Contributi e agevolazioni fiscali, indagine su una palestra

Lunedì 9 Settembre 2019 di Marco Cusumano e Laura Pesino
La Procura di Latina
Un verbale ispettivo dell’Inps che impone il pagamento della somma di 233mila circa per regolarizzare la posizione dei lavoratori. Poi, una denuncia depositata in Procura e al comando provinciale della Guardia di Finanza in cui si ipotizzano reati che vanno dall’appropriazione indebita all’evasione fiscale, dall’omesso versamento di contributi previdenziali all’associazione per delinquere e alla sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte fino al lavoro nero.

La complessa vicenda riguarda il colosso sportivo del capoluogo: la palestra “Palafitness” di vale Kennedy, una realtà che, stando alle carte acquisite dagli ispettori dell’Inps, conta 14 istruttori e 1.500 iscritti e incassi di tutto rispetto. Il problema nasce dal fatto che ad operare ci sono due realtà solo apparentemente distinte: la società sportiva Dimensione Corpo srl, costituita nel 1997, e l’Associazione Sportiva Dilettantistica Asd Palafitness, fondata invece nel 2013 con lo scopo di diffondere e promuovere la pratica sportiva e che, per sua natura giuridica, gode di una serie di agevolazioni ed è esente damolti obblighi imposti invece a una srl.

Dal 2015 il Consiglio direttivo dell’Asd è composto da Andrea Cipriani, Alessia Mastrantoni e Antonella Di Rubbo. Peccato però che, dai controlli approfonditi effettuati lo scorso febbraio, sia stata individuata dagli ispettori «una chiara commistione di rapporti tra srl e Asd Palafitness, in forza della quale – si legge – quest’ultima ha rappresentato l’espediente con cui la Dimensione Corpo ha continuato a gestire di fatto gli impianti sportivi secondo una logica tipicamente commerciale, pur beneficiando del particolare regime di agevolazioni».

Il verbale si riferisce unicamente al periodo compreso tra settembre 2015 e agosto 2017, due soli anni che identificano però precisamente il passaggio della gestione dell’attività dalla srl all’associazione sportiva. Un passaggio in un cui la totalità degli istruttori della palestra, secondo la ricostruzione, ha proseguito la propria attività senzamodifiche sostanziali. La Asd, di cui è vicepresidente Alessia Mastrantoni al contempo anche amministratrice della srl, si è avvalsa in sostanza degli stessi istruttori già occupati nella srl, mentre quest’ultima ha ufficialmente interrotto l’esercizio dell’attività sportiva limitandosi a gestire ufficialmente solo l’immobile (preso in locazione dalla società) e i servizi di segreteria e di pulizia del centro sportivo.

Oltre all’analisi di tutte le carte, gli ispettori hanno anche raccolto numerose dichiarazioni di istruttori e clienti (diventati poi “associati”) che hanno contribuito a ricostruire più chiaramente il quadro, confermando il rilascio di tessere associative («Mi venne detto che non serviva a niente e che l’avrei anche potuta buttare…»), le mancate comunicazioni di assemblee dei soci, l’assenza di convocazioni e perfino di ricevute d pagamento.

LA DENUNCIA
L’Inps sostiene dunque, nero su bianco, che tutto il materiale raccolto è degno di una più approfondita verifica di carattere fiscale. Ecco dunque che, nelle scorse settimane, arriva sul tavolo della Procura una dettagliata denuncia penale. A firmarla sono alcuni dei soci originari della srl Dimensione Corpo, tenuti fuori dai ricavi e dalla gestione del centro sportivo, Fabrizio Marigo e due soci olandesi, Anthony Jhon Hadley e Angela Laura Hadley, assistiti dall’avvocato di Roma Nicolò Ettore Zito.

Lunghe pagine in cui si ricostruiscono con precisione i fatti, facendo chiari riferimenti a ripetute richieste di delucidazioni sui bilanci societari e sull’attività dell’associazione sportiva, su «ammanchi e uscite di cassa che non trovavano giustificazione» e perfino sui rapporti professionali con il commercialista Giuseppe Di Rubbo, membro della famiglia, coinvolto nell’inchiesta “Olimpia”.
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