Virus: Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia con la maggiore incidenza sulla popolazione

Giovedì 21 Maggio 2020 di Rosario Dimito

Restano differenze importanti in termini di incidenza della diffusione del Covid-19 nelle diverse Regioni che proseguono anche nella Fase 2. Secondo i dati al 19 maggio la percentuale di casi attualmente positivi (65.129) sulla popolazione nazionale è pari allo 0,11% (era lo 0,13% il 12 maggio). La percentuale di casi (226.699) sulla popolazione italiana era arrivata allo 0,38%. L’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari della Facoltà di Economia in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene) della Facoltà di Medicina e Chirurgia ha diffuso l’ottavo Instant Report #8 COVID-19, un’iniziativa che offre un confronto sistematico delle modalità di risposta delle Regioni italiane al Sars-COV-2. Il gruppo di lavoro è coordinato da Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore si avvale dell’advisorship scientifica del Prof. Gianfranco Damiani e della Dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene). Questo gruppo di lavoro fa da supporto al Cts e all'Iss.

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Il primato per la prevalenza di periodo sulla popolazione si registra ancora in Valle d’Aosta (0,94%) ma è in Piemonte e Lombardia che abbiamo la maggiore prevalenza puntuale di positivi (0,22% e 0,27% rispettivamente). Ancora alto il dato nella Regione Marche (0,14%) e Liguria (0,15%) ed Emilia-Romagna (0,12%). In Veneto il dato di prevalenza puntuale scende allo 0,08%. Nel Lazio scende allo 0,06%, in discesa da diversi giorni. Tutte le Regioni del sud si attestano su valori di prevalenza puntuale dei positivi tra lo 0,01% (Umbria) e lo 0,05% della Puglia (5 volte in meno del Piemonte e della Lombardia), passando per una prevalenza di positivi dello 0,03% in Campania. Valori intermedi nelle Regioni del centro, in un chiaro gradiente nord-sud.

Per quanto riguarda la letalità si osservano ancora in Lombardia i valori maggiori: nella classe di età 80-89 il picco massimo (37%). La distribuzione della letalità nell’arco 70 e 90, è analoga tra Piemonte, Veneto e Marche. Significativamente diversa in Lombardia. Analizzando i dati sulla letalità del 2020 con quelli del 2015-2019 prodotti da ISS e Istat si nota come l’incremento dei decessi non correlati al Covid-19 aumenta solo del 13% nel centro sud, e arriva al 47,5% al nord. Questo rende plausibile il fatto che molti di questi casi in realtà debbano essere addebitati all’epidemia, pur rimanendo “sommersi”.
 

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