Foto choc, quelle della nuova profanazione anti-ebraica in Francia, ultima di una lunga serie. Immagini che lasciano senza parole: scritte antisemite, soprattutto croci uncinate, sono state ritrovate su ben 107 tombe del cimitero ebraico di Westhoffen, non lontano da Strasburgo. Su Twitter, il premier, Edouard Philippe, ha espresso «ripulsione e disgusto» per quanto accaduto mentre il ministro dell'Interno, Christophe Castaner, ha denunciato atti «abietti e ripugnanti». Da parte sua, il grande rabbino di Francia, Haim Korsia, si è detto «scandalizzato e inorridito» mentre il vicepresidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia, (Crif), Gil Taieb, ha deplorato l'«odio anti-ebraico».
La scoperta della profanazione è avvenuta dopo che erano state rinvenute scritte antisemite nel comune di Schaffhouse-sur-Zorn, a una ventina di chilometri da Westhoffen. Il presidente del Concistoro israelitico, Maurice Dahan, parlando di «profondo choc» della comunità, ha riferito che nel cimitero ci sono circa 700 tombe, tra cui quelle dell'ex presidente del consiglio Léon Blum e dell'ex presidente del Consiglio costituzionale, Jean-Louis Debré. Il prefetto di zona, Jean-Luc Marx, ha condannato «con la più grande fermezza questi odiosi atti antisemiti che colpiscono ancora una volta il Basso-Reno», e ha rivolto il «sostegno più totale alla comunità ebraica».
Martedì, in un intervento sul quotidiano Le Monde, anche 127 intellettuali ebrei avevano espresso la loro opposizione.«Noi, accademici e intellettuali ebrei, di Israele e altrove, tra cui molti specialisti di antisemitismo e di storia del giudaismo e dell'Olocausto, facciamo sentire la nostra voce contro questa proposta», si leggeva nell'appello firmato, tra l'altro, da diversi professori universitari a Parigi, Oxford, Princeton o Gerusalemme. Per loro, quella fornita dall'Alleanza Internazionale per la Memoria dell'Olocausto è una definizione «altamente problematica», in quanto equipara «antisionismo e antisemitismo», quando in realtà, per «numerosi ebrei che si considerano antisionisti, questa confusione è profondamente offensiva». Contraria, tra gli altri, anche la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, timorosa che la risoluzione possa impedire di esercitare il diritto di critica contro Israele. Castaner la considera invece «un gesto simbolico forte». «È nominando le cose che faremo piegare l'odio», ha concluso.
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