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Ue verso nuovo Patto: piano su energia e difesa. Ecco cosa si è deciso al tavolo dei 27 a Versailles

«È uno stravolgimento profondo del nostro equilibrio - ha detto ieri il presidente francese Emmanuel Macron ricevendo gli ospiti da padrone di casa - dobbiamo essere lucidi, ambiziosi e a prendere le decisioni all'altezza»

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di Francesca Pierantozzi
5 Minuti di Lettura
Venerdì 11 Marzo 2022, 15:19 - Ultimo aggiornamento: 12 Marzo, 11:47

L’Europa si riarma, contro la guerra delle armi e contro quella dell’economia, e lo farà in fretta, nei prossimi due mesi, nei modi e nei tempi fissati ieri a Versailles dai 27 Capi di Stato e di Governo dell’Unione e dai leader delle istituzioni di Bruxelles. Quasi un consiglio di guerra più che un vertice informale, chiamato a serrare i ranghi e ad anticipare riforme (del Patto di stabilità, per esempio, sul cui adeguamento ormai concorda gran parte dei partner, a cominciare dall’Austria in precedenza fortemente contraria) ventilate da decenni. «Dobbiamo rivedere i nostri dogmi – ha detto il padrone di casa Emmanuel Macron, presidente di turno dell’Unione – Le discussioni di questi due giorni hanno reso evidente che c’è una presa di coscienza, e la volontà di andare avanti». Non a caso la conferenza stampa conclusiva si è tenuta nella Galleria delle Battaglie della Reggia: cinque anni fa era qui che Macron aveva incontrato il presidente russo.

L’agenda finale

«Putin ha portato la guerra in Europa», ha esordito il presidente francese, affiancato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Più che di Dichiarazione Finale (come sempre si fa alla fine di un vertice), il presidente francese ha parlato di un’Agenda di Versailles. I ventisette si sono mesi d’accordo su una serie di “compiti” che la Commissione dovrà svolgere nei prossimi due mesi e ha dato mandato per produrre misure che avranno un impatto forte (“storico” è il termine più usato) su energia e difesa, considerati i pilastri di un’Europa sovrana e indipendente, un’Europa per tempi di guerra. All’Ucraina, che chiede di entrare subito nell’Unione, i ventisette hanno risposto che è già «nella famiglia europea» ma che la procedura di adesione seguirà il suo corso, come quella di Moldavia e Georgia, altri due paesi del fronte orientale che bussano alle porte dell’Unione.

Gli aiuti a Kiev

Altri 500milioni di euro saranno in compenso destinati agli aiuti militari per Kiev, che arrivano così a 1 miliardo. «Parteciperà anche la Svezia – ha detto Macron – paese da sempre neutrale». Sulle ricadute energetiche del conflitto e il cappio della dipendenza dal gas russo, i capi di governo chiedono alla Commissione di agire «nei prossimi quindici giorni» per arrivare a un meccanismo europeo di controllo dei prezzi e garanzia delle riserve per il prossimo inverno. Von der Leyen ha confermato l’obiettivo di avere il 90 per cento degli stock necessari per l’inverno coperti dal primo ottobre. A loro volta i ventisette hanno chiesto alla Commissione di proporre al vertice del 24 e 25 marzo un piano per arrivare all’indipendenza da gas, petrolio e carbone provenienti dalla Russia. L’orizzonte è il 2027, come confermato l’altro ieri dalla presidente Von der Leyen.

Più a breve termine invece l’orizzonte per la nuova politica di difesa, che porterà a un riarmo accompagnato da una politica industriale. «Molti di noi sono già al 2 per cento del nostro Pil investito nel settore della difesa (è quello che chiede la Nato, ndr) – ha detto Macron –ma ora dobbiamo farlo in modo coordinato, identificare i bisogni sul piano del bilancio, e anche i bisogni rispetto ai nuovi conflitti, che siano il cyber o lo spazio». Anche qui il mandato alla Commissione è di lavorare a definire strategia e investimenti necessari che saranno discussi in un vertice straordinario per la difesa a fine maggio, prima della riunione Nato di giugno.

La proposta di Macron ai ventisette: un nuovo Recovery per difesa e energia

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Il rischio di carestie

Altro fronte da aprire: quello alimentare. «Ucraina e Russia sono mercati importantissimi per i cereali, l’Europa è già destabilizzata e lo sarà ancora di più tra 12-18 mesi come l’Africa, che rischia carestie – ha detto ancora Macron – dobbiamo ripensare la nostra strategia alimentare». Tutte decisioni che comporteranno investimenti, pubblici e privati e una politica monetaria adattata. «Da europei dovremo finanziarci, come abbiamo saputo farlo durante la pandemia – ha precisato il presidente francese – e dovremo farlo evitando frammentazioni sul mercato finanziario e dei debiti sovrani. E’ la strategia su cui abbiamo cominciato a lavorare e su cui lavoreremo nei prossimi mesi: dovremo dar prova di unità, rapidità, e spirito di responsabilità».

 

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