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Ciclismo, i Mondiali di Imola: da Nibali al Drake, dai longobardi alla bella Lola, da Adorni a Capirossi, da Pantani alla Linea Gotica, ecco il percorso

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Paolo Ricci Bitti
Ciclismo, i Mondiali di Imola: da Nibali al Drake, dai longobardi alla bella Lola, da Adorni a Capirossi, da Pantani alla Linea Gotica, ecco il percorso

IMOLA  -  Dalle battaglie medievali ai combattimenti della II Guerra mondiale sulla Linea Gotica, dai riti longobardi alla venerazione dei motori e di chi li doma, dalla tradizione contadina ebbra di vino alla meccanica di precisione per la conquista dello spazio, dalla malinconia per il destino di Senna e Pantani ai sorrisi innescati dalla prosa di Cristiano Cavina. Per ricordare soprattutto che 52 anni fa su queste salite romagnole divenne campione del mondo Vittorio Adorni sfruttando la rivalità fra Gimondi e il cannibale Mercks, capaci di annullarsi a vicenda.
 

Il percorso del mondiale di ciclismo di Imola


Partiamo alla scoperta del mondiale di ciclismo del 27 settembre, atterrato in Romagna, a Imola, grazie al terremoto della pandemìa del Covid, con tanti cari saluti alla Svizzera che ha rinunciato.
 
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Spettatori

Gli spettatori ammessi e paganti il 27 settembre, partenza alle 9.45, saranno 2.246, ovvero molto meglio di niente ma assai pochi rispetto ai 300mila del 1968 (cit. Gianni Melidoni, Il Messaggero) e rispetto anche a quelli che in modo o nell'altro domenica troveranno il modo di vedere gratis uno scorcio del percorso di 28,7 chilometri da ripetere 9 volte per un totale di 258,3 chilometri con 5.000 metri di dislivello. Due le salite durissime, quella di Mazzolano con tratti al 13% e quella di Gallisterna, con punte di 14%, anche se fa ancora più paura la picchiata di via Lola, corta come un sobbalzo del cuore ma che sfiora addirittura il 20% e un tornante che farà volare gli imprudenti nella scarpata.

Sopralluogo di Nibali e Cassani sul percorso del mondiale di Imola: "Sarà durissimo"
 
Partenza e arrivo

Partenza e arrivo all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari che, sempre grazie al Covid e alla prontezza di riflessi di “Formula Imola”, la società di gestione del circuito, tra poco più di un mese riaccoglierà anche la Formula Uno, scippata 14 anni fa.

Alla rovescia

I ciclisti andranno però alla rovescia rispetto alle auto e alle moto sul nastro di asfalto inaugurato tra il 1952 e il 1953 e quindi lanciato nella gloria dalla temeraria passione di Checco Costa con l'epopea del motociclismo delle 200 Miglia: persino Monza ha dovuto spesso masticare amaro perché Agostini e Pasolini richiamavano molti più fedeli sulle rive del Santerno, nel Parco delle Acque Minerali. Ma a Monza non c'era nessuno come Costa che impegnava i mobili e la casa pur di pagare il pattuito ingaggio ai piloti anche se era piovuto e gli incassi erano svaniti. Un circuito allora ancora in parte aperto al traffico cittadino, prediletto anche da Enzo Ferrari che si prodigò in prima persona per portarvi la Formula Uno nel 1963 e quindi nel 1979. Alla sua morte immediato aggiungere all'autodroimo il suo nome a quello del figlio Dino, scomparso troppo presto.

Bici al posto di Vasco e Cremonini

Dalla partenza si sfiora il paddock dove il dottor Claudio Costa, figlio di Checco, monta la clinica per i reincollare i motociclisti, poi sulla moquette fino alla curva Rivazza dove quest'anno avrebbero dovuto cantare giusto Cesare Cremonini, Vasco Rossi e i Pearl Jam. Il Covid toglie, il Covid dà.

Il tuffo in via Lola

Qui si lascia l'autodromo per via Bergullo che strappa subito per addolcirsi nei successivi 4 chilometri attraversando vigneti e frutteti da favola fino alla chiesetta che annuncia via Lola: per adesso il percorso ricalca quello del Mondiale del 1968, che venne limitato ai 15 convulsi chilometri dell'anello dei “Tre Monti” seguito tuttavia in senso inverso rispetto a quello di domenica. 

Da viva Gimondi a viva Adorni

“All'ultimo giro ero esausto – ha raccontato Adorni – dopo la fuga solitaria di 90 chilometri volevo mollare, ma allora la folla che traboccava nella strada cominciò a incitarmi. I cartelli che le scritte Viva Gimondi diventarono Viva Adorni e non so proprio come abbiamo fatto a farli nuovi lì, su due piedi. I tifosi di Imola abitano per sempre nel mio cuore”.

Laura Pausini

Domenica si gira invece a sinistra per via Lola, assai amata anche dal ct Davide Cassani, da Solarolo come Laura Pausini, a due passi da qui: è un tuffo che pare buttarsi come nel bungee jumping e che lancia fino all'attraversamento del Rio Sanguinario. Una muaraglia da imboscate: qui Chioccioli nel 1992 vinse una tappa al Giro facendo marameo a Indurain in maglia rosa, trasformato in statua di sale da quella pendenza.

Alberto Angela

Ora par quasi di vedere e sentire Alberto Angela che racconta la battaglia medievale fra imolesi-ravennati e faentini-bolognesi del 1138, così cruenta da arrossare e battezzare da allora le acque del rio. Il Sanguinario è anche il confine storico fra l'Emilia e la Romagna, il trattino che non va mai dimenticato. Quindi Imola, targata BO, non è in Romagna? Lo è, lo è: se chiedete da bere, gli imolesi vi danno il vino, non l'acqua come gli emiliani da Castel San Pietro in poi.

Romagna di confine

La Romagna, in realtà, arriva fino a Dozza e Toscanella (casa di Michele Coppolillo), ben oltre Imola verso Bologna, e quindi nessun dubbio. Ma Angela avrebbe anche altro da raccontare: a pochi metri dalle ruote di Nibali qui sul Sanguinario c'è uno dei geositi più noti d'Italia, i buldur, i bollitori, microvulcani alimentati dal gas metano che porta in superficie fango finissimo e medicamentoso in parte intercettato dalle terme della vicina Riolo. Un fenomeno geotermico anche spettacolare (è facile innescare fiammate da quei coni di fango) noto già 1500 anni fa ai Longobardi di Alboino: Bergullo potrebbe derivare da “berg oil”, nella lingua degli invasori.

Salita di Mazzolano

Ora però basta parlare: zitti, comincia la durissima salita di Mazzolano e dalla provincia di Bologna si passa a quella di Ravenna: dopo 2,7 chilometri in impennata si respira volando verso Riolo Terne. La vista si allarga: attorno c'è tutto il pantone del verde e si vedono a occhio nudo persino la ruota panoramica di Mirabilandia a Ravenna, a 45 chilometri di distanza, e le tre rupi di San Marino a 90.

Linea Gotica

La grande bandiera italiana nel curvone a destra indica il recente monumento che onora i Portaferiti, ché in queste colline il fronte nella II Guerra mondiale ristagnò colpevolmente lungo il fiume Senio per tutto l'inverno del 1944 causando centinaia di morti anche fra i civili, travolti dai combattimenti sulla linea Gotica.

Riolo Terme

Tagliando in due Riolo un'occhiata allo stabilimento termale tardo Liberty e poi un viale di altissimi pini marittimi e quindi campi e campi smeraldo coperti di kiwi e vigneti fino alla frazione Isola, dove si curva ad angolo retto a destra fino alla base dell'altra salita di Cima Gallisterna, ancora più dura di quella di Mazzolano.

Cristiano Cavina e i cardinali

Ci troviamo in pieno nel mondo di Cristiano Cavina che dall'attigua Casola Valsenio ha raccontato come nessun altro l'anima anarchica e romantica - ma culla persino di cinque cardinali - di questa Romagna di collina con i memorabili, per dirne un paio, Nel paese di Tolintesac e Un'ultima stagione da esordienti. Da bambino Cavina, che nella vita alterna la scrittura al mestiere di pizzaiolo, ha incontrato spesso un altro tipo di queste parti che ne ha fatta di strada, sempre a tutto gas: Loris Capirossi da Borgo Rivola, il più giovane campione iridato del motomondiale.

Davide Cassani e Marco Pantani

Sono anche le strade di Davide Cassani e Marco Pantani: il pantadattilo (cit. Gianni Mura) era la stella del Mercatone Uno, che era la squadra di Imola e il cui ex grattacielo torreggia sul casello autostradale con la magistrale biglia gigante da spiaggia con l'immagine del Pirata. Il più bel monumento per un ciclista.

Moby Dick

Nel frattempo la carovana dovrebbe avere scalato la salita di cima Gallisterna, a destra e sinistra i calanchi aspri e brulli del parco della Vena del Gesso attraversata da via Caduti di Toranello, un altro atout di questo percorso sul crinale dell'appennino romagnolo: grotte con stalattiti e stalagmiti da restare senza fiato con quelle creste di gesso bianche e luccicanti che spuntano sulle colline come Moby Dick dalle onde. E ancora vigneti (Albana e Sangiovese) e frutteti con pesche e albicocche che crescono precise e allineate che nemmeno a farle con lo stampino ci si riuscirebbe. I corridori si fanno strada tra i profumi di fieno tagliato, rosmarino, ginestra e olive ormai da raccogliere. 

Giro d'Italia

Si avvicina il rientro nel territorio di Imola, benedetta dal Giro d'Italia fin dalla prima edizione del 1909, l'ultima volta l'anno scorso: in mezzo almeno altri 11 fra passaggi e arrivi e partenze sempre con la regia dell'organizzatore imolese Nino Ceroni, 93 anni: «Ciò, Nino: e va ancora in bizicletta» si dice di chi - come lui - non tiene conto dell'età e si mostra in salute, una pedalata dopo l'altra.

Tazio Nuvolari

Ora si fila senza fatica sulla dorsale di via Sabbioni, poi via Tazio Nuvolari che riecheggia di rombi e indica che l'autodromo è di nuovo vicino. Si costeggia la scuola di Montebello, la scuola all'aperto ed ecco l'ingresso della Variante Alta del circuito “Enzo e Dino Ferrari”, poco più in alto la casa di Pierluigi Martini, il pilota ravennate di Formula Uno con una Le Mans nel carniere: è lui il più legato alle gesta della vicina scuderia faentina Minardi.

Un Ciao da 100 kmh

Si volta a sinistra, sempre contromano rispetto alle auto e alle moto. Già, la Variante Alta: quando il circuito (e non scandalizzatevi se a Imola mettono l'accento sulla seconda “i” trasformando l'autodromo in un participio passato) era ancora in parte aperto al traffico cittadino da qui, 40 anni fa, ci si lanciava con i primi skateboard arrivati dagli Usa oppure autocostruiti verso la Tosa (immonde le croste post abrasioni a gomiti e ginocchia), mentre all'imbrunire arrivava un esile ragazzino con un ciclomotore Ciao truccato al punto da raggiungere i 100 chilometri orari. Fausto Gresini, imolese poi due volte trionfatore nel motomondiale e ora quotato team manager in Moto GP, batteva tutti fra le curve clandestine disegnate con le balle di fieno.

La città dei matti

Bisognava essere matti per correre così, ma del resto Imola “è” la città dei matti: anche Basaglia lavorò in uno dei due manicomi locali che accolsero fino a 10mila malati da tutto il nord Italia. Diecimila su 40mila abitanti.

Leonardo da Vinci e la Nasa

Follia e anche genio, però, perché Imola è la prima città nella Storia ad essere stata disegnata in una mappa con dimensioni proporzionate alla realtà: ci pensò Leonardo da Vinci nel 1502, misurando vie e isolati un passo dopo l'altro. Quella favolosa mappa fa parte della collezione Windsor della Regina Elisabetta. Leonardo trascorse due mesi a Imola per ridisegnare, rafforzandola su richiesta di Cesare Borgia, la poderosa Rocca Sforzesca, il biglietto da visita di Imola fino all'avvento dell'autodromo. E poi gli imolesi nel dopoguerra hanno messo in piedi un quotato polo della ceramica e uno della meccanica di precisione e c'è anche chi ha fuso quei due know how per fabbricare lenti e specchi per i satelliti voluti dalla Nasa e pezzi per i bolidi di Formula Uno. E alla Rocca "abita" l'Accademia pianistica internazionale del maestro Franco Scala che modella prodigiosi talenti giovanili da tutto il mondo.

Ayrton Senna

Allora, la carovana sta passando dalla Variante Alta, poi il giù e su delle Acque Minerali e l'ultima discesa fino alla Tosa e infine l'unico tratto unicamente e veramente pianeggiante del mondiale fino al traguardo subito dopo la Tamburello. Piegando appena il capo a destra i corridori vedranno la statua in bronzo di Ayrton Senna. All'asso brasiliano della Formula Uno, morto qui nel 1994, è dedicata anche la tribuna principale davanti al traguardo. Durante l'anno, anche in questi mesi di Covid, c'è sempre qualcuno che porta un fiore: ci si arriva passando da “Renzo”, lo storico e imprescindibile bar del Parco.

Il primo giro del Mondiale è finito, ne mancano altri otto.

La tv

Sabato 26 settembre ore 12.30 Prova in linea Elite donne (5 giri) 
Diretta pay Eurosport 1, Eurosport Player e Dazn, diretta in chiaro su Rai Due dalle 14.00

Domenica 27 settembre ore 9.45 Prova in linea Elite uomini (9 giri) 
Diretta pay su Eurosport 1, Eurosport Player e Dazn, diretta in chiaro su Rai Due e Raiplay.

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 22:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA