Gran Bretagna, per i turisti europei potrebbero servire passaporto e visto elettronico

Lunedì 2 Dicembre 2019
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Tutti  i visitatori della Gran Bretagna dovranno compilare un modulo di esenzione dal visto in stile americano dopo la Brexit. E' l'annuncio che farà oggi Boris Johnson. Il piano, parte di un progetto di Tory in cinque punti per rafforzare i confini della Gran Bretagna, consentirà ai funzionari di controllare in anticipo gli arrivi e bloccare coloro che sono considerati una minaccia entrando nel paese. Lo scrive il quotidiano britannico The Sun.

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Quando la tecnologia sarà disponibile, l'autorizzazione di viaggio elettronica - simile alle ESTA necessarie per visitare gli Stati Uniti - dovrà includere dati biometrici. Ciò consentirà agli investigatori di collegare le prove delle scene del crimine agli stranieri nel paese. Johnson illustrerà le proposte durante una visita al personale di frontiera del Regno Unito in programma oggi. Prometterà inoltre di introdurre controlli automatici di entrata e uscita per identificare coloro che hanno superato il visto in una repressione dell'immigrazione clandestina. Per la prima volta, le persone verranno conteggiate ufficialmente dentro e fuori dal paese come parte del piano Tory.
 

 

I cittadini dell'UE, dunque, non saranno più in grado di entrare nel paese utilizzando le loro carte d'identità europee, che sono molto più facili da falsificare rispetto ai passaporti. Le carte d'identità di alcuni paesi, in particolare Italia e Grecia, sono notoriamente facili da falsificare e vengono sfruttate da criminali e terroristi.
 

Se i Tories avranno successo alle urne, dunque, sarà introdotto un sistema di controllo alle frontiere del Regno - denominato Eta (Electronic Travel Authorisation) e simile all'Esta in vigore per i visti d'accesso negli Stati Uniti - a partire dalla fine del periodo di transizione post Brexit previsto per ora nel rispetto dello status quo sino al 31 dicembre 2020. In sostanza i viaggiatori senza visto permanente dovranno comunicare online i loro dati. L'obiettivo dichiarato del governo è quello d'impedire gli ingressi fraudolenti attraverso l'uso di documenti Ue, al momento quantificati in circa mille all'anno. Ma più generale la promessa è un giro di vite sul flusso migratorio complessivo, secondo il modello di filtri adottato per esempio in Australia, con una sorta di valutazione a punti delle «qualità» (talenti, attitudini, compatibilità con le esigenze o le priorità del Paese ricevente) di chi bussa alle porte d'entrata.

Un modello erga omnes nel quale i cittadini europei verranno equiparati dal primo gennaio 2021 agli extracomunitari: con l'obbligo di compilazione di moduli online anche per i semplici turisti e attesa di un ok dalle autorità britanniche all'ingresso 3 giorni prima dell'arrivo in qualsiasi aeroporto o porto dell'isola. Di conseguenza la carta d'identità, utilizzabile oggi per viaggiare dal continente (e dall'Italia) verso Londra e il resto della Gran Bretagna, non basterà più: servirà necessariamente il passaporto. Gli europei sulle cui fedine gravassero condanne di un certo (imprecisato) peso potranno essere inoltre rispediti a casa in ogni momento. E, a scanso di 'imboscamenti', non mancherà un conteggio elettronico In & Out di entrate e uscite. «A causa delle leggi Ue, droga e armi entrano oggi nel nostro Paese dall'Europa, accrescendo il rischio di violenze e tossicodipendenze. Dopo la Brexit i nostri confini saranno molto più sicuri», ha sentenziato la ministra dell'Interno di Johnson. Parole propagandistiche, le ha però replicato a stretto giro Diane Abbott, ministra dell'Interno ombra laburista, stando alla quale la «hard Brexit» di BoJo e soci azzopperà semmai la cooperazione investigativa e d'intelligence con i 27. E dunque, nella realtà, «la sicurezza» stessa del Regno.
 

Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 14:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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