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Luca Zaia in diretta oggi: «Veneto giallo per almeno due settimane. Variante Omicron? L'abbiamo trovata nelle acque reflue». Bimbi non vaccinati in Dad? Discriminatorio

Prima conferenza stampa dell'anno del governatore, con gli ultimi dati del virus nella nostra regione: Rt 1,19, Area non critica 19,5%, Terapia intensiva 18,6%

Luca Zaia in diretta oggi
di Beatrice Mani
7 Minuti di Lettura
Lunedì 3 Gennaio 2022, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio, 13:12

Luca Zaia in diretta oggi, lunedì 3 dicembre 2021, per le ultime notizie sulla pandemia da Covid in Veneto. Prima conferenza stampa dell'anno nuovo per il presidente della Regione che illustra gli ultimi dati aggiornati sul virus (la scorsa settimana, va ricordato, abbiamo superato i 14mila casi in 24 ore). Sono molte le questioni che tengono banco: dalle vaccinazioni ad adulti e bambini, al nodo terze dosi, passando per il Green pass rafforzato e le nuove restrizioni e regole che potrebbero arrivare. Una su tutte il ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie: Zaia ha anticipato di essere al lavoro sulla questione e che sono in preparazione una serie di proposte innovative, per intervenire sulle quarantene e le regole negli sitituti rispetto alla situazione vaccinale. C'è poi il nodo del cambio di zona e colore: il Veneto giallo rischia l'arancione? Per le prossime due settimane, secondo i dati portati da Zaia, la nostra regione dovrebbe restare in giallo.

Ospite oggi la dottoressa Francesca Russo, che dirige la Prevenzione della Regione del Veneto che ha portato i risultati di uno studio sulle acque reflue: dal 5 dicembre nelle fogne è stata trovata la variante Omicron, una presenza in crescita esponenziale, tanto che ad oggi è all'80%.

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Zaia in diretta oggi

Il bollettino di oggi


Sono 6.468 i nuovi contagi Covid registrati in Veneto nelle ultime 24 ore. Sono stati passati i 22milioni di tamponi fatti da inizio pandemia. L'incidenza è di 12,99%. Le vittime, sempre nelle ultime 24 ore, sono state 9. La situazione negli ospedali: sono 1516 i ricoverati negli ospedali del Veneto (+50). Di questi, 1.316 sono ospitati nei reparti dell'area medica (+52), mentre sono 200 in terapie intensiva (-2). Continua a salire il numero dei soggetti attualmente positivi, 111.589 in isolameto fiduciario.

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Come stanno andando i vaccini nella nostra regione? 33.760 sono i vaccini somministrati nelle ultime 24 ore, dei quali 26mila dosi booster. Inoltre è stato superato il milione e mezzo entro fine dicembre di terze dosi somministrate. «Siamo comunque preoccupati per la situazione dei ricoveri - ha dichiarato Zaia -, dove i non vaccinati sono l'80% dei pazienti in Terapia intensiva. E uno su due in Area non critica è un non vaccinato, e va ricordato che sono meno del 13% della popolazione veneta. Vedremo nei prossimi giorni come andrà, ma noi non possiamo permetterci gli ospedali pieni. E ringrazio tutti i sanitari che in questi giorni hanno lavorato come se le festività non esistessero». 

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Veneto resta giallo

Secondo i dati odierni la nostra regione resta in giallo: «Siamo a un'incidenza di 820 su 100mila abitanti, Rt 1,19, Area non critica 19,5% (il passaggio scatta a 30%), Terapia intensiva 18,6% (scatta a 20%). Almeno due settimane potremmo farle in assoluto giallo», ha comunicato il governatore. Ovviamente questa previsione è fatta in base ai monitoraggi giorno per giorno e risente dei cambiamenti improvvisi ai quali questo virus ci ha oramai abituati.

Quando sarà il picco Covid?

«Al momento l'incidenza - ha spiegato la dottoressa Russo - non sappiamo se continuerà a crescere, abbiamo una Omicron molto contagiosa, ma non è detto che corrisponda a uno stress sui sistemi sanitari, quindi non possiamo individuare un picco».

Variante Omicron scoperta nelle fogne

Il Covid scoperto nelle acque reflue, la variante Omicron è stata trovata anche nelle fogne. La dottoressa Russo spiega: «È un percorso iniziato da pochi mesi, sperimentale inizialmente ma ora regolamentato grazie a una direttiva europea. Con la Direzione Ambinente, Arpav e Gestori, sono stati mappati i depuratori nel Veneto, nelle province più grosse - Verona, Padova, Vicenza, Treviso e Venezia -, ogni settimana vengono prelevati campioni e ricercato il virus. Nelle ultime settimane abbiamo anche sequenziato il tipo di virus che viene riscontrato. Nell'ultimo test sono stati messi a confronto i campioni di tre settimane dal 5 dicembre in poi: e nella settimana dal 5-11 dicembre siamo stati l'unica regione a trovare Omicron, e la presenza è stata crescente, fino a trovarne l'80% nei campioni di virus riscontrati e sequenziati. Le altre regioni hanno iniziato a scoprire la Omicron nella settimana dal 12-18 dicembre, adesso è stata trovata in tutte le 15 regioni che fanno questi test».

Rispettare le regole

«Abbiamo reportage fotografici dove le mascherine sono un'utopia - ha stigmatizzato Zaia -. E siamo in zona gialla, la mascherina all'aperto è obbligatoria. L'altro aspetto sono gli incontri, le cene: io dico, fate un tampone rapido prima, anche se siete amici o parenti. Il vaccino non è la patente per aver risolto tutti i priblemi: il vaccinato può portare il contagio».

Reinfezioni da Covid

I casi di reinfezione da virus in Veneto ci sono, anche se non sono ancora disponibili dati precisi: «Sono paragonabili ad infezioni, non è che il reinfettato si ammala di meno o di più, rientra nella casistica. Diciamo che aver avuto il Covid non è una patente per non contagiarsi dopo».

Quarta dose

Stiamo ancora facendo le dosi booster e già si parla di quarta dose, e Zaia ipotizza perfino una data: «Chi ha la terza dose, presumo che a giugno ci faranno la quarta. Chiederemo che questo sia comunicato almeno per tempo».

Scuole, rientro dopo le vacanze e Dad per i bambini non vaccinati

Ed eccoci al nodo scuola: cosa succederà dopo il 9 gennaio? Qualcosa, a quanto pare, verrà sicuramente pensato e messo in atto, poiché se le cose restano come sono non sarà possibile non considerare il livello di contagio e l'alto rischio epr i ragazzi all'interno di aule e istituti. Ma c'è un punto sul quale il governatore Zaia non transige: «Io penso che mandare in Dad i bambini non vaccinati, quando non c'è l'obbligo, sia discriminatorio. L'emergenza c'è, la necessità di far qualcosa sulla scuola c'è, e ci stiamo lavorando ma non anticipo nulla. Per altro spesso questi sono bimbi di genitori vaccinati, eviterei di aprire un altro fronte di scontro sociale, ma comunque dovremmo intervenire e faremo alcune proposte innovative. La proposta interverrà sulle quarantene e le regole rispetto alla situazione vaccinale. Avremmo potuto fare come la Gran Bretagna se avessimo portato avanti il tampone fai da te, e così chiedere il test prima del ritorno in classe». 

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Nuove regole sulle quarantene e i contatti

Circolare attuativa del Decreto Legge del Governo, la dottoressa Francesca Russo spiega le norme sulle quarantene. «Abbiamo moltissimi positivi in tutte le regioni, il tracciamento è difficile da seguire, e ci sono moltissimi vaccinati, anche con terza dose. E di tutto questo occorre tener conto. Abbiamo una nuova variante e occorre tener conto delle caratteristiche della Omicron, che però si risolve in 5 giorni».

Il soggetto positivo - viene posto in isolamento.

Se è vaccinato anche con booster, se negli ultimi 3 giorni è asintomatico non fa 10 giorni di quarantena ma 7. Le farmacie fanno i tamponi di prima generazione, quindi non possono effettuare i test di fine quarantena.

Contatti primari del caso positivo

  1. Se il contatto non è vaccinato o ha fatto una prima dose da meno di 14 giorni, resta la quarantena dei 10 giorni e alla fine fa un tampone antigenico o molecolare, se negativo esce.
  2. Se il contatto ha fatto 2 dosi da più di 120 giorni, la quarantena è di 5 giorni, alla fine test.
  3. Se ha fatto 2 dosi e booster, oppure è guarito da meno di 120 giorni dal Covid, non è soggetto a quarantena ma va in autosorveglianza, deve mantenere sempre la mascherina Ffp2. Se diventa positivo diventa un caso.

Contatti a basso rischio

In questo caso i contatti a basso rischio vanno in autosorveglianza, senza restrizioni.

Operatori sanitari

Seguono quello che è previsto dai primi Dpcm, ma viene introdotta la specifica sull'operatore sanitario che si contagia fuori dall'ambiente lavorativo: può tornare al lavoro ma facendo un tampone al giorno.

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