Elezioni midterm in Usa, cosa cambia se Biden va ko? Dall'Ucraina all'aborto i temi chiave sotto la scure repubblicana

Elezioni midterm in Usa, cosa cambia se Biden va ko? Dall'Ucraina all'aborto i temi chiave sotto la scure repubblicana
di Anna Guaita
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Martedì 8 Novembre 2022, 09:53 - Ultimo aggiornamento: 23:42

Elezioni Midterm NEW YORK Quel che succederà stasera alle urne negli Stati Uniti per le elezioni di metà mandato potrebbe drasticamente rimodellare i prossimi due anni della vita politica americana. Tutto dipende da quanto i sondaggi si riveleranno corretti, e se davvero la Camera passerà ad avere una forte maggioranza sotto il simbolo dei repubblicani e se nel testa a testa con i democratici il partito di Trump conquisterà una risicata maggioranza anche al Senato.

I NODI


Temi di rovente attualità come gli aiuti finanziari e bellici all'Ucraina nella guerra contro la Russia, come il diritto di aborto, il rispetto delle leggi ambientali e lo sfruttamento del petrolio, o anche le leggi per il controllo fiscale, passerebbero sotto il vaglio dei repubblicani, che hanno promesso drastici interventi. E non trascuriamo la realistica possibilità che Trump chieda ai suoi di vendicare l'onta dei due impeachment provando a trascinare anche Biden sotto lo stesso procedimento. Nei primi due anni di presidenza, comunque, i repubblicani hanno lavorato con il presidente democratico su un numero sorprendente di questioni bipartisan: sul pacchetto di finanziamenti per le infrastrutture, sui benefici per i veterani, per accrescere la competitività con la Cina sul fronte dei microprocessori e sui controlli nella vendita delle armi.


LA GUERRA SULLO SFONDO


Una vittoria del partito dell'elefante in entrambe le Camere cambierebbe i toni. A due anni dalle presidenziali, per il Gop sarebbe più importante bloccare le iniziative di Biden. È improbabile che il sostegno all'Ucraina crolli (ma ieri la Casa Bianca ha sottolineato di avere il «diritto di parlare direttamente alla Russia su questioni di importanza per gli Stati Uniti») ma potrebbe incontrare limitazioni da parte dei nuovi membri del Congresso. Se verranno eletti, JD Vance, Blake Masters, Herschel Walker, Katie Britt (rispettivamente candidati senatori in Ohio, Arizona, Georgia, Alabama) sicuramente metteranno sul tavolo la questione dei finanziamenti bellici: durante la campagna hanno continuamente criticato la politica del «portafoglio aperto» e hanno incontrato il favore della base repubblicana. E se non è detto che gli anziani del partito cedano facilmente, è tuttavia probabile che usino la nuova forza dei neoeletti per obbligare Biden a concessioni nella gestione dell'alleanza, per esempio accettare una stretta supervisione della Camera.


DAI DIRITTI AL FISCO


Ci saranno altre battaglie, in primis quella per tentare di far passare una legge che renda illegale l'aborto in tutto il Paese, immediatamente seguita da grandi finanziamenti per la polizia e controlli sui procuratori giudicati troppo miti con il crimine. Lo stesso deputato Kevin McCarthy, molto probabilmente nuovo speaker della Camera dal prossimo 3 gennaio, ha preannunciato che intende anche spazzar via i provvedimenti che Biden aveva iniziato per rafforzare il fisco, un tentativo che a detta del presidente potrebbe avere come ricaduta un aumento di entrate nelle casse dello Stato al fine di ridurre il deficit federale. McCarthy ha invece sentenziato che assumere decine di migliaia di nuovi agenti del fisco sarebbe «vessatorio» per i contribuenti. Alla Camera è scontato che i neoeletti, insieme all'ala destra più filo-trumpiana, intendano schierare varie commissioni investigative contro l'amministrazione Biden, e McCarthy lo ha ribadito durante un comizio lo scorso venerdì.

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IL PRESIDENTE ZOPPO


C'è un fiume di temi politici su cui i repubblicani hanno gli occhi puntati, tra cui la saga dei misteri del laptop di Hunter Biden, il figlio del presidente, il caotico ritiro dall'Afghanistan della scorsa estate, l'incertezza mai perfettamente chiarita sulle origini del Covid, per non parlare del raid dell'Fbi contro il resort Mar-a-Lago dell'ex presidente Trump a giugno. Se i repubblicani vinceranno e conquisteranno la Camera, come è dato per scontato, questi appuntamenti saranno sicuri, e consumeranno l'attenzione politica dei prossimi due anni. Biden potrà fare poco. Se il Senato gli rimanesse fedele, potrebbe perlomeno continuare a nominare giudici e ambasciatori, che devono essere approvati dai senatori. Ma se perdesse anche quello, in mano gli resterebbe un solo strumento per proteggere il Paese da iniziative che lui vede come pericolose e ideologicamente estreme, cioè il potere del veto. Una legge può sconfiggere il veto presidenziale solo se è approvata con il 75% dei voti. Un'ipotesi alquanto peregrina, perché se anche i repubblicani vincessero il Senato, avrebbero al massimo una maggioranza di un paio di seggi, 52 a 48.
 

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