Coronavirus in Cina, la Cnn: «Afro-americani discriminati, sfrattati e allontanati da bar e ristoranti»

Coronavirus in Cina, la Cnn: «Afro-americani discriminati, sfrattati e allontanati da bar e ristoranti»
3 Minuti di Lettura
Sabato 11 Aprile 2020, 12:07 - Ultimo aggiornamento: 13:51

Crescono in Cina le discriminazioni contro gli stranieri per il timore di nuovi casi importati di coronavirus. Il consolato americano a Guangzhou, una delle città più popolose della Cina, ha consigliato ai connazionali afro-americani di evitare i viaggi nella zona a causa «dell'intensificazione del controllo dei cittadini stranieri», riporta la Cnn.

Coronavirus, oltre 100mila morti nel mondo. Trump firma memorandum per aiuti a Italia
Coronavirus, a New York choc fosse comuni. Usa verso 500.000 casi, ma Trump vuole riaprire

«In risposta all'aumento delle infezioni da Covid-19, i funzionari dell'area metropolitana di Guangzhou hanno intensificato il controllo sui cittadini stranieri. Come parte di questa campagna, la polizia ha ordinato ai bar e ai ristoranti di non servire i clienti che sembrano essere di origine africana», si legge in un messaggio inviato agli americani registrati con l'Ambasciata, in cui si aggiunge che «i funzionari locali hanno avviato una serie di test obbligatori, seguiti da una quarantena obbligatoria, per chiunque abbia 'contatti con africanì, indipendentemente dalla storia recente dei viaggi o dal completamento della quarantena precedente». E ancora: «Gli afro-americani hanno anche riferito che alcune aziende e gli hotel si rifiutano di fare affari con loro».
 

La Cnn spiega che ci sono resoconti diffusi sui social media di persone che sono rimaste senza casa questa settimana. A Guangzhou, dove è presente la più grande percentuale di africani di tutta la Cina, l'emittente americana ha intervistato decine di persone. Molte di loro hanno raccontato di essere state sfrattate dalle loro case dai proprietari o allontanate dagli hotel, nonostante sostenessero di non avere precedenti di viaggio o contatti noti con i pazienti Covid-19. Tra le altre testimonianze, test casuali o quarantena obbligatoria in casa, senza avere sintomi o contatto con pazienti noti. Il ministero degli Esteri ha invece sottolineato che «Cina e paesi africani sin dall'inizio dell'epidemia continuano a sostenersi e il governo tratta tutti gli stranieri allo stesso modo e si oppone a pratiche differenziate per gruppi specifici».

La Cina, primo epicentro della pandemia, da alcuni giorni teme una seconda ondata, soprattutto a causa dei casi importati, in continua crescita. Oggi le autorità sanitarie hanno riferito che dei 46 nuovi casi contagio nelle ultime 24 ore, 42 sono di persone di rientro dall'estero. Tanto che nei giorni scorsi il presidente Xi Jinping ha esortato le autorità a controllare attentamente i casi importati da altri paesi. Hong Kong, non lontano da Guangzhou, è già stata colpita duramente da una seconda ondata. All'inizio di marzo, c'erano solo 150 casi. Ora ce ne sono 990, molti importati dall'estero. Allo stesso tempo, le stesse autorità cinesi rilevano che la stragrande maggioranza dei casi importati sono persone con passaporto cinese di rientro dall'estero. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA