In mostra a Modica un Iran inedito raccontato in cento scatti da cento autrici ma in sottofondo resta pesante la condizione della donna

Domenica 26 Maggio 2019
Una delle fotografie in mostra a Modica
Stavolta non ci sono le proteste delle donne iraniane per l'obbligo del velo, e nemmeno lo scandaloso caso della sentenza del tribunale di Teheran contro Nasrin Sotoudeh: la famosa e pluripremiata avvocatessa iraniana 56enne, attivista per i diritti umani e per i diritti delle donne nel suo Paese, che dovrà scontare la condanna a 33 anni di carcere e 148 frustate. La pena più severa mai inflitta finora in Iran ad attivisti per i diritti umani.

Stavolta ci sono donne iraniane si guardano allo specchio e declinano attraverso le immagini la loro esistenza quotidiana all'interno della famiglia. «Sono volti e corpi di madri del dolore e spose della gioia, ragazze della decenza e principesse della bellezza», spiegano gli organizzatori della mostra che raccoglie cento scatti di donne narrate da cento fotografe.

L'esposizione
Donna iraniana racconta donna iraniana, dall'1 al 16 giugno e dal 3 al 25 agosto sarà ospitata nell'ex Convento del Carmine a Modica nel Ragusano. Un allestimento organizzato dalla fondazione Teatro Garibaldi, con il patrocinio del Comune di Modica, curato da Najme Arshadi, da Tonino Cannata, sovrintendente della fondazione Teatro Garibaldi, e da Paolo Nifosì, con la collaborazione di Hamid Tabaei e Stephanie Johnson.

Le opere sono state selezionate fra le tante diverse che hanno partecipato a un bando tramite
woaret.ir. «Questa mostra è un omaggio alle madri iraniane, madri di attesa, madri dell'amore, madri di preoccupazione e madri della ninnananna», spiega Ali Asghar Kalantar, direttore dell'esposizione.  «In questa mostra - aggiunge - guardate il Dovere e l'Essere della donna iraniana. In ogni immagine, nello stesso momento, ci sono due donne e presenze nascoste: soggetto, fotografa e geografia»

«Mi trovo davanti a immagini molto variegate, una rara finestra - conclude Nifosì - su una cultura e su una condizione femminile che aspira a una maggiore e naturale libertà». «Siamo orgogliosi di avere potuto organizzare questa esclusiva mostra, che rappresenta un momento straordinario, sia per la bellezza delle foto e sia per il messaggio che da esse trapela - commentano il sovrintendente Cannata, curatore della mostra, e il direttore artistico della Fondazione Giovanni Cultrera - Immagini che raccontano di una cultura che, forse, è molto diversa da come la immaginavamo. Un viaggio emozionante, nel quale ci accompagnerà Najme Arshadi, curatrice della mostra».

La mostra sarà inaugurata sabato 1 giugno, alle ore 11 e resterà fruibile fino al 16 giugno e poi dal 3 al 25 agosto, da martedì a domenica dalle ore 17 alle 21, lunedì chiuso. 
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