CORONAVIRUS

Coronavirus, in Vietnam stop al commercio di carne di animali selvatici

Mercoledì 18 Marzo 2020 di Francesco Padoa

Dai cani ai pipistrelli, dai topi agli elefanti, gli orrori del commercio di carne animale non conosce limiti in Vietnam. L'industria della fauna selvatica in Vietnam è ritenuta un business miliardario, con migliaia di mercati sparsi per tutto il Paese. Ora però si va verso il divieto di commercializzazione illegale e consumo di fauna selvatica, per il timore di diffusione di malattie e virus. Il premier Nguyen Xuan Phuc ha dato istruzioni al ministero dell'Agricoltura di preparare un progetto di legge che metta la bando la vendita nei mercati di strada di animali selvatici, così come il commercio online, molto diffuso nel Paese. La decisione delle autorità di Hanoi fa seguito a quella già intrapresa dal governo cinese, dopo il sospetto che il nuovo coronavirus possa essersi diffuso proprio a partire da un mercato di Wuhan.

Dati i chiari rischi sia per la biodiversità che per la salute umana, gli scienziati della Wildlife Conservation Society e della Global Wildlife Conservation chiedono ora a gran voce un divieto permanente del traffico di animali selvatici e dei mercati di animali vivi. La pandemia potrebbe essere uno stimolo importante per formulare nuove e più rigide norme a riguardo. La Cina ha già annunciato il divieto di consumare animali selvatici e il Vietnam ha seguito il divieto sia del commercio che del consumo di animali selvatici. Ma i paesi asiatici sono altamente interdipendenti, e i loro mercati sono simili e collegati: serve agire ora. «Il mondo ha bisogno che un paese dopo l’altro si faccia avanti per prevenire future epidemie virali – spiega Hoang Bich Thuy, direttore nazionale del WCS Vietnam, in un comunicato – vietando il commercio e il consumo di animali selvatici. Se un solo paese continua a permetterne il commercio, le comunità di tutto il mondo continueranno a pagarne il prezzo».

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