Presidenziali Usa 2020, mai così tanti candidati dem: ecco la truppa anti-Trump

Sabato 13 Aprile 2019 di Anna Guaita
Presidenziali Usa 2020, mai così tanti candidati dem: ecco la truppa anti-Trump
NEW YORK – Adesso che gli effetti del primo dibattito democratico hanno avuto tempo di sedimentare, ecco che si registra il primo “abbandono”, con il 38enne deputato californiano Eric Swalwell che annuncia la sua uscita dalla corsa per la nomination democratica. Swalwell non è riuscito a raccogliere sufficienti fondi e a trovare abbastanza sostenitori per sperare di potersi qualificare per il dibattito di settembre, quando i requisiti per essere ammessi sul palco saranno molto più severi di quanto non lo siano stati a giugno o lo saranno al dibattito alla fine di luglio a Detroit. Mentre lui esce però si fa avanti un altro candidato, al quale i soldi certo non mancano. Si tratta del miliardario 62enne Tom Steyer, manager di hedge funds, appassionato ambientalista e difensore dei diritti civili. Steyer aveva detto qualche mese fa che non si sarebbe candidato e ha cominciato invece a finanziare varie iniziative liberal, lanciando anche una campagna televisiva per l’impeachment di Donald Trump. Nel frattempo i sondaggi continuano a tenere l’ex vicepresidente Joe Biden in testa alla folta truppa dei candidati, che elenchiamo qui di seguito, alfabeticamente, dividendoli in categorie (Deputati, Senatori, Governatori, Imprenditori, Sindaci, Attivisti, Ex). Li troverete tutti insieme di nuovo il 30 e il 31 luglio per il secondo dibattito, che si terrà a Detroit, gestito dalla Cnn.

DEPUTATI:
 
Tulsi Gabbard: 37 anni, deputata delle Hawaii. E’ nata a Leloaloa, nelle Samoa americane. E’ una veterana della guerra in Iraq, prima deputata di religione induista e prima di origini samoane. Surfista, atleta e maestra di arti marziali, ha posizioni molto liberal e vicine a quelle di Bernie Sanders, ma nel passato si è opposta ai diritti dei gay. E’ polemica circa la politica Usa nel Medio Oriente. E’ stata molto criticata per aver personalmente incontrato il dittatore siriano Bashir al-Assad nel gennaio del 2017, con la sponsorizzazione di una organizzazione libanese che lo sostiene.


 
Seth Moulton, 40 anni, deputato del Massachusetts, sposato, non ha figli. E' sceso in pista il giorno dopo Pasqua, arrivando in un campo già affollato. I suoi consiglieri pensano tuttavia che il veterano, eroe di guerra e laureato ad Harvard, abbia una carta che gli altri non hanno perchè ha messo al primo posto nel suo programma il problema della sicurezza, ed è un forte difensore delle Forze Armate. E' anche però un sostenitore delle politiche per l'ambiente e per il controllo delle armi. Moulton è un ex Marine, che ha guidato la prima brigata entrata a Baghdad nella guerra del 2003



Tim Ryan: 45 anni, deputato dell’Ohio dal 2003, ha sangue italiano da parte della madre, Maria Rizzi. E’ sposato, ha un bambino di cinque anni. Viene considerato un centrista, e lui stesso sostiene di essere in grado di fare da ponte fra i due partiti. Nel passato era più conservatore, per esempio sul diritto pro-choice in materia di aborto, ma si è spostato su posizioni più liberal. Appassionato cacciatore, rimane un sostenitore del diritto di possedere armi. E’ anche un convinto sostenitore dei meriti dello yoga e della meditazione, sui quali ha scritto un libro, e vorrebbe che venissero insegnati a scuola.


 
 
SENATORI

Michael Bennett: senatore del Colorado dal 2009, sposato, ha tre figli. E' noto per essere un moderato e pragmatico. Ha come priorità il rafforzamento della classe media e il miglioramento del sistema dell'istruzione. Ha annunciato di correre per la presidenza, nonostante abbia scoperto di avere un cancro alla prostata: "E' curabile e non mi rallenterà" ha dichiarato. 



Cory Booker: Primo senatore afro-americano del New Jersey, laureato a Stanford e Yale, ha studiato anche a Oxford. Ex sindaco di Newark, dove per otto anni ha guidato verso la ripresa la città sull’orlo della catastrofe. E’ stato un “sindaco fra la gente”, e ha personalmente catturato un ladro e salvato un’anziana signora da un incendio. Ha 49 anni. Non è mai stato sposato, ma ha avuto una serie di girl friends, e ora è legato all’attrice Rosario Isabel Dawson. E’ uno dei senatori più liberal, dotato di trascinante eloquenza e perenne ottimismo.



Stephen Clark Bullock, governatore del Montana, 53 anni, sposato con tre figli. Laureato in legge alla Columbia University. E' governatore di uno degli Stati più "rossi" d'America. E questo è il suo messaggio elettorale, proprio il fatto che sia riuscito a essere rieletto nel 2016, nella stessa tornata elettorale in cui Donald Trump vinse le presidenziali con un vantaggio del 20 per cento su Hillary Clinton. Bullock è un governatore popolare, moderato, ma fedele ai principi di base del programma democratico: difesa dell'ambiente, lotta alle armi, diritti civili.



Kirsten Gillibrand: Senatrice dello Stato di New York dal 2009. Laureata a Dartmouth, con diploma in legge alla University of California, 52 anni. Figlia di avvocati, è sposata e ha due figli. Ha esordito in politica come volontaria nella campagna senatoriale di Hillary Clinton, nel 2000. E’ diventata deputata nel 2006, ed ha fatto parte del gruppo dei “Blue Dog Democrats”, cioè di quell’area del partito liberal in materia sociale e moderata in materia economico-fiscale. Nel 2009 è diventata senatrice, nello stesso seggio che era stato di Hillary. Come senatrice è diventata sempre più liberal. E’ stata all’avanguardia del movimento #MeToo e gode di grande popolarità fra le donne.


 

Kamala Harris: Senatrice della California. Già ministro della Giustizia della California e precedentemente procuratore distrettuale di San Francisco. Laureata a Howard e con specializzazione in legge alla University of California Los Angeles. Figlia di una ricercatrice sul cancro immigrata dall’India e di un economista professore universitario immigrato dalla Giamaica, Kamala, 54 anni, è la prima caraibico-americana a correre per la presidenza. Oltre a conoscere bene l’India, ha passato parte della sua gioventù in Canada, dove la madre insegnava alla McGill University di Montreal. E’ sposata a un collega, bianco, e non ha figli. In sanscrito il suo nome significa “Fiore di Loto”. E’ un cocktail di culture diverse, di esperienze diverse e ha visto il mondo. Non a caso molti la definiscono “la Obama donna”. Ma è valutata con sospetto da molti liberal per il suo operato da procuratore, giudicato eccessivamente aggressivo e troppo spesso “colpevolista”.


 
Amy Klobuchar: Senatrice del Minnesota. Laureata a Yale e con specializzazione in legge University of Chicago, 58 anni. Avvocato, sposata a un avvocato e professore di legge, ha una figlia. E’ stata rieletta tre volte al Senato, è molto nota e rispettata nel MidWest, e sostiene di avere la forza di recuperare al voto democratico quegli Stati – come il Michigan e il Wisconsin – che nel 2016 hanno lasciato il partito dell’Asinello, per votare per Donald Trump. E’ liberal e in linea con le posizioni del partito democratico. Si dice però che abbia un pessimo carattere, e i suoi collaboratori e stagisti l’accusano di essere collerica e di trattare male i sottoposti. 


 
Bernie Sanders: 77 anni, ha una lunga carriera politica alle spalle. Oggi è senatore del Vermont, di cui è stato anche deputato, e prima ancora sindaco della città più grande dello Stato, Burlington. Sebbene abbia corso alle primarie presidenziali del 2016 come democratico e si ripresenti di nuovo come democratico, è un indipendente, fortemente progressista su tutti i fronti. I sostenitori di Bernie sono tanti e molto appassionati, al punto di poter diventare aggressivi contro i rivali del loro beniamino, e sono stati alle volte accusati di aver fatto ricorso al trolling. Dopo la sua sconfitta alle primarie, nel 2016 molti non sono andati alle urne rifiutandosi di votare per la rivale Hillary Clinton. Sanders è stato il primo a rifiutare finanziamenti da grandi aziende e gruppi di pressione e accetta solo piccole donazioni. Sostiene che la salute e l’istruzione sono dei diritti umani. E’ un convinto ambientalista, e chiede una economia che “funzioni per tutti non solo per gli ultraricchi”. Vorrebbe una tassazione più vasta, per garantire maggior eguaglianza.  E’ stato sposato a Debora Shiling fino al 1968. Ha avuto un figlio, Levi, da una relazione con Susan Mott nel 1969. Nel 1988 ha sposato in seconde nozze Jean O’Meara, che aveva già tre figli, Heather, Carina e David. Sia Levi che Carina stanno tentando anche loro la carriera politica, ma alle elezioni del novembre 2018 sono stati tutti e due sconfitti, lui come deputato nel New Hampshire, lei come sindaco di Burlington.


 
Elizabeth Warren: Senatrice del Massachusetts, è stata l’ideatrice e la prima direttrice del “Consumer Financial Protection Bureau”, l’ente per la difesa dei consumatori, durante l’Amministrazione Obama. Conserva, in quanto professore emerito, la cattedra di legge ad Harvard. Sposata a un professore di legge, anche lui di Harvard, ha avuto due figli dal primo marito, dal quale ha divorziato nel 1978. Ha 69 anni. E’ considerata uno dei massimi esperti di legge fallimentare, sulla quale ha anche scritto dei manuali. E’ di posizioni nettamente progressiste, e combatte per l’assicurazione medica nazionale, un aumento delle tasse per gli ultraricchi, università statali economicamente più accessibili per la classe media, il divieto di vendita di armi d’assalto, l’abolizione della pena di morte. Trump l’ha soprannominata “Pocahontas” (dal nome di una famosa eroina indiana) prendendola in giro per il fatto che aveva sostenuto di avere origini indiane. Un test del Dna ha poi dimostrato che Elizabeth ha avuto un lontanissimo antenato indiano nel suo albero genealogico, fra 6 e 10 generazioni prima di lei.


 
GOVERNATORI:
 
Jay Inslee: E’ stato deputato e oggi è governatore dello Stato di Washington. Laureato in legge, ha 68 anni, è sposato e ha tre figli. E’ stato campione di basket da giovane, ed è da sempre appassionato ambientalista. Da deputato è stato premiato con il titolo di “Amico dei Parchi Nazionali” per la dedizione dimostrata nel proteggere questo “tesoro pubblico” della nazione. Nel 2012 è stato eletto governatore con un messaggio molto progressista nei diritti umani e nettamente ambientalista. Accusa i repubblicani di essere “allergici alla scienza”, e sostiene che nell’industria delle energie alternative si possono trovare i lavori ben pagati di domani.


 
IMPRENDITORI:
 
Andrew Yang: Imprenditore di 44 anni, laureato in economia e legge, sposato, non ha figli. Ha fondato Venture for America, un’organizzazione specializzata nel lancio di startup. La sua campagna presidenziale si basa su due concetti essenziali: garantire l’assicurazione medica a tutti, e dare un reddito di mille dollari a ogni cittadino sopra i 18 anni. Lo definisce “Freedom Dividend”, e sostiene che ovvierebbe alla crescente meccanizzazione e automazione dei posti di lavoro. Ha annunciato che farà campagna anche nei luoghi più remoti ricorrendo a immagini olografiche tridimensionali di se stesso. Il suo slogan elettorale recita: “Not left, not right. Forward” (Non a sinistra, non a destra. Avanti)


 
Tom Steyer: 62 anni, nato a New York, laureato in economia alla Yale University e alla Stanford University è stato da giovane un appassionato giocatore di calcio. Proveniente da una famiglia benestante, ha lavorato a Wall Street e poi ha fondato una società di investimenti, nota per essere spregiudicata, e indifferente ai problemi ambientali. Attaccato dagli stessi studenti di Yale, Steyer si è avvicinato alla causa ambientalista, ha lasciato la sua società e ne ha fondato una, NextGen, dedicata alla ricerca di nuove energie alternative. Steyer, la cui fortuna si aggira sui due miliardi di dollari, è ora noto per le sue posizioni in difesa dell’ambiente e dei diritti civili, e ha detto di essere pronto a sborsare fino a cento milioni di dollari di tasca propria per le elezioni. Nei mesi scorsi ha finanziato una campagna di spot tv  a favore dell’impeachment di Donald Trump.



SINDACI:
 
Pete Buttigieg: A 37 anni, è sindaco (rieletto con l’80 per cento dei voti) della città di South Bend, in Indiana. Dopo essere stato arruolato nella Marina e aver servito in Afghanistan, nel 2014, Buttgieg ha rivelato di essere gay. Un anno fa ha sposato Chasten Glezman, insegnante alla scuola media Montessori di South Bend, e insieme hanno adottato due cani, Truman and Buddy. Se “Mayor Pete” venisse eletto, sarebbe il primo presidente gay, e il primo uomo ad avere accanto non una “first lady”, ma un “first gentleman”. Buttigieg è il fenomeno di questi primi mesi di campagna elettorale. Figlio di un padre immigrato da Malta, parla varie lingue, perfino un po’ di italiano. Ha studiato ad Harvard e a Oxford. Nel 2016 lo stesso Barack Obama lo ha indicato come una “potenziale luce guida” del partito democratico del futuro. Si autodefinisce “un progressista che crede nel capitalismo democratico”. E’ convinto sostenitore dell’assistenza medica per tutti, delle politiche in difesa dell’ambiente e a favore dei diritti civili. Favorisce una politica dell’immigrazione più tollerante verso i giovani, e controlli severi nella vendita delle armi.



Bill de Blasio: 58 anni, sposato, due figli. E' sindaco di New York dal 2014. Laureato in politica internazionale alla Columbia University. E' un liberal, e combatte per temi cari ai progressisti, come l'ambiente, i diritti civili, l'assistenza popolare. E' sceso in pista definendosi "un manager progressista". E' amico di Hillary e Bill Clinton, e quindi è vicino all'establishment del partito, ma anche di Bernie Sanders e all'ala più di sinistra dei Dem.  I nonni materni provenivano dalla Basilicata e dalla Campania. La madre, Angela De Blasio, ha scritto un libro sulla storia della Resistenza in Italia duranne la Seconda Guerra Mondiale. La moglie, la poetessa e scrittrice afro-americana Chirlene McCray, è un'attivista dei diritti civili.



Wayne Messam: Sindaco di Miramar, città nel sud della Florida, ed ex campione di football. Ha 44 anni ed è proprietario di una società di costruzioni. Sposato, ha tre figli. E’ presidente del National Black Caucus of Local Elected Officials, la Società Nazionale di funzionari Afro-Americani. Figlio di immigrati giamaicani, Dem centrista, sostiene che i sindaci sono i migliori candidati da giudicare perché “il loro operato si vede subito”.


 
EX (ex vicepresidenti, ex sindaci ed ex governatori)

Joe Biden: L’ex vicepresidente si è finalmente deciso ed è sceso in pista il 25 aprile, con un video tutto concepito come un attacco contro Donald Trump. L’ex vice di Obama ha 76 anni, è rimasto vedovo nel 1972, e poi risposato con Jill Jacob nel 1977. E’ già favorito nei sondaggi, un po’ per il rimpianto che i Dem hanno per la presidenza di Barack Obama, un po’ perché riscuote personalmente reale simpatia. Nel giorno della sua scesa in campo le rilevazioni lo davano di otto punti in vantaggio anche su Donald Trump.  Ultimamente si sono addensate nubi sul suo nome per la sua tendenza a toccare con troppa familiarità tutte le persone che incontra, sia uomini che donne. Nell’attuale atmosfera di contestazione da parte delle donne per le molestie troppo a lungo subite e con il movimento #MeToo che domina, Biden è stato criticato, nonostante le sue effusioni non abbiano mai avuto nulla di sessuale o di molesto (come le stesse donne che ne parlano confermano). Biden è un classico Dem liberal, ma a differenza di tanti altri candidati ha un lunghissimo curriculum di attività politica, grazie ai suoi 36 anni da senatore e agli 8 da vicepresidente. Ha già corso per la presidenza nel 1988 e nel 2008, e tutte e due le volte si è ritirato durante le primarie, superato dagli altri candidati (Michael Dukakis nel 1988, e Barack Obama nel 2008). E’ molto popolare presso l’elettorato popolare, operaio e bianco, ma dovrà conquistarsi la fiducia delle minoranze. 


 
Julian Castro: già sindaco di San Antonio in Texas e poi ministro della edilizia popolare nell’Amministrazione Obama, 44 anni, sposato con due bambini. Con il fratello gemello (identico) Joaquin Castro, deputato democratico del Texas, è molto seguito e ammirato dalla comunità latino-americana. Laureato a Stanford, diplomato in legge ad Harvard, era fra i favoritissimi di Hillary Clinton come possibile proprio vice nelle presidenziali del 2016. A tagliargli le gambe fu il fatto di aver violato una legge che vieta ai funzionari federali di parlare di campagne elettorali: in una intervista tv, Castro, ancora ministro, aveva fatto dei commenti di aperto sostegno per Clinton. Una violazione che oggi, con un Paese abituato alle trasgressioni di Trump, forse pochi noterebbero, ma che allora fu giudicata seria e finì sulle prime pagine. E’ un Dem liberal, a favore dell’assistenza sanitaria, del libero commercio, dell’ambiente, del controllo delle armi. Pur essendo cattolico, è pro-choice in materia d’aborto. E’ favorevole a garantire l’asilo nido gratuito per tutti.


 
John Delaney: 55 anni, è stato deputato del Maryland. Sposato, ha 4 figlie. Laureato alla Columbia University, ha preso il diploma in legge alla Georgetown University. E’ un imprenditore che ha fondato due aziende finanziarie oggi quotate in borsa. Durante i suoi tre mandati alla Camera ha ricevuto il titolo di “deputato più bipartisan”. Si autodefinisce “un moderato che cerca soluzioni”. E’ molto attivo nella difesa dei diritti umani, e favorisce tasse più alte per le corporations per finanziare il rilancio delle infrastrutture al livello nazionale. Il suo slogan è “Focus on the Future”.


 
John Wright Hickenlooper, ex sindaco di Denver ed ex governatore del Colorado. Ha 66 anni, è laureato in geologia alla Wesleyan University. E’ sposato, ha un figlio. Dopo un periodo da geologo, negli anni Ottanta, ha aperto una birreria a Denver, per poi darsi alla politica. Suona la chitarra e talvolta viene definito “eccentrico”. E’ un appassionato ambientalista, e un forte sostenitore del capitalismo democratico. Crede nella politica del consenso, tanto che era girata voce che potesse presentarsi in un ticket con l’amico, ex governatore dell’Ohio John Kasich, un repubblicano anti-Trump. Il suo slogan è: “Stand tall with us” (più o meno: “Sii orgoglioso con noi”)


 
Beto O’Rourke: Il suo nome vero è Robert, ma è diventato famoso con il soprannome in spagnolo. Ex sindaco di El Paso, ex deputato del Texas, il 46enne politico è famoso negli Usa per la sua gara all’ultimo voto lo scorso novembre contro il senatore repubblicano Ted Cruz. Beto ha perso, ma il solo fatto che la sua candidatura a senatore nel più “rosso” degli Stati Usa, contro un senatore popolare, sia diventata una gara al cardiopalmo, ha provato la sua capacità di attirare anche i voti e il sostegno di indipendenti e addirittura anche di repubblicani moderati. E’ sposato dal 2005 a Amy Hoover Sanders, insegnante e attivista per gli immigrati, esponente di una ricca e importante famiglia texana. La coppia ha tre bambini, Ulysses di 11 anni, Molly di 10 ed Henry di 7. Hanno anche un cane, Artemis, una labrador nero che è diventata un fenomeno nei social per i suoi “occhi dolci e malinconici”. Beto era la “giovane promessa” del partito, ma ultimamente ha perso un po’ di smalto, anche se i suoi comizi in Texas – sempre organizzati in occasione di visite di Donald Trump al confine - attirano comunque migliaia di persone.



ATTIVISTI:

Marianne Williamson: Autrice di 13 bestseller self-help e attivista sociale, Marianne Williamson sostiene che oggi la politica negli Usa è “staccata dal cuore” e che ci vuole un “dialogo nazionale” per giungere a una riconciliazione. 66 anni, ha fondato “Project Angel Food” per portare cibo a malati gravi soli a casa, e “The Peace Alliance” che favorisce progetti per la pace. Non è una politica. E’ considerata una guida spirituale. I suoi libri di self help sono stati sostenuti con rara passione da Oprah Winfrey, la grande star e opinionista afro americana.  


 









 
  Ultimo aggiornamento: 9 Luglio, 19:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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