», ha detto. «Ho appena informato anche i presidenti dei due rami del Parlamento e i leader dell'opposizione» delle nuove misure, concordate con gli enti locali e il Cts, per «affrontare la nuova ondata di contagi».

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E poi: «Palestre e piscine per ora sono aperte. Daremo loro una settimana di tempo per allinearsi ai protocolli di sicurezza. Le attività scolastiche continueranno in presenza: sono un asset fondamentale del Paese. Per le scuole di secondo grado, verranno favorite modalità flessibili di organizzazione didattica con ingresso dalle ore 9. I ristoranti chiuderanno alle 24. Si potrà stare per un massimo di sei persone per singolo tavolo e tutti i ristoratori dovranno affiggere quante persone ammesse. Nessuna limitazione negli ospedali, negli aeroporti, lungo le autostrade. La strategia non è e non può essere la stessa della primavera: in questi mesi abbiamo lavorato intensamente».

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Il premier ha riunito alle 16 i capi delegazione Dario Franceschini, Roberto Speranza, Alfonso Bonafede, Teresa Bellanova, il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia e il sottosegretario Riccardo Fraccaro sul nuovo dpcm sul Covid.  A quanto riferiscono fonti della maggioranza all'agenzia Adnkronos sarebbero state accolte «buona parte delle richieste delle Regioni». Richieste avanzate durante la riunione di stamattina con il governo, tra le quali quella di non chiudere palestre e centri sportivi, la chiusura alle 24 dei ristoranti e per i bar consumo al tavolo dalle 18. Ma anche richieste sul rafforzamento del trasporto pubblico e lo scaglionamento degli orari di ingresso nelle scuole, il tutto per limitare il sovraffollamento nei mezzi. Sul punto che riguarda palestre e centri sportivi, spiegano le stesse fonti, «confronto ancora aperto».

Dpcm, i sindaci possono fermare la movida alle 21. Scuola secondaria, orari flessibili

Potere i sindaci di fermare la movida. I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private. Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale. L'attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, ma per contrastare la diffusione del contagio, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00. Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie posso restare aperti dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo.


 

 

Dpcm, i sindaci possono fermare la movida alle 21. Scuola secondaria, orari flessibili

Nuovo Dpcm , i sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.


 

La giornata chiave

All'incontro di oggi hanno partecipato anche il ministro dell'Università, Gaetano Manfredi e il commissario all'emergenza, Domenico Arcuri, il ministro della Salute, Roberto Speranza, la ministra della Scuola, Lucia Azzolina, la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Ristoranti e bar, si apprende, resteranno aperti alle 24. Per locali e pub «valutare una misura che consenta dalle ore 18 il solo consumo al tavolo».

«La scuola deve rimanere aperta». Ne è convinto Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico durante la trasmissione «Mezz'ora in più» su Rai3 dedicata alla situazione alla luce della crescita dei casi Covid. «È una priorità di questo paese assieme al lavoro - ha continuato Locatelli -, ed è stato fatto uno sforzo straordinario dai ministri Speranza ed Azzolina. Per altro il contributo della scuola alla diffusione del contagio è stato limitato». Serve invece, ha aggiunto, «tenere d'occhio di assemblamenti incrementando i meccanismi di controllo e sorveglianza, è l'unico modo per venirne fuori».

«Una stretta alla movida, ma localizzata». È questa una delle proposte delle Regioni e al vaglio del governo per un possibile accordo su alcune delle misure in vista del prossimo Dpcm. L'orario anticipato di chiusura dei locali alle 22 o alle 23 potrebbe quindi essere applicato sono in alcuni quartieri di quelle città o Comuni dove il contagio è più elevato o in altre zone dove è maggiore il rischio di assembramento, come i luoghi della movida e i centri storici.

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«All'incontro di oggi abbiamo voluto che ci fossero tutti gli attori in campo, dai ministri alle Regioni, agli enti locali, per uscirne più uniti e più forti. Siamo in una fase nuova dell'emergenza sanitaria, con reti sanitarie più forti ma con tanti contagi in più e molti tamponi in più. Solo con la flessibilità e la responsabilità di tutti riusciamo a trovare soluzioni condivise. Su scuola, università e trasporti le proposte di Regioni ed enti locali sono di buon senso», ha detto Francesco Boccia.

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SCUOLA

«La scuola in presenza è fondamentale per tutti, dai più piccoli all'ultimo anno del secondo grado». Questa, a quanto si apprende, la posizione ribadita dalla Ministra Lucia Azzolina nel corso dell'incontro di stamani con le Regioni.

LOCALI CHIUSI A MEZZANOTTE?

«Le Regioni hanno proposto al Governo di non chiudere le palestre, hanno confermato la richiesta di chiusura dei locali alle 24, di coinvolgere i medici di famiglia nei tamponi rapidi (come già succede in Liguria) e di svolgere i test salivari in farmacia. Proposte di buonsenso che speriamo vengano accolte». Così scrive su Twitter il Presidente della Liguria Giovanni Toti.

 

 

Ultimo aggiornamento: 22:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA