LADY DIANA

Grace Kelly, il cigno che diventò principessa

Domenica 10 Novembre 2019 di Concita Borrelli
Grace Kelly, il cigno che diventò principessa

L'auto prende velocità sulla Grande Corniche, la famosa strada panoramica della Cotê, insieme a Corniche Inférieure e Moyenne Corniche. Lei ha in pugno lui, il volante e i nostri sguardi. Ha i capelli raccolti e un foulard che mai collo più svettante avvolse. È la scena madre di Caccia al Ladro, capolavoro di Alfred Hitchcock, con Cary Grant e Grace Kelly. Una scena che si ripeterà anni dopo, fermo immagine non più di un set, ma di morte. Un incidente in auto che sembrò da subito grave. Per prima venne estratta dall'auto Stefanie di Monaco, la sua terzogenita, che riportò fratture, e poi lei, la regal madre, livida, senza sensi. Una prognosi che si risolse con due interventi contro due terribili emorragie, ma The Swan andò via. Per sempre.

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ORGOGLIO E SOFFERENZA
Avrebbe compiuto 90 anni tra due giorni, il 12 novembre. Avrebbe certamente raccolto intorno a sé la festosità dei suoi tanti nipoti e pronipoti. I figli di Caroline, Alberto e di Stefanie. I figli dei figli. Compresi i bimbetti Casiraghi-Borromeo. Avrebbe raccolto in quegli occhi americani, alteri e ricchi tutta la beltà, anche italiana, di Charlotte che, proprio in questi giorni, discetta di filosofia, con il suo primo saggio, in giro per l'Europa. Senza trucco, parrucco e lamè. Quanto ne sarebbe andata orgogliosa grande mêr Grace.

E quanto invece avrebbe sofferto per Charlene, sua nuora, che appare e scompare dalla pellicola infinita della Corte monegasca. Per fortuna, non siamo a casa Windsor. E nulla è scandalo a MonteCarlo. E questo grazie solo a lei. Perché se la corte dei Grimaldi ha fatto ricchi i tabloid, e il suo film non si spegne mai è sol perché lì sbarcò una cattolicissima americana, ben educata, ma già smaliziata dal mondo del cinema, dagli amori da riviste, dal veleno dei set. Non c'è saga, Enrico VIII, Maria Stuart, Edoardo VII e Wally.

Lì non c'è sussurro di sdegno e diktat definitivi. Campagne inglesi e feroci. Downton Abbey ed etichette. Primi ministri e Tories. L'ombra di LadyD. Le depressioni di Harry. La rabbia soffocata di Meghan, l'estranea. Ma Hollywood! Cap and circular veil... così volle il velo Helen Rose, la costumista della MGM, che disegnò per Grace l'abito da sposa per le nozze del 19 aprile del 1956. Abito a cui anche Kate, principessa di Cambridge, sembra essersi ispirata. E se mai scandalo l'avvolse, furono piccoli gossip, Grace era pur sempre l'americana di sangue irlandese e tedesco, figlia della caparbietà imprenditoriale del Nuovo Mondo, che metteva piede nell'Europa antica, e sposava il principe Ranieri, uomo affascinante, allure da yacht, Roc Agel, e Casinò.


LA CORONCINA
Che, come da tradizione pretese la dote dalla promessa, nonostante mister John Kelly non fosse tanto disposto, ma noblesse oblige! E da allora Grace disse adieu ai set, agli amori hollywoodiani, alla fatica dei sandwiches condivisi con i colleghi, allo stress del trucco e alle ansie da Oscar. E comunque uno lo aveva già intascato per il film La ragazza di campagna nel 1954. Grace fu presentata da Olivia de Havilland, la lacrimosa di Via col vento, a Ranieri ben disposto a conoscerla. In un giorno in cui non si trovò pronto l' abito predisposto e saltò la corrente elettrica per una piega ai capelli degna dell'evento. Grace se li lavò da sola, li raccolse con grazia quei fili d'oro e li coronò di una coroncina di fiori come fiorato il vestito che potè indossare. Incantati tutti. Si andò, di lì a poco, verso un matrimonio certo.

E a ripensarci quella coroncina e quell'abito, così graziosi e molto shabby, hanno dettato lo stile, il registro, il senso di libertà e, perché no, di libertinaggio che aleggia ancora ad oggi presso Montecarlo. Quell'allegra compagnia che sa vestire Chanel e Gucci, ne sono testimonials, ma anche abbandonarsi ad Havajanes ai piedi e fiori nei capelli quando attraversa feste sui prati o solca mari d'isole charmose. Grace, oggi novantenne, avrebbe comunque navigato sul Pacha III, l'inarrivabile yacht di famiglia. Redarguito, ma anche riso delle intemperanze di figli che di etichette di corte se ne sono infischiati alquanto!
 

 

I NIPOTI
I nipoti sembrano più irregimentati. I tempi cambiano. Gli Anni '70 che vedevano Caroline inquieta e sempre innamorata, e poi Alberto che poco praticava il pensiero serio di accasarsi. E Stephanie con quella voglia matta di essere ovunque, anche con un pescatore, tranne che a corte, Non sono stati figli facili per Grace. Eppure tutto è stato sempre perfettamente girato ed interpretato. I suoi nipoti sono bellissimi. Hanno i capelli al vento. Si occupano di finanze o, per meglio dire, le finanze vengono a loro, essendo Montecarlo un meraviglioso paradiso fiscale. I suoi pronipoti sono deliziosi come le loro madri. Nate bene, belle e brave. Di cruento ci fu solo la morte del genero Stefano. E la sua di morte. Ma noi, pur evitando la Grande Corniche, continuiamo a credere che i miti esistono e diventano atmosfere, ricordi di famiglia anche se lontani mille miglia da noi, canzoni, e Mika lo ha fatto, e anche borse Hermès! Guardare, e non toccare.
 

Ultimo aggiornamento: 19:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA