Da Istanbul a Troia le meraviglie dell'Anatolia

Da Istanbul a Troia le meraviglie dell'Anatolia
2 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Settembre 2014, 05:54

LA META
Molti italiani ci vanno d'estate, alla ricerca del sole e del mare. Ma la Turchia, in autunno, diventa una meta straordinaria. Sulla costa del Mediterraneo e dell'Egeo, l'acqua calda consente di fare il bagno anche a ottobre. Per chi ama l'archeologia e la storia, la fine dell'afa rende piacevole esplorare le rovine delle città greche e romane di Pergamo, di Afrodisia e di Efeso con i loro teatri, le loro strade lastricate e i loro templi a poca distanza dall'Egeo. Più a nord, un grande cavallo di legno segnala il sito di Troia, la città antica più famosa della Turchia.
A poca distanza da Ankara, meritano una visita i siti di Bogazkale, Alacahoyuk e Yazilikaya con i loro bassorilievi scolpiti oltre tremila anni fa dagli Ittiti, un popolo contemporaneo degli Egizi.
Chi preferisce la natura può esplorare le torri di arenaria e gli edifici rupestri della Cappadocia, visitare le sorgenti calde e le vasche naturali di Pamukkale, andare alla ricerca dei fenicotteri sui laghi dell'Anatolia e della foca monaca nelle acque di Aydincik, sulla costa del Mediterraneo.
EURASIA
Ma è Istanbul, la città a cavallo tra l'Europa e l'Asia, ad affascinare più di ogni altro luogo i visitatori. Chi atterra in uno dei due aeroporti (Atatürk sulla sponda europea, Sabiha Gohcen su quella orientale del Bosforo) ha come prima impressione quella di una metropoli ultramoderna. Poi, ai piedi dei grattacieli, degli altri edifici moderni, delle sopraelevate e dei due ponti sul Bosforo, lontano dagli stadi dove giocano il Galatasaray, il Fenerbahce e il Besitkas si scopre la città medievale e ottomana, che sembra immutata nel tempo, e che affascina da generazioni.
«A Istanbul, a differenza che nelle città occidentali, i monumenti storici non sono reliquie protette ed esposte come in un museo, opere di cui ci si vanta con orgoglio. Qui le rovine convivono con la città. Ed è questo ad affascinare viaggiatori e scrittori di viaggi» racconta Orhan Pamuk, il più famoso scrittore turco di oggi.
È così. Lasciati alle spalle i luoghi dello splendore ottomano, dalla moschea di Sultanhmet al palazzo imperiale del Topkapi, si scende verso le strade coperte e le contrattazioni del Bazar, ci si ferma per uno spuntino accanto al Ponte di Galata, ci si imbarca per un tour su un battello sul Bosforo.
E qui, ai piedi dei ponti, in vista delle navi che vanno e vengono dal Mar Nero e delle centinaia di battelli che continuano a collegare le due sponde, si ha ancora l'impressione di essere in uno dei grandi crocevia del pianeta.
S.A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA