Viviana, c'è una nuova pista: Gioele potrebbe essere morto nell'incidente

Viviana, c'è una nuova pista: Gioele potrebbe essere morto nell'incidente
di Lara Sirignano
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Sabato 15 Agosto 2020, 08:25 - Ultimo aggiornamento: 12:55

L'ultimo sospetto prende corpo col passare delle ore e con la scoperta di nuovi frammenti di verità. Il giallo è ancora lontano dalla soluzione, ma la morte di Viviana Parisi, la dj trovata senza vita sabato scorso sotto un pilone dell'alta tensione nei boschi di Caronia, e la scomparsa del figlio di 4 anni, Gioele, sparito da 12 giorni ormai, potrebbero avere una spiegazione diversa da quelle finora avanzate. Gli inquirenti ripartono dagli elementi certi: la donna, da mesi in cura per una forte depressione, il 3 agosto ha avuto un incidente d'auto mentre percorreva l'autostrada Messina-Palermo. Ha urtato un furgone all'imbocco della galleria Pizzo Turda e nell'impatto il bambino - certamente in macchina con la madre ci dicono le immagini delle videocamere del paese di Sant'Agata di Militello in cui la dj si è fermata - potrebbe essere rimasto ucciso. Non è certo dove Gioele sedesse, se fosse sul seggiolino dietro al guidatore o accanto alla madre. Né se fosse assicurato o libero di muoversi e nell'impatto si
sia ferito mortalmente.

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I TESTIMONI
Alcuni testimoni - gli investigatori li stanno cercando per interrogarli - avrebbero raccontato di aver visto Viviana scavalcare il guard rail dell'autostrada dopo aver abbandonato la macchina e allontanarsi tra i boschi con il piccolo. Forse lo teneva in braccio. Dunque, ipotizzano gli inquirenti, la dj sconvolta dopo l'incidente, potrebbe aver preso con sé il corpo del bambino, percorso un sentiero sterrato e aver raggiunto il traliccio. Da lì avrebbe cercato un luogo riparato in cui nascondere il cadavere del figlio, poi sarebbe tornata al pilone e, fuori di sé, si sarebbe gettata nel vuoto.
Una ricostruzione drammatica che spiegherebbe l'estremo gesto compiuto da Viviana. I familiari non credono alla tesi dell'omicidio-suicidio: la dj amava molto suo figlio, era legatissima a lui e, dice chi la conosceva, non avrebbe mai potuto fargli del male volontariamente. Lo ripete il marito, Daniele Mondello, che quotidianamente chiede a eventuali testimoni indicazioni utili alle ricerche del figlio; lo dicono il suocero e il padre, che con la dj aveva parlato la sera prima della scomparsa.

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L'esame autoptico, che deve essere completato con gli accertamenti istologici e tossicologici, esclude, con certezza l'ipotesi dell'omicidio perché sul cadavere di Viviana non ci sono ferite da arma da sparo o da taglio. Ed è altrettanto certo ormai che nessuno l'abbia spinta giù dal traliccio. Gli inquirenti hanno raffrontato le fratture presenti sul cadavere con quelle che di norma vengono riscontrate nelle vittime di incidenti sul lavoro nel caso di caduta da un'altezza elevata: la compatibilità è totale.

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IL MISTERO
Quel che ancora è avvolto da mistero è dove sia Gioele. La priorità degli inquirenti ora è lui. Cercato da giorni in un'area ormai ristretta tra la piazzola in cui è la dj ha lasciato l'auto e la radura in cui è stata trovata morta. A battere la zona sono i vigili del fuoco, decine di agenti della polizia, il reparto dei carabinieri dei Cacciatori di Sicilia, che si occupa di solito della caccia ai latitanti. A Caronia stanno per giungere altri tre cani molecolari, utilizzati solitamente per la ricerca di resti umani. In tutto il Paese ce ne sono solo 5. Quattro saranno impiegati per trovare Gioele.
La famiglia della dj ipotizza che la donna, che aveva detto di voler andare a Milazzo a fare spese, potesse essere diretta alla Piramide della Luce della Fiumara d'arte, scultura recente che nel tempo ha assunto un significato mistico legato all'aspirazione alla vita eterna. Il desiderio sarebbe maturato durante il lockdown, quando la depressione e la ricerca di risposte nei testi religiosi si sarebbero fatte più forti. Nella disperata ricerca del bambino i parenti hanno contattato anche una sensitiva, Rosa Maria Laboragine. «Sono convinta che Giole verrà ritrovato a breve. E' vicino alla madre e probabilmente adagiato su alcune foglie», avrebbe detto la donna. Ma la Procura preferisce affidarsi alla scienza e ha incaricato anche un geologo forense. «Proviamo anche questa carta», dicono i pm.
 

 

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