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Sting sui social torna dopo anni a cantare “Russians”: «Noi, tutti, amiamo i nostri bambini. Fermate la guerra»

Con la sua chitarra, di fronte a un microfono del suo studio di registrazione, Sting intona nuovamente una delle canzoni più forti sull’ansia nucleare

Il musicista e attore britannico Sting, 70 anni
di Simona Antonucci
3 Minuti di Lettura
Domenica 6 Marzo 2022, 19:30

«Da quando l’ho scritta, mi è capitato solo raramente di tornare a cantare questa canzone. Anche perché in tutti questi anni non ho mai pensato che potesse riavere una sua rilevanza, essere ancora di attualità»... E invece: Sting ha ripescato il suo brano Russians e l’ha interpretato in un nuovo video appena postato sul suo profilo Instagram, per «gli ucraini che lottano con coraggio e per russi che protestano».

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Help Ukraine

Con la sua chitarra, di fronte a un microfono del suo studio di registrazione, Sting intona nuovamente una delle canzoni più forti sull’ansia nucleare, a sostegno di Help Ukraine, iniziativa per inviare medicine e aiuti umanitari a un magazzino sul confine ucraino in Polonia. «Alla luce della sanguinosa e tristemente sbagliata decisione di un uomo di invadere un vicino pacifico e non minaccioso, Russians è ancora una volta, un appello al nostro comune senso di umanità», scrive Gordon Matthew Thomas Sumner, vero nome del cantautore, polistrumentista e attore britannico, 70 anni, che esordì come frontman dei Police, nell’introduzione alla pubblicazione sui social della canzone incisa nel 1986.

Krushchev

Russians, che fu uno dei sui primi lavori da solista, denunciava: «Krushchev ha detto “vi seppelliremo tutti”; io non sottoscrivo questa opinione, sarebbe una mossa totalmente insensata se anche i Russi amano i propri figli...». Oggi, con la stessa determinazione alza la voce con il brano che cantò durante la guerra fredda, nel novembre del 1985, in un mondo spaventato dalla bomba atomica.

Oppenheimer

«Come posso salvare mio figlio», torna a cantare «dal giocattolo di morte di Oppenheimer, non c’è un predominio del buon senso da entrambi i lati della barricata politica. Condividiamo la stessa biologia, indifferentemente dall’ideologia...». Un inno alla pace che in questi giorni dedica «ai coraggiosi ucraini che combattono contro questa brutale tirannia e anche per i molti russi che protestano contro questo oltraggio nonostante la minaccia di arresto. Noi, tutti, amiamo i nostri bambini. Fermate la guerra».

The Dream of the Blue Turtles

Il singolo faceva parte dell’album The Dream of the Blue Turtles, il primo da solista, pubblicato nel giugno del 1985, un anno dopo lo scioglimento non ufficiale del suo gruppo, i Police. Il singolo, neutrale, non schierato da una delle due parti, ottenne un notevole riscontro di pubblico e mantenne i primi posti della classifica per l’intera stagione primaverile. Successo anche in Italia: Sting partecipò come ospite speciale al Festival di Sanremo 1986.

Prokof’ev

Il brano, contro l’allora dominante politica estera della guerra fredda, riprende un tema di Prokof’ev (Lieutenant Kije Suite, Op. 60). Con un ticchettìo di orologio, richiamo all’iconico Orologio dell’apocalisse. Ad accompagnare Russians, allora, un suggestivo videoclip in bianco e nero diretto dal fotografo Anton Corbijn. Oggi, un video di Sting settantenne con la chitarra, icona universale contro le violenze della guerra.

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