Elezioni, a Ferentillo la più votata tolta per far posto a un uomo: saltano le quote rose in giunta, ricorso al Tar

Domenica 16 Giugno 2019 di Aurora Provantini

Nessuna donna in Giunta di Ferentillo, comune italiano di 1874 abitanti della provincia di Terni, in Umbria. Un caso diventato nazionale. Eclatante e simbolico che ancora dimostra quanto sia dura per le donne fare politica. Così il primo atto del nuovo sindaco finisce sotto la lente del Tar. Enrico Antonio Duilio Riffelli, un’esperienza di dirigente alla Società delle Fucine, viene eletto con 908 voti il 26 maggio scorso e prende il posto di Paolo Silveri. Gareggia da solo. Perché nel comune della Valnerina si decide di presentare una sola lista “Cuore e ragione”, che garantisce la partecipazione uomo-donna. Quella lista occupa oggi i banchi del consiglio comunale e dei dieci consiglieri infatti quattro sono donne: Elisabetta Cascelli, farmacista e assessore uscente alla cultura, ambiente, politiche sociali che in molti avrebbero voluto candidare a primo cittadino; Lavinia Rossi, avvocato; Irene Rossi, ingegnere, Antonella Piermarini. L’unità non regge manco il tempo dell’insediamento del primo consiglio: mercoledì scorso si costituisce un gruppo indipendente «che intende garantire la tutela della legalità in ogni sua forma». 

Dovevano andare tutti d’accordo e invece la nomina di una giunta di soli uomini da parte del sindaco ha scatenato le reazioni di quanti ritengono quell’atto illegittimo e irrispettoso. Vice sindaco Roberto Pellini (area Pd) e assessore al bilancio Paolo Silveri (ex sindaco per 15 anni). «Un sindaco che esce dalla porta e rientra dalla finestra», commentano i cittadini. «Ma la scelta è stata fatta in base alle competenze. Silveri entra in giunta come assessore esterno e la legge lo consente. D’altro canto io non ho mai fatto politica e Silveri rappresenta la memoria storica di Ferentillo e una guida per tutto ciò che è stato fatto e che ancora resta da fare», dichiara il sindaco Riffelli.

Peccato però che tralasci un dettaglio: l’obbligo del rispetto delle quote rosa. Contro il quale sarà preparato un ricorso al Tar. Verrà presentato domani mattina a firma delle consigliere donna. Per Elisabetta Cascelli non è solo una questione di quote rosa, ma di rispetto della legalità: «Fare ricorso è un atto dovuto. Restiamo in attesa che il Tar risponda». Per Riffelli non è così, non richiede pareri alla Prefettura perché è sicuro che a Ferentillo una giunta al maschile sia nel rispetto delle normative. 

«In violazione del rispetto del principio delle pari opportunità che è vigente anche nei comuni al di sotto dei tremila abitanti, ai sensi degli articoli di legge e per l’articolo 3 dello Statuto del Comune di Ferentillo, si presenta ricorso», sostiene Lavinia Rossi, avvocato e firmataria del ricorso. Rossi sottolinea che «anche lo Statuto del Comune prevede il rispetto delle quote rosa». Insomma per un Comune che sceglie di andare al voto unito e con una sola lista ci si aspettava un inizio migliore.

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