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Mar Nero, il nuovo fronte della guerra. Le navi russe arretrano, ma si teme scontro con la "scorta" Nato al grano

La Marina di Kiev specifica che circa 30 navi e sottomarini russi hanno continuato a tenere bloccato il movimento dai porti ucraini delle navi civili

Mar Nero, il nuovo fronte della guerra. Le navi russe arretrano, ma si teme scontro con la "scorta" Nato al grano
di Cristiana Mangani
5 Minuti di Lettura
Martedì 7 Giugno 2022, 10:34 - Ultimo aggiornamento: 14:23

Da una parte lo sblocco delle partite di grano ferme nei porti e le complesse trattative in corso, dall'altra la controffensiva ucraina. È di queste ore l'annuncio della Marina di Kiev, secondo la quale le navi russe si sono ritirate dalle acque costiere del Mar Nero a più di 100 chilometri (circa 65 miglia) dalle coste ucraine. E questo è avvenuto - affermano -  a causa degli attacchi dei militari ucraini con missili e droni.

Mar Nero, le navi russe arretrano

Mosca aveva già schierato sistemi missilistici costieri nelle regioni della Crimea e di Kherson, nel tentativo - afferma ancora la Marina - di riprendere il controllo delle parti nord-occidentali del Mar Nero. La decisione di spostare le navi, comunque - viene sottolineato - non elimina la minaccia di attacchi missilistici dal mare. «Dall'inizio dell'invasione, navi e sottomarini nemici hanno lanciato più di 300 missili da crociera sul territorio ucraino - spiegano da Kiev -. Attualmente, l'intensità degli attacchi con missili da crociera Calibre è diminuita, mentre il nemico ha iniziato a colpire bersagli a terra con missili antinave. Probabilmente, questo indica che la Russia ha utilizzato una quantità significativa di armi missilistiche moderne ed è costretta a utilizzare tipi di missili obsoleti».

 

La zona grigia

La Marina specifica che circa 30 navi e sottomarini russi hanno continuato a tenere bloccato il movimento dai porti ucraini delle navi civili. E questo anche se, recentemente, Putin aveva aperto alla possibilità che le navi commerciali ferme dall'inizio della guerra a Mariupol, potessero tornare a viaggiare. «Attualmente, ci sono fino a 12 grandi navi da sbarco nel Mar Nero, ma più di un terzo di queste è in riparazione - è il report della Marina riferito dalla Cnn -. Abbiamo privato la flotta russa del Mar Nero del controllo completo sulla parte nord-occidentale, che è diventata una “zona grigia. Allo stesso tempo, il nemico ha adottato le nostre tattiche e sta cercando di riprendere il controllo della parte nord-occidentale del Mar Nero attraverso sistemi missilistici costieri e missili da crociera aerei». Inoltre, aggiungono gli esperti, c'è ancora il rischio che i russi possa far sbarcare truppe tattiche e gruppi di sabotaggio e ricognizione sulla costa di Odessa, soprattutto in condizioni climatiche favorevoli in estate».

Mar Nero, il nuovo fronte della guerra

E infatti, secondo l'ex comandante supremo alleato della Nato, James Stavridis, sarà proprio quello del Mar Nero il  "nuovo fronte" nella guerra Russia-Ucraina e potrà coinvolgere gli alleati occidentali che si occuperanno di scortare le spedizioni di grano dentro e fuori il Paese sotto assedio. Stavridis specifica che le navi militari russe «dominano la parte settentrionale del Mar Nero». «Hanno 40 navi da guerra, gli ucraini ne hanno effettivamente zero - sottolinea -. I russi stanno bloccando quella costa ucraina, non consentendo spedizioni vitali di grano importanti per l'economia ucraina, ma assolutamente essenziali per le scorte alimentari mondiali. Quindi - aggiunge - penso che questo conflitto coinvolgerà la scorta di petroliere per il grano dentro e fuori Odessa». Stavridis afferma che la missione verrà svolta dalle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. «Ma potrà rappresentare un nuovo fronte di guerra», ribadisce.

Gli Usa nel Mar Nero

Nei giorni scorsi, un funzionario ucraino aveva dichiarato che gli Stati Uniti stavano lavorando a un piano per liberare il Mar Nero dalle navi russe e sbloccare i porti. «L'efficace lavoro degli ucraini sulle navi da guerra ha convinto (gli Stati Uniti) a preparare un piano per sbloccare i porti - ha twittato il mese scorso il consigliere del ministero degli affari interni ucraino Anton Gerashchenko -. Sono in discussione le consegne di potenti armi antinave (missili d'attacco navale con una portata di 250-300 km)».

E la stessa dichiarazione è stata fatta anche dal ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, che ha parlato della missione Nato alla quale stanno lavorando anche funzionari ucraini, per trasportare il grano oltre i blocchi russi. Il vice governatore della città portuale ucraina di Odessa, Ala Stoyanova, ha recentemente affermato di ritenere che il presidente russo Vladimir Putin abbia cercato di far morire di fame i paesi poveri con il blocco del Mar Nero. «Quando blocca i nostri porti, in questo modo sta ricattando il mondo», ha detto Stoyanova a The Telegraph .

Sebbene in questi giorni qualche apertura sembra sia in arriva, la Russia conitnua, comunque, a chiedere la riduzione delle sanzioni per consentire alle navi cariche di grano di lasciare i porti.

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