“Liber Mortuorum” trafugato trovato ad Aprilia, acquistato in un mercatino da un appassionato di antiquariato

Venerdì 5 Giugno 2020 di Raffaella Patricelli
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Con la passione per i mercatini di antiquariato e ancor di più per i libri antichi – mesi fa – ignaro di tutto aveva acquistato un testo del ‘700 pensando di poterlo aggiungere alla sua biblioteca. E invece dopo alcuni mesi di indagini è stato rintracciato dai carabinieri del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma: si trattava del prezioso “Liber Mortuorum”, il registro dei morti del 1700 trafugato dalla parrocchia di Sant’Andrea Apostolo di Gallicano nel Lazio l’anno scorso. Protagonista della vicenda un uomo di Aprilia che custodiva il prezioso registro nella sua abitazione.

I carabinieri dopo il furto, già da aprile scorso, avevano iniziato ad intensificare le indagini. Grazie ad alcune ricerche fatte anche tramite internet e i social network è stato trovato il primo indizio: l’ignaro apriliano aveva infatti postato una foto del libro per chiedere spiegazioni ad alcuni naviganti sul valore del registro, aveva intuito evidentemente il suo potenziale. I carabinieri hanno preso in esame il post e poi hanno fatto visita all’autore presso la sua abitazione nella periferia cittadina. Il “Liber Mortuorum” è stato subito identificato e dopo alcuni accertamenti è stato restituito, ieri mattina, alla Diocesi di Tivoli. Tornerà, naturalmente, in sicurezza, nella parrocchia di Sant’Andrea Apostolo di Gallicano nel Lazio.

«Il registro – spiegano i carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale - ha un elevato interesse culturale per la storia preunitaria di Tivoli. Di fondamentale importanza per l’individuazione del prezioso bene, per l’accertamento della sua appartenenza al patrimonio dell’Ente religioso, nonché per riconoscerne l’autenticità, è risultata la sinergica collaborazione con il personale altamente specializzato della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio e dell’Archivio storico della Diocesi di Tivoli e di Palestrina».
La restituzione del bene archivistico, che è stata disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina che ha coordinato tutte le attività di indagine. Il prezioso documento, una volta rientrato presso la sua originaria comunità religiosa, ove potrà essere oggetto di studio. Le indagini sono state avviate nel mese di aprile scorso, a seguito di una comunicazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio che aveva segnalato la presenza del post sospetto sui social. Per le indagini i carabinieri si sono avvalsi anche della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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