Médor, all'inizio fu il collare

Médor, all'inizio fu il collare
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Venerdì 19 Dicembre 2014, 06:18

OROLOGI
Sono passati oltre vent'anni da quando, nell'ormai lontano 1993, Hermès metteva in commercio uno dei suoi segnatempo più amati e ricercati in assoluto: il Médor. Piacevole e facile da indossare come un bracciale, elegante come un gioiello, funzionale come deve essere un orologio, questo modello trae le sue origini da uno dei primi oggetti creati dalla Casa parigina, insieme ai suoi celeberrimi finimenti da equitazione: il collare per cani. Già, perché il migliore amico dell'uomo, assieme al cavallo, costituisce da sempre una fonte di ispirazione per la maison.
BATTUTE DI CACCIA
La sua genesi è singolare e merita di essere raccontata. Il collare, caratterizzato dall'inconfondibile borchia a forma di piramide leggermente convessa, detta anche “Clous de Paris”, fu inizialmente concepito per le battute di caccia, per poi trasformarsi, negli anni '30, in una cintura dal disegno assolutamente originale. Come era facile immaginare, per passare dalla vita al polso delle signore eleganti, il passo è stato breve. Quindi, nel giro di pochi anni, il Médor si trasformò in un bracciale e, successivamente, in un orologio da polso a scomparsa o “misterioso”. Geniale con assieme un pizzico di giocosità, il segnatempo nasconde il tempo che passa sotto la propria cuspide e offrendosi con discrezione allo sguardo solamente una volta che questa viene alzata.
Proposto in due misure e dotato di piramidi in oro rosa o acciaio, l'orologio Médor può essere incastonato in corrispondenza degli spigoli o integralmente tempestato di diamanti, rendendo ancora più preziose le ore così gelosamente custodite. Il movimento è svizzero al quarzo, pensato per garantire precisione e semplicità d'utilizzo. Infinite poi le varianti cromatiche dei cinturini, in alligatore oppure in vitello Barénia, proposti negli straordinari allestimenti che hanno reso Hermès celebre nel mondo.
Paolo Gobbi
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