Rapporto choc di Science: nel Nordamerica spariti tre miliardi di uccelli in 50 anni

Martedì 24 Settembre 2019
Rapporto choc di Science: nel Nordamerica spariti tre miliardi di uccelli in 50 anni
Di passerotti ce ne sono sempre di meno. Idem i pettirossi. E per non parlare degli uccelli notturni e di altre specie. Sono tre miliardi in meno gli uccellini nei cieli del Nord America, un crollo del 29% dei volatili tra Canada e Stati UNiti.  Il bollettino delle perdite viene da un' analisi pubblicata sulla rivista "Science" realizzata da un team di scienziati guidati da Ken Rosenberg del Laboratorio di ornitologia della Cornell University . «Una crisi di enormi proporzioni» commenta David Yarnold, presidente della prestigiosa associazione Usa  "National Audubon Society'". Lo studio si è basato sui rilevamenti relativi a 529 diverse specie di di uccelli condotti da un team di ricercatori provenienti da università, associazioni private, agenzie governative ecc, che hanno unito gli sforzi combinando vari metodi di ricerca. Secondo gli esperti tra le cause del crollo nel numero degli uccelli ci sono i cambiamenti climatici, la perdita di habitat naturali, l' uso di pesticidi tossici anche per i volatili. I rischi per l' ecosistema appaiono incalcolabili: gli uccelli svolgono un ruolo chiave nei processi di impollinazione, nel controllo degli insetti, nella rigenerazione delle foreste.
Rosenberg ha spiegato che si aspettava dati negativi, ma per quanto riguarda le specie più rare, mentre si attendeva un aumento delle specie comuni. Cioè pensava che avrebbe dovuto prendere atto di un restringimento della biodiversità. Invece i risultati hanno mostrato un arretramento complessivo, anche riguardo le specie più generaliste. Passeri, canarini, fringuelli e merli sono stati colpiti in maniera particolarmente dura.Gli uccelli d'acqua e i rapaci ancora resistono, anche grazie al recupero del loro habitat e agli sforzi di conservazione. Ma tutto il resto è in crollo.
«C'è un'erosione del numero degli uccelli comuni», ha spiegato lo studioso, il cui team ha precisato che anche in Europa si sta verificando un fenomeno simile - ha commentato con il New York Times, l'esperto di clima Kevin Gaston, dell' università di Exeter:«I numeri sulla perdita di uccelli sono simili». 
Gli autori hanno studiato i database nel periodo 2006-2015. Attingendo ai registri del bird watching sono stati poi in grado di tornare indietro nel tempo fino al 1970. Il verdetto è chiaro: se è vero che poche specie sono riuscite a prosperare, la stragrande maggioranza ha vissuto un netto calo. Questi dati sono stati poi incrociati con quelli dei radar meteo di 143 stazioni disseminate nel territorio statunitense. Le rilevazioni sono relative al decennio 2007-2018 e si sono focalizzate soprattutto sulla primavera, che è la stagione delle migrazioni. Queste strumentazioni hanno misurato un declino del 14 per cento, perfettamente coerente con quello dei database del bird watching. 
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