Guerra in Ucraina, cosa accade se la Russia perde? L'analista militare: «La grande sconfitta sarà la Cina»

Mick Ryan, ex generale dell'esercito australiano, parla della guerra del 21° secolo

Guerra in Ucraina, cosa accade se la Russia perde? L'analista militare: «La grande sconfitta sarà la Cina»
di Raffaele Alliegro
4 Minuti di Lettura
Martedì 3 Maggio 2022, 18:35 - Ultimo aggiornamento: 4 Maggio, 10:31

Cosa succede se Putin perde la guerra? È la domanda che si è posto Mick Ryan, un esperto di strategia militare. E a cui ha risposto con una lunga analisi su Abc Australia. Mick Ryan è un ex generale dell'esercito australiano. È intervenuto a Timor Est, in Iraq e in Afghanistan come stratega nell'ufficio del capo di stato maggiore. E il suo primo libro, War transformed, parla della guerra del 21° secolo. Ricorda che «molti si aspettavano una rapida vittoria di Mosca a febbraio». Ma questa ancora non c'è stata. E in caso di disfatta dei russi, sostiene Ryan, ci sarebbe forse un altro grande perdente: la Cina.

Odessa, ragazzo 15 enne muore per salvare dalle bombe i vicini anziani. «Voleva avvertirli dell'allarme»

Secondo Ryan «l'efficienza dell'esercito ucraino sul campo di battaglia e il massiccio afflusso di aiuti occidentali al Paese rendono possibile una controffensiva per riconquistare il territorio catturato dai russi. Se questa controffensiva andasse in porto con successo, potrebbe riportare Mosca al punto in cui si trovava il 24 febbraio. E sarebbe uno scenario da incubo per l'alto comando militare russo. Significherebbe che hanno sacrificato inutilmente la vita di migliaia di soldati e hanno perso così tanti armamenti e mezzi militari che la loro industria della difesa impiegherà anni per sostituirli». Seguendo questa ipotesi, dunque, Ryan delinea uno scenario in cui la Russia «potrebbe dover richiedere un cessate il fuoco immediato o ritirarsi nelle posizioni che occupava a inizio febbraio». In questo caso «le sue forze convenzionali non avrebbero più credibilità come strumento di influenza internazionale».

 

Pur non potendolo escludere del tutto, Ryan ritiene improbabile che Mosca ricorra «ad armi chimiche, biologiche o addirittura nucleari». Anche perché «l'uso di armi di distruzione di massa trasformerebbe la Russia in uno stato paria per decenni». E comunque, afferma, «dovremmo ricordare che nell'ultimo mezzo secolo sia la Russia (in Afghanistan) che gli Stati Uniti (in Vietnam e in Afghanistan) hanno perso guerre senza ricorrere alle armi nucleari». Gli impatti geopolitici di una sconfitta russa, comunque, secondo Ryan determinerebbero un altro grande perdente: la Cina. «Sì, forse il più grande sconfitto sarebbe la Cina», sostiene. Perché, spiega, «l'amicizia tra Mosca e Pechino negli ultimi anni è stata costruita sulla base di una visione del mondo secondo cui l'Occidente è in declino. Dunque questa relazione si fonda anche sull'idea condivisa della necessità di un ordine mondiale diverso rispetto al sistema costruito nel dopoguerra».

Certo, «una Russia indebolita potrebbe diventare uno stato cliente della Cina, visto che con le sue enormi riserve minerarie ed energetiche Mosca è un importante partner strategico per Pechino». Ma resta il fatto, secondo Ryan, che «una sconfitta russa sconvolgerebbe gli sforzi del presidente Xi per persuadere le altre nazioni che esistono modelli di governo alternativi a quelli occidentali. Sarebbe un duro colpo per la credibilità cinese che ha investito molto nella partnership con il presidente russo che si trasformerebbe in un perdente. E avrebbe anche un impatto negativo sulle aspirazioni cinesi per Taiwan: la tenace difesa dell'Ucraina ha ispirato gli abitanti dell'isola e rivitalizzato il sostegno internazionale verso di loro». Infine, conclude Ryan, una sconfitta in Ucraina renderebbe la Russia una nazione più debole e più povera: «Anche se la guerra dovesse finire domani, in caso di sconfitta la Russia sarebbe una nazione più debole e povera di quanto non fosse a febbraio. Il danno che ha causato in Ucraina è stato enorme e l'entità delle perdite - fisiche, morali e reputazionali - richiederà anni per essere superata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA