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Putin, il discorso del 9 maggio: cosa dirà? Lo zar potrebbe fare un annuncio “apocalittico” per l'Occidente

Domani alla Piazza Rossa si terrà la parata militare del giorno della Vittoria, un palco da cui il presidente potrebbe lanciare nuovi avvertimenti all'occidente

Putin il 9 maggio potrebbe fare un annuncio "apocalittico" per l'Occidente: le ipotesi sul discorso
5 Minuti di Lettura
Domenica 8 Maggio 2022, 16:22 - Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 11:31

Potrebbe essere un «avvertimento apocalittico per l'Occidente» quello che Putin farà domani, 9 maggio, dalla tribuna della Piazza Rossa davanti al Mausoleo di Vladimir Lenin per le celebrazioni del 77esimo Giorno della Vittoria dell'Unione Sovietica sulla Germania Nazista.

A dirlo è l'agenzia Reuters, mentre gli occhi del mondo sono puntati su Mosca e si rincorrono le ipotesi sulle parole che il presidente russo potrebbe pronunciare nella più importante e simbolica ricorrenza russa. Parole che, come la recente storia ci insegna, potrebbero tradursi presto in fatti ed avere conseguenze dirette sulla guerra in Ucraina in corso. 

Alla parata anche l'aereo del Presidente in caso di "allerta nucleare"

Il presidente Putin parlerà domani davanti a una parata di carri armati, truppe, razzi e missili balistici intercontinentali che sfileranno domani in parata alla Piazza Rossa, mentre caccia supersonici, bombardieri strategici Tu-160 sorvoleranno la Cattedrale di San Basilio. Quella del 9 maggio sarà una "mostra di muscoli" in piena regola a cui parteciperà, secondo gli annunci del Ministero della Difesa anche l'aereo di comando Il-80 "doomsday", il velievolo che trasporterebbe i vertici russi in caso di guerra nucleare. 

L'annuncio da "giorno del giudizio"

Secondo Reuters è possibile che il presidente Vladimir Putin approfitti del palcoscenico del 9 maggio per lanciare un avvertimento "apocalittico" all'occidente. L'agenzia non specifica concretamente il contenuto dell'annuncio ma rimarca come tutta la narrativa del leader del Cremlino evidenzi ormai di un'aperta ostilità con l'occidente e non solo con Kiev. Ad esempio pochi giorni fa il presidente della Duma, Vjaceslav Volodin, ha attaccato i paesi occidentali che ostacolano l'operazione speciale di denazificazione in Ucraina, «Partecipando direttamente alle ostilità», fornendo armi e offrendo «il coordinamento e lo sviluppo delle operazioni militari». L'ostilità - almeno a parole - con l'occidente era già presente nel discorso che il presidente Putin aveva pronunciato lo scorso anno nella stessa ricorrenza in cui aveva parlato dell'ascesa del neonazismo e della russofobia in occidente.

 

Putin minaccerà direttamente l'occidente? 

Tuttavia, l'idea che Putin stia preparando una vera dichiarazione di guerra all'occidente o una mobilitazione nazionale è stata smentita dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che lo scorso mercoledì ha respinto queste teorie definendole "assurdità". 

In effetti annunciare una mobilitazione generale potrebbe avere conseguenze negative sulla popolarità di Putin perchè significherebbe rinunciare alla definizione di "operazione militare speciale" ammettendo che quella con l'Ucraina è effettivamente una guerra, e che l'esercito russo è in difficoltà. Una doppia ammissione inaccettabile per Putin, anche se una "chiamata alle armi" è già in atto - sottotraccia - in tutto il paese. Lo dimostrano numerosi annunci degli uffici di collocamento che offrono posti a contratto per ex militari in tutto il paese. Requisiti: età sotto i 50 anni, fedina pulita e un passato nell'esercito. 

 

L'annuncio dell'annessione del Donbass

Secondo alcune fonti del Cremlino Putin potrebbe approfittare dell'occasione per annunciare l'annessione del Donbass. Sarebbe possibile anche un video-collegamento con i leader del Donetsk e Lugansk in vista anche di un referendum che dovrebbe tenersi il prossimo settembre (e non il 15 maggio come precedentemente annunciato da "Meduza"). 

Gli obiettivi raggiunti in Ucraina: Mariupol e Kherson

In alternativa, Putin potrebbe parlare dei successi ottenuti in Ucraina, dalla presa di Kherson, in cui l'amministrazione occupante ha chiesto l'annessione alla Russia, o la conquista di Mariupol contro i nazisti del Battaglione Azov.

Il ritorno dell'URSS 

L'insistere della narrativa del Cremlino sulla de-nazificazione e l'elogio alla lotta al nazismo condotta durante la seconda guerra mondiale dall'Unione Sovietica, porta alcuni analisti a ipotizzare un possibile annuncio di Putin di ambizioni di riconquistare i territori ex-sovietici. Il presidente russo potrebbe accennare a mire neo-imperialiste per la restaurazione dei confini pre-91

Di fatto tutta la narrativa del Cremlino è stata volta fino ad ora a paragonare l'operazione militare in Ucraina alla sfida che l'Urss ha affrontato i nazisti di Adolf Hitler nel 1941.  «Il tentativo di placare l'aggressore alla vigilia della Grande Guerra Patriottica si è rivelato un errore che è costato caro al nostro popolo» aveva detto il presidente lo scorso 24 febbraio annunciando la nuova operazione in Ucraina «Non faremo un errore del genere una seconda volta, non abbiamo alcun diritto». 

Al di là di tutte le ipotesi, la volontà di ricompattare il proprio popolo contro il nemico comune - i nazisti ucraini, e in secondo luogo, l'occidente - rievocando la più grande vittoria della storia russa sarà molto probabilmente al centro del discorso di Putin. Un intervento essenziale di fronte allo scontento serpeggiante anche se inesprimibile per una guerra che sta imponendo costi altissimi alla popolazione russa, in termini economici a causa delle sazioni e in termini di vite dei giovani militari russi.

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