Putin censura il web, ma al Cremlino spendono 8 milioni per aggirare i blocchi: ecco come (e la doppia strategia)

Bloccati Facebook e Twitter ma l'informazione straniera è vitale

Putin censura i siti online ma al Cremlino spendono 8 milioni per aggirare i blocchi: ecco come (e la doppia strategia)
3 Minuti di Lettura
Martedì 31 Maggio 2022, 16:44 - Ultimo aggiornamento: 18:22

La guerra tra Ucraina e Russia è anche online. Secondo l'analisi del gruppo per i diritti digitali Top10VPN i funzionari russi hanno sborsato l'equivalente di 8 milioni di dollari per acquistare tecnologia VPN (reti private virtuali), in modo da mascherare la propria attività online (il proprio indirizzo IP) e aggirare così i sistemi di censura imposti da Putin. Per quale motivo?

Partiamo da un dato: la domanda delle VPN è aumentata in Russia a marzo in seguito all'invasione dell'Ucraina, quando è iniziato il blocco delle principali piattaforme occidentali tra cui Facebook, Twitter e i notiziari stranieri. Il Tesoro federale russo, sempre secondo l'analisi del gruppo per i diritti digitali e la privacy Top10VPN, ha pubblicato 236 contratti ufficiali per la tecnologia VPN per un totale di quasi 10 milioni di dollari. Ciò includeva contratti da agenzie governative russe e società private, sebbene la stragrande maggioranza della spesa provenisse da agenzie governative. Un contratto, per il dipartimento del ministero dell'Interno russo per il territorio di Krasnoyarsk, riguarda in particolare «la fornitura di servizi energetici per la fornitura di canali di trasferimento dati e punti di accesso a Internet» e vale 1,8 milioni di dollari.

«La terza guerra mondiale è già iniziata, dobbiamo demilitarizzare la Nato» la frase choc della giornalista alla tv russa

Così in Russia si aggira la censura online

In una ricerca condivisa con Insider all'inizio di questo mese, Top10VPN ha scoperto che lo stato russo sta bloccando i siti anche nelle parti più marginali di Internet per censurare i messaggi sull'Ucraina. Un portavoce del Cremlino ha ammesso ad aprile di utilizzare una VPN , dicendo: «Perché no, non è vietato».

«Mentre il Cremlino continua a bloccare centinaia di siti Web per cercare di controllare la narrativa che circonda l'invasione dell'Ucraina, è probabile che i funzionari diventino sempre più dipendenti dalle VPN per mantenere l'accesso a informazioni vitali dall'estero», ha spiegato il ricercatore sui diritti digitali di Top10VPN Samuel Woodhams, uno dei gli autori del rapporto.

Il ruolo della tecnologia VPN 

«Dato quanto sono estese le restrizioni sui contenuti ora, non sorprende che i funzionari, come i cittadini, stiano cercando di aggirare le restrizioni. La tecnologia VPN svolge anche un ruolo cruciale nel consentire il lavoro remoto sicuro e nel migliorare in generale la sicurezza operativa» ha aggiunto Woodhams.

Woodhams ha affermato che sebbene i funzionari statali stiano spendendo milioni per le VPN, esistono rapporti secondo cui la Russia sta cercando di interrompere comunque l'accesso alla VPN. «I tentativi di interrompere le VPN non solo impedirebbero ai cittadini di accedere a contenuti censurati, ma impedirebbero anche alle aziende legittime e ai dipartimenti governativi ufficiali di mantenere l'accesso alle principali fonti di informazioni» ha affermato Woodhams.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA